VISITA al MODELLWELT (Museo SIKU-WIKING)

Lüdenscheid è una cittadina del Nord della Germania, che ci sarebbe del tutto indifferente se non fosse la sede della Siku, noto produttore di simpatici modellini in scala 1:60 circa. Dal 1984 orbita assieme alla Siku un altro famoso produttore di modelli: la berlinese Wiking, di cui apprezziamo da sempre i micromodelli in scala H0, cioé 1:87 circa.

Lüdenscheid is a town in Northern Germany, we would be completely indifferent if it was the headquarters of the Siku, known manufacturer of models in scale 1:60. Since 1984 orbit together with the Siku another famous manufacturer of models: the Berlin Wiking, which always appreciate micro models in H0 scale.

019 Museo Siku-Wiking (15)

Ingresso del Museo

019 Museo Siku-Wiking (7)

Sala del 2°piano con la pista di modelli radiocomandati Siku

019 Museo Siku-Wiking (4)

Vetrinetta con modelli Siku della seconda metà degli anni Sessanta

019 Museo Siku-Wiking (9)

Corridoio con vetrine Siku

E’ stato creato un museo, chiamato “Modellwelt” dove è possibile ripercorrere la storia di entrambe le marche, per quanto sia stato impossibile raccogliere tutte le migliaia di modelli e varianti esistenti. Quanto disponibile è però appagante per il collezionista, lo storico e anche per il semplice visitatore, che può apprezzare i filmati (in tedesco) e può perfino provare (e giocare) le novità con radiocomando più recenti.

019 Museo Siku-Wiking (2)

Grande vetrina con autocarri e autotreni Wiking

Il museo è aperto solo in luglio ed agosto, con orario pieno il sabato e domenica, ridotto al pomeriggio dal martedì al venerdì. Maggiori informazioni sul sito:

https://www.siku.de/en/modellwelt.html

A Lüdenscheid, Richard Sieper fondò nel 1921 una piccola fonderia dove venivano prodotti oggetti di consumo economici, dai coltelli ai posacenere. Prima della guerra cominciò la lavorazione di materie plastiche, producendo piccoli oggetti per la casa, spille promozionali e oggetti-ricordo.

The museum is open only in July and August, with a full schedule on Saturday and Sunday, kept to the afternoon from Tuesday to Friday. More information at:

https://www.siku.de/en/modellwelt.html

A Lüdenscheid, Richard Sieper founded in 1921 a small foundry where they were objects with cost effective products, from knives to the ashtray. Before the war began processing plastics, producing small household items, promotional items and souvenir pins.

021 Museo e modelli Siku (17) Sieper

Il fondatore della Siku e una copertina di uncatalogo degli anni Cinquanta

021 Museo e modelli Siku (11)

Spille e ricordini di produzione Siku. Nel ritaglio un pupazzetto di un papà che batte sulle natiche del figlio tenuto piegato fra le ginocchia. Curioso ricordo di una educazione severa e manesca

021 Museo e modelli Siku (20)
Cow Boys Siku in varie pose. Naturalmente c’erano anche i Pellerossa.

021 Museo e modelli Siku (1)

Ciascuno di questi piccoli modelli era ottenibile acquistando panetti di margarina. Bisognava consumarne molta per ottenere un piccolo plastico. Si noti il Maggiolino verde a sinistra

021 Museo e modelli Siku (8)

Quanti collezionisti vorrebbero sulla propria tavola un set “sale e pepe” come questo?

I figli ripresero l’attività nel dopoguerra con la “Richard Sieper & Sohne” che, fra l’altro, produceva piccoli giocattoli economici (penny toys) che venivano regalati ai bambini quando le madri compravano margarina o caffé. Soldatini, animali, trenini, decorazioni natalizie erano diventate una specialità di questo produttore. Il nome della società cambiò nel 1950, in SIKU (da ‘Sieper-Kunstoffe’ ovvero plastiche Sieper). Quell’anno mostrò alla Fiera di Norimberga i primi giocattoli di plastica fra i quali una fattoria con animali.

The sons resumed their activities after the war with the “Richard Sieper & Sohne” that, among other things, producing small, inexpensive toys (penny toys) that were given away to children when the mothers were buying margarine or coffee. Toy soldiers, animals, trains, Christmas decorations had become a specialty of this manufacturer. The company name changed in 1950, SIKU (from ‘Sieper-Kunstoffe’ Sieper or plastic). That year he showed at the Nuremberg Fair the first plastic toys including a farm with animals.

021 Museo e modelli Siku (98)

Spilla ricordo della Fiera del Giocattolo di Norimberga del 1953 realizzata dalla SIKU

Siku anfibia nr.145

Auto anfibia con meccanica a orologeria. Produzione Siku di fantasia.

C’erano anche due auto giocattolo di fantasia, di grosse dimensioni: una era un’auto da record, con pinna posteriore, l’altra era un curioso coupé anfibio a molla, che funzionava nell’acqua. Nel 1953 uscì una Porsche 356A con motore a frizione sull’asse anteriore e, sotto il cofano motore, era riprodotto il motore nel quale si vedevano i pistoni contrapposti muoversi nei cilindri grazie a un minuscolo sistema ad ingranaggi, brevetto Gescha.

021 Museo e modelli Siku (36)

La rara Porsche 356 (scala 1/24 circa) della Siku e (sotto) la sua scatola.

021 Museo e modelli Siku (34)

In quello stesso anno Siku presentava la prima automobilina in scala piccola, che in realtà era una Ford americana del 1950 in scala 1:55 circa, con cofano apribile e motore asportabile, inclusa in una scatola regalo insieme ad un elicottero, una nave ed un aereo, tutti da montare.

021 Museo e modelli Siku (39) Vigile

Il grande vigile pubblicitario di plastica riprende il tema del catalogo 1958

021 Museo e modelli Siku (82)

Plastico con scene di traffico e accessori rigorosamente di produzione Siku

021 Museo e modelli Siku (89)

Cantiere stradale. Tutti gli accessori, anche siepi e alberi, sono Siku

021 Museo e modelli Siku (53)

Scatola didattica per imparare le regole del traffico. Molti modelli in scala sono prodotti dalla Siku.

Nel 1954 ebbe inizio la serie di automodelli che rese famoso il marchio e che avrebbe raggiunto la quantitá di oltre 200 veicoli in scala 1:66 circa fra autovetture e camion. I primi 32 vennero presentati alla Fiera di Norimberga di quell’anno: un buon inizio, non c’é che dire. Il prezzo fu la carta vincente di un successo duraturo che impegnò totalmente la produzione. Per Siku, il mondo del gioco del traffico era diventata una priorità e per farlo si inventò una mole di accessori ineguagliata da qualsivoglia altro costruttore.

Siku Ford Taunus & FK1000

Semaforo Siku con tram, Ford Taunus 17M e Ford FK1000 pick up

021 Museo e modelli Siku (105)

Nella serie Siku in 1:66 c’erano anche mezzi militari, come l’anfibio DuKW

Vi erano segnali stradali, vigili del traffico, transenne, cabine telefoniche, fermate per autobus, stazioni di servizio, negozi, concessionarie e altro ancora. La serie si spingeva alla riproduzione di piccoli personaggi della vita stradale di tutti i giorni: oltre ai vigili c’erano pompieri, pedoni (bellissima la famiglia che si dedica al campeggio), operai, benzinai. Nel 1959 apparvero i primi aerei in scala 1:250 e qualche anno dopo (1963) la Siku inaugurò la serie in zamac pressofuso, con 16 modelli, pure in scala 1:60.

021 Museo e modelli Siku (59)

Bimotore Noratlas in versione civile con scatola, scala 1:250

021 Museo e modelli Siku (67)

Aeroporto Siku con ambientazione completa.

Dopo una breve convivenza, la serie in plastica ebbe termine nel 1964 e la serie in metallo continuó fino a superare diverse centinaia di soggetti diversi, prodotti spesso in più versioni. Nel 1983 fu presentata la serie “Farmer” in scala 1:32, dedicata esclusivamente alle macchine agricole ed ai vari accessori utilizzati nelle lavorazioni di campagna. La serie ebbe notevole successo e si amplió con la presentazione di un trattore radiocomandato nel 2004. La serie radiocomandata ebbe grande riscontro e lo scorso anno Siku ha pensato di fare il bis con alcune auto da corsa in scala 1:43 che rivoluzionano il concetto delle piste slot-car: non essendo più vincolate dal perno permettono ai bambini vere emozioni di guida, con sorpassi veri e derapate in curva.

021 Museo e modelli Siku (78) Siku Fendt 930 Vario

Spettacolare Fendt Vario 930V con ben 12 ruote, modello Siku in scala 1:32

021 Museo e modelli Siku (104)

Nella serie agricola in 1:32 c’é perfino una carrozza

Oggi Siku è un’impresa affermata con circa 300 dipendenti e sedi perfino negli Stati Uniti. La sua produzione é ancora incentrata sui modelli in scala 1:60 circa ed in scala  1:32 per i soggetti legati all’agricoltura, mentre è stata aggiunta una serie in scala 1:87. Si assiste inoltre, a partire dal 2005, all’aumento del numero dei modelli, realizzati in scala 1:55 e, per alcuni veicoli industriali, anche in scala 1:50.

In confronto ad altri produttori di modelli destinati (per prezzo) ai bambini, la Siku è l’unica ad avere oggi un’ampia offerta di auto, autobus, autocarri, mezzi da lavoro e di soccorso, con i quali i bambini possono veramente giocare al “traffico”, con modelli di buona fattura che piacciono anche ai collezionisti. Il segreto del successo è tutto qui.

Herr Friedrich Pelzer, invece, fondò la Wiking a Berlino iniziando l’attività nel 1930. Avendo vissuto nella città portuale di Kiel decise di produrre navi in scala 1:1250 e, in un’epoca in cui il settore era pieno di giocattoli approssimativi di grandi dimensioni, Pelzer andò controcorrente, con delle navi molto piccole ma fedeli e dettagliate.

Herr Friedrich Pelzer instead, founded the Wiking in Berlin started the business in 1930. Having lived in the port city of Kiel decided to produce ships scale 1: 1250 and, at a time when the industry was full of rough toys large, Pelzer went against the current, with very small but faithful and detailed ships.

Wiking navi Emden & Tsingtau

Cacciatorpediniere Tsintao e incrociatore leggero Emden, Wiking, 1:1250

020 Museo e modelli Wiking (119)

Battello a vapore sul fume Elba e ambientazioni originali Wiking.

020 Museo e modelli Wiking (126)

Tutte le navi erano in fusione. I doks e gli accessori erano in legno dipinto

Gli dissero che era come buttare i soldi dalla finestra, ma in pochi anni i suoi prodotti erano già conosciuti anche in molti stati esteri. Nel 1937/38 iniziò a produrre modellini di aerei e poi di mezzi militari in scala 1:200 circa.

020 Museo e modelli Wiking (128) B

Bellissimo campionario completo (produzione dopoguerra)

020 Museo e modelli Wiking (106)

Vetrina con i mezzi militari in metallo verniciato, scala 1:200

Wiking camion e carri armati

Una piccola selezione di camion e mezzi corazzati.

020 Museo e modelli Wiking (104)

Facevano parte della serie i soldati in motocicletta e perfino un piccolo ciclista in 1:200!!!

Wiking Petliakov Pe2

Aereo russo Petliakov Pe2. Faceva parte della grande serie di aerei in scala 1:200

Questi modelli ebbero diffusione durante il periodo bellico in quanto furono anche usati nelle scuole militari per insegnare a identificare velivoli e automezzi. Grazie alla fortuna ed anche alle piccole dimensioni, l’azienda scampó ai bombardamenti su Berlino, così nel dopoguerra Wiking produsse un po’ di tutto finché riuscì a riprendere l’attività con dei modelli d’auto in scala 1:100. Nel 1947 questi modelli erano piuttosto rozzi e non avevano chassis. Le ruote erano infilate su degli assi annegati sotto la scocca dei modelli e fissati a caldo. Già nel 1949, quando l’attività era ormai ripresa a pieno regime, dopo la riforma monetaria, la scala fu portata a 1:90 perché più vicina alla scala di riduzione dei trenini elettrici (1:87).

020 Museo e modelli Wiking (112)

Camioncino in stile americano e diverse vetture in scala 1:55: sono modelli Wiking molto rari

020 Museo e modelli Wiking (137)

Limousine di tipo americano, Wiking, 1:100

020 Museo e modelli Wiking (142)

Autobus Büssing 1947 in versione PTT (Poste Svizzere), scala 1:100

020 Museo e modelli Wiking (144)

Trattore Wiking in 1:90. Il conducente era solidale col veicolo.

020 Museo e modelli Wiking (163)

Cabriolet a 4 posti ispirato alle DKW del tempo ma senza marca, Wiking 1:90

Wiking Fiat 626 cisterna

Per quanto proprio mal riuscito, è ufficialmente catalogato dalla Wiking come Fiat, 1:90

020 Museo e modelli Wiking (149)

Curiosissimo prodotto Wiking, in scala 1:90 circa. L’Arca di Noé con tanto di animali.

Proprio in quell’anno Wiking ottenne una interessante commessa da parte della Volkswagen per mettere in commercio un modellino promozionale del Maggiolino, in scala più grande (1:40). Questo modello veniva venduto direttamente dalla Volkswagen tramite la sua rete di vendita. Nel corso degli anni ’50 furono realizzati, oltre ai modelli per la Volkswagen, altri pezzi in scala 1:40 o 1:50 (come i camioncini Tempo-Vidal) e addirittura un trattore Hanomag in scala 1:25. Le necessità di produzione dei modelli piccoli fece diminuire le uscite di modelli più grandi, finché, dopo il 1970 (forse anche per un diverso atteggiamento della VW nei confronti dei modelli promozionali e per i loro alti costi), le serie in scala grande furono del tutto interrotte. Solo a partire dagli anni ’90 alcuni modelli furono rispolverati e riproposti in vendita, generalmente in tirature limitate e per breve tempo.

020 Museo e modelli Wiking (151)

Diversi modelli della serie in scala 1:40 esposti con una simpatica ambientazione.

La serie dei micromodelli miglioró ulteriormente adottando un piccolo telaio che tratteneva gli assi e le ruote. In un catalogo del 1951 comparve un curioso suggerimento: si invitavano i padri a giocare con i propri figli in veste di tutori del traffico, per insegnare loro, grazie anche ai segnali stradali ed ai piccoli vigili che Wiking produceva come accessori, le regole del traffico. All’inizio degli anni ’60 tutti i nuovi modelli ebbero i finestrini in plastica trasparente, miglioramento che gradualmente fu esteso anche ad alcuni degli stampi più vecchi.

020 Museo e modelli Wiking (159)

Volkswagen Minibus della Polizia, in scala 1:90

020 Museo e modelli Wiking (170)

Ben più raro Bulli Polizei in scala 1:40 accanto a scatole di segnali stradali.

I modellini della Wiking erano nati inizialmente come complemento ai trenini elettrici, ma già sul finire degli anni ’60 erano diventati una vera e propria collezione a sé stante. Questo fatto è confermato dalla cura dei dettagli che Pelzer profondeva per ottenere non dei semplici giocattoli, bensì autentici modelli, sia pure piccoli. Una eccezione alla regola dei micromodelli fu, nel 1964, l’ottima riproduzione della Daimler 1886 realizzata in scala 1:43, molto dettagliata e fornita di sterzo.

Wiking Daimler Motorwagen1886

Daimler 1886, Wiking, 1:40

Wiking Lancia-Ferrari D50

Mancata occasione per i ferraristi: due prototipi della Lancia-Ferrari D50 del 1956, rimasti senza seguito: sono in scala 1:87

020 Museo e modelli Wiking (179)

Il Setra Typ S8 in versione promozionale: oltre alla scatola ha le scritto in rilievo sulle fiancate.

Negli anni ’70 venne aggiunta la riproduzione degli interni, quindi, sotto la spinta della concorrenza dei nuovi modelli prodotti dalla Herpa, anche i modelli in scala della Wiking cominciarono ad affinarsi sempre di più. Il fondatore della Wiking morì nel 1981 a 78 anni di età e la sua azienda nel 1984 passò al Gruppo Sieper (Siku).

In the 70 was added playback of the interior, then, under the pressure of competition from new models produced by Herpa, even the scale models of the Wiking began to refine more and more. The founder of the Wiking died in 1981 at 78 years of age and his company in 1984 passed the Sieper Group (Siku).

Oggi la produzione della casa berlinese è costantemente migliorata ed ampliata anche con una nuova serie di macchine e attrezzi agricoli che sembrano incontrare sempre più il favore dei collezionisti, almeno in Germania. Sulla scia del successo dei trattori agricoli Siku in scala 1:32 alla Fiera del Giocattolo di Norimberga nel 2008 sono apparsi alcuni trattori di metallo nella medesima scala, insieme a un veicolo dei pompieri radiocomandato in scala 1:87.

Wiking Fendt 936 Vario 1-32

Fendt 936 Vario, Wiking, 1:32

468 ad