Uno sguardo al passato: cose curiose e rarita’

Accade che alle borse, nelle vetrine dei musei, su ebay o presso collezioni private, si scoprano modelli di cui non si era mai sentito parlare. Molti sono vere e proprie rarità e di alcuni non è dato sapere quasi nulla del produttore che li aveva realizzati. Ne presentiamo una piccola selezione, a cominciare da alcune Alfa Romeo Alfetta 158 che sicuramente piaceranno agli appassionati di auto da corsa o di tematiche Alfa Romeo. 

It happens that at the swap-meeting, in the windows of museums, on ebay or at private collections, models are discovered that have never been heard of. Many are real rarity and some are not given almost anything of the producer who had made them. We present a small selection, starting with some Alfa Romeo Alfetta 158 that will surely appeal to racing car enthusiasts or Alfa Romeo themes.

Questa ad un primo colpo d’occhio potrebbe sembrare una Alfetta della Dinky Toys inglese: invece si tratta di una copia in plastica realizzata a Hong Kong dalla NFIC, in scala 1:43.

 

Questo eccellente modello è in scala 1:32 ed è ricavato da una scatola di montaggio… di legno. Prodotto in Gran Bretagna dalla SMEC negli anni Cinquanta, questo kit conteneva parti di differenti materiali ma la carrozzeria era un blocchetto di legno appena sgrossato che andava rifinito con grande pazienza e notevole abilità, non certo alla portata dei principianti come le celebri buste Airfix.

 

La terza Alfa Romeo 158 fu prodotta dalla Nigam. La “Nuova Industria Giocattoli e Affini Milano” fu tra i primi fabbricanti italiani a iniziare, nel suo stabilimento di Crescenzago, una produzione di giocattoli nel dopoguerra. Alcuni erano di latta, ma furono presto introdotte diverse auto da corsa. L’Alfa Romeo qui illustrata non è certamente fedele, ma per i bambini di allora – dopo le distruzioni della guerra – avere per le mani un modello del genere era una vera felicità.

 

Sempre Nigam mise in commercio anche una Maserati F.1 (qui sopra) e una Auto Union Type C (qui sotto a sinistra, confrontata con analogo modello Mercury). In mancanza di competitors tedeschi le Case andavano a riprendere modelli d’anteguerra. Come le altre Nigam da corsa era in scala 1:40 circa.

Il pilotino di gomma che si vede dentro e a lato della Mercury era un accessorio originale della Mercury stessa e veniva venduto a parte.

Rimanendo in tema di Auto Union ve ne presentiamo due nella versione chiusa da record che sono state oggetto di riproduzione da parte di case tedesche. La prima (in alto) è in gomma ed è stata prodotta dalla Schildkrot negli anni Trenta, in scala 1:40 circa. Quest’azienda, fondata a Mannheim nel 1889 divenne famosa per le sue bambole e ancor più per un bambolotto di celluloide realizzato proprio in quel periodo. A quanto risulta l’Auto Union è l’unico automodello prodotto da questa Casa.

Grande più o meno come lo Schildkrot ma in latta, è l’Auto Union della Gescha, azienda di Norimberga fondata nel 1923, che è confluita nella Conrad nel 1971, sparendo definitivamente attorno al 1974. Nel 1955, all’apice della produzione, aveva in catalogo non meno di 60 articoli di latta. L’Auto Union che mostriamo è “Made in US Zone Germany”.

Chi di voi trovasse una Isotta Fraschini 8A della Rio con una scatola Dugu osservi bene la scatola: può aver trovato una vera curiosità: la Dugu vendette 5 modelli Rio (con numero di catalogo da 1 a 5 accompagnato da un ‘r’ minuscola) nel proprio listino, aggiungendo sul lato della scatola una banda con scritto “Stampaggio della ditta Rio” e relativo logo.

La stessa Rio ha prodotto la propria Isotta Fraschini 8A anche in scatola di montaggio. Non sappiamo però se ve ne fossero altre e in ogni modo trovarne una in stato d’origine è cosa veramente rara.

Sulla rarità del bisiluto Tarf da record, prodotto dalla E.G.M. non si discute. La EGM, di Milano, prendeva il nome da ‘Edoardo Gerli modelli’. Produsse nel 1959 appena tre modelli, tutti in scala vicina all’1:43 benché il bisiluro appaia più grande. Trovarne uno (e con scatola) è un’impresa difficilissima perché, purtroppo, la lega utilizzata é instabile e assolutamente prona al metal fatigue. La maggioranza dei modelli prodotti si è sfaldata da sola col passare del tempo….

 

Il modello sotto è di grosse dimensioni (44cm). Riproduce una dream car di fantasia ed è stato prodotto dalla Antica Giocheria SPERS di Sori, in provincia di Genova, che ha realizzato giocattoli all’inizio degli anni Cinquanta, fra cui una tipografia a pressa con caratteri mobili e alcune pistole giocattolo. Non si sa quando l’azienda sia scomparsa e se abbia prodotto altri modelli d’auto.

Di tutt’altra fattura, ma frutto della produzione di una azienda quasi sconosciuta di Torino, è questa Simca 1000 di plastica soffiata in una scala vicina all’1:18. Chiaramente un giocattolo molto grezzo che può affascinare solo qualche appassionato della marca transalpina, ma che ne è stato della LTI di Torino?

Passiamo negli Stati Uniti, da dove proviene questa bella Kaiser Manhattan convertibile 1949 in scala 1:18 circa. Corpo vettura di plastica con riporti in latta (e marchi perfettamente riprodotti), base in lamierino, con motore a orologeria, cambio marce e sterzo. Il produttore è Toy Founders di Detroit e si sa che esistono altri giocattoli di questo produttore, ma molti di fantasia, come un kit per produrre un aerodinamico coupé futurista che si poteva anche costruire in versione cabriolet.

due viste della Kaiser Manhattan

Per par-condicio non ci starebbe bene un’auto russa quasi dello stesso periodo? Abbiamo anche quella: una ZIM 111, chiamata anche GAZ-12, in scala 1:18 circa. Uno splendido modello di latta con parti riportate e dipinte (i marchi della vettura reale e le targhe), privo però di qualsivoglia indicazione del produttore. Il fondino di latta è assolutamente liscio. Il modello ha le ruote anteriori sterzanti e un rilievo del fondino con foro finale ci conferma l’esistenza di una versione motorizzata con telecomando, che non è presente nel modello illustrato, probabilmente una più economica versione statica.

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