VIVE LA FRANCE! Ottomobile Simca 1100 Ti e Renault 18 break Turbo in scala 1/18

Ottomobile propone due modelli di auto francesi un tempo piuttosto apprezzate anche nel nostro Paese, sebbene oggi ne siano sopravvissute ben poche e da noi non godano dello stesso status di auto d’epoca come altre vetture del loro tempo: la Simca 1100 Ti e la Renault 18 break Turbo. La Simca 1100 nacque in un periodo difficile per la Casa Francese durante i passaggi dei pacchetti azionari da Fiat a Chrysler. Concepita ancora sotto la direzione di Pigozzi che aveva avuto modo di apprezzare il progetto dell’ Autobianchi Primula del 1964, la nuova vettura francese venne alla luce nel 1967 sotto la direzione di Georges Hereil, che aveva convinto la dirigenza Chrysler della bontà di una nuova berlina di classe medio-bassa con portellone posteriore, allora ancora tutt’altro che diffuso. La Simca 1100 montava un 4 cilindri anteriore trasversale, con trazione anteriore. La cilindrata era di 1118cc, con valvole in testa, che sviluppava 53 o 56 CV a seconda delle versioni.

La Simca 1100 Ti di Ottomobile, in 1:18, si apprezza particolarmente nella vista di 3/4

The Simca 1100 was born in a difficult time for the French Brand during the steps of stakes passages from Fiat to Chrysler. Conceived again under the direction of Mr.Pigozzi who had had the opportunity to appreciate the Autobianchi Primula of 1964, the new French sedan came into existence in 1967 under the direction of Georges Herethe, who had convinced Chrysler management of goodness of a new lower-middle class sedan with a hatchback, then still far from being widespread. The Simca 1100 was powered by a 4 cylinder engine transversely mounted, with front-wheel drive. Its displacement was 1118cc, with overhead valves, which developed 53 or 56 HP depending on the version.

Le proporzioni al vero sono ben rispettate

La versione Ti, oltre alle ruote in lega aveva uno spoiler sopra il lunotto, presente sul modello

 

Le foto sopra e sotto mostrano l’ottimo dettaglio delle fanalerie e delle scritte applicate

Nel 1973 venne lanciato il modello Ti, che montava il motore da 1,3 litri della Special con la potenza elevata a 82 CV, che consentivano una velocità massima di 165 Km/h. Questa vettura si disponeva al vertice della gamma, con fendinebbia, cerchi in lega leggera, spoiler anteriore e posteriore, colori brillanti e la possibilità di essere a due o quattro porte.

In quello stesso anno, a testimonianza del successo che le varie versioni della Simca 1100 avevano riscosso, uscì il milionesimo esemplare. La Ti uscì di produzione nel 1977 con circa 16.500 esemplari al suo attivo.

La curiosa linea laterale del modello é ben catturata da Ottombile

Il modello Ottomobile riproduce la Simca 1100 Ti nella versione a due porte del 1975, con estrema fedeltà, cosa non facile date le linee particolari della vettura che, con due sole porte, non sembra molto aggraziata. Molto curata, come al solito, la verniciatura e tutti i dettagli, come il filetto argento che riproduce la modanatura che corre sotto la linea di cintura, oppure i vetri posteriori che mostrano i dettagli dell’apertura a compasso. Un piccolo capolavoro il lunotto termico, con tanto di etichetta a colori “Simca-Chrysler” così come veniva applicata all’epoca. Molto ben fatti i cerchi in lega e apprezzabili i quattro paraspruzzi dotati di scritte in bianco, pure essi presenti al vero.

dettaglio del lunotto termico con etichetta “Simca-Chrysler”

La Renault 18, nata nel 1978 per sostituire la 12 e la 16, collocandosi nella fascia di mercato intermedia fra le due, ha mantenuto lo stesso schema meccanico della 12 (trazione anteriore con motore longitudinale a sbalzo sulle ruote), con due cilindrate: 1,4 litri e 64 CV oppure 1,6 litri e 79 CV. Proposta in vari allestimenti, nel 1979 fu affiancata dalla Break, cioè la Station Wagon nella dizione usata dai francesi. Nel 1980 arrivarono le versioni Diesel e, dopo l’estate, la Turbo a benzina da 110 CV, capace di spingersi fino a 185 Km/h. Nel 1982 la potenza del motore venne innalzata a 125 CV e il Turbo venne offerto anche sulla versione Break, oggetto della riproduzione di Ottomobile.

Negli anni ’80 spesso le vetture erano cariche di scritte appariscenti, come “Turbo” sulla fiancata

Anche nella vista di 3/4 il modello Ottomobile lascia stupefatti per la precisione

The Renault 18, born in 1978 to replace the 12 and 16, taking its place in the market between the two, has kept the same mechanical scheme of the 12 (front-wheel drive with longitudinal engine  cantilevered on front wheels), with two capacities: 1.4 litre and 64 HP or 1.6-litre and 79 HP. Proposed in various levels of trim, in 1979 it was flanked by the Break, i.e. the Station Wagon in the diction used by the French. In 1980 came the Diesel versions and, after summer, the Turbo petrol engine with 110 HP, capable to go up to 185 Km/h. In 1982 the engine power was increased to 125 HP and the Turbo was offered also on the Break, that is the object of Ottomobile reproduction.

Come nel caso della Simca 1100 Ti ci troviamo di fronte a un modello in scala 1:18 di ottima fattura e, soprattutto, con un ottimo rapporto qualità-prezzo, che ci fa sorvolare sul fondo piatto in cui l’unico segno di meccanica é la marmitta. In compenso la Renault 18 ha una fanaleria spettacolare, specialmente la retinatura dei grandi proiettori anteriori. Le ruote in lega leggera sono molto ben realizzate e la verniciatura é impeccabile, specialmente nella zona in cui sono presenti le protezioni laterali in gomma nera, dove potrebbero apparire imperfezioni che invece sono del tutto assenti.

I fari anteriori sono così ben fatti da sembrare veri

Ben fatte le varie targhette e le barre sul tetto. L’antenna della radio é flessibile, così da ridurre il rischio di rotture accidentali. Resta leggermente bassa sul tetto, ma così é più facile riporre il modello nella scatola.

Nulla da eccepire sulla vista posteriore

Gli interni sono molto belli peró possono essere visti solo avvicinando l’occhio ai finestrini, essendo i modelli Ottomobile privi di aperture, cosa che del resto per un collezionista é perfino preferibile, in quanto la scocca resta più robusta e si evitano le fessure fra le parti mobili.

Si tratta di una coppia di modelli che sicuramente meritano un posto d’onore nelle nostre collezioni in scala 1:18 e colmano un vuoto fra le auto francesi del recente passato.

 

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