Una “maggiorata” al Portello – Alfa Romeo 6C 3000 CM Tecnomodel Mythos 1 : 18

No, non illudetevi: non parleremo di qualche formosa showgirl, ma come promesso nel precedente articolo, eccoci pronti alla recensione di un nuovo splendido modello propostoci da Tecnomodel Mythos, molto interessante e sicuramente attesissimo dai fans delle vetture del Biscione, visto che si tratta di un inedito nella scala 1:18: l’Alfa Romeo 6C 3000 CM (Competizione Maggiorata) del 1953. La vettura era l’evoluzione della 6C 2500 Competizione, con un motore con cilindrata portata a 3495 cc (maggiorata, appunto) sei cilindri in linea progettato da Giuseppe Busso. La potenza era di 275 cv. La Carrozzeria Colli realizzò tre/quattro esemplari in versione coupè e due spyder.

No, do not be deceived: we will not talk about some shapely showgirls, but as promised in the previous article, here we are ready to review a new beautiful model proposed by Tecnomodel Mythos, very interesting and certainly highly anticipated by the fans of the cars of the Biscione, as it is an unprecedented 1/18 scale: the Alfa Romeo 6C 3000 CM (Maggiorata Competizione) of 1953. The car was the evolution of the 6C 2500 Competizione, with an engine driven to 3495 cc (Maggiorata – increased, in fact) six-cylinder in line designed by Giuseppe Busso. The power was 275 hp. The Carrozzeria Colli produced three / four coupe versions and two spyder.

La vettura riprodotta è quella condotta da Consalvo Sanesi e Piero Carini alla 24 Ore di Le Mans dello stesso anno. Visto l’ottimo ottenuto da Fangio alla Mille Miglia ’53 con la 6C 3000,  L’Alfa partecipò alla 24 Ore con una squadra di tre vetture, contraddistinte dai numeri di gara 21, 22 e 23. I piloti, oltre a Sanesi/Carini, erano Fangio/Mariom (n. 22) e Kiling/Riess (n. 23); purtroppo nessuna delle tre vetture arrivò al traguardo. Dopo Le Mans, le tre vetture furono ricarrozzate: una come coupè da Zagato, per Joakim Bonnier, un’altra da Boano e venne donata al presidente argentino Juan Pèron, la terza diventò il coupé Superflow di Pininfarina. La vettura attualmente in circolazione è quella ricarrozzata da Boano, dotata di una replica della carrozzeria originale per partecipare alle corse di auto storiche.

Il modello è realizzato in resina, come tutta la produzione di Tecnomodel: la vernice è molto ben stesa e perfettamente brillante. La riproduzione della linea è corretta, così come l’assetto generale. Molto belle le ruote con raggi fotoincisi.

La cura costruttiva è notevole, e le fotoincisioni abbondano: dalla griglia della calandra ai tergicristalli, dallo scudo Alfa sul muso ai già citati raggi delle ruote. Molto fine il deflettore sul cofano. Sui parafanghi posteriori manca il filo metallico che fissava i rivetti del parafango stesso, forse problematico da riprodurre in una scala corretta. Poco male.

Bella la fanaleria, sia anteriore che posteriore: tipiche dell’epoca le nastrature sui fari, per proteggerli dai sassi. Al centro del tetto troviamo la luce di posizione rossa. Belli i due ganci fermacofano, realizzati in plastica cromata. Dal lunotto si può osservare la ruota di scorta. Nella vista di coda si nota una strana “presa d’aria” dal lato guida…

… che era innanzi tutto un espediente per garantire un po’ di abitabilità in più: lo si nota anche nella vista dall’alto, dove spicca anche la singolare curvatura del finestrino a metà porta, giusto in corrispondenza del gomito del pilota. Il tappo per il rabbocco olio è sul parafango anteriore destro: dallo stesso lato si trova il portello che cela il tappo del carburante, posto però sul tetto!

Gli interni sono ben dettagliati: gli strumenti sono riprodotti con decals accurate, i sedili sono ben fatti e verniciati in un bel color cuoio. Il volante ha le razze fotoincise e il marchio Alfa al centro, ma la corona, dipinta color legno, forse è un po’ troppo massiccia, ma l’insieme è comunque piacevole.

Nel complesso, Tecnomodel ci ha offerto un ottimo modello di sicuro effetto, anche grazie alla sua “artigianalità” chiaramente percepibile ma che per molti appassionati rappresenta un motivo in più per metterlo in vetrina. In ogni caso, imperdibile per tutti coloro che amano le Alfa Romeo storiche. Inoltre, per chi volesse completare il trio o preferisse un numero diverso, sono disponibili anche le altre due numerazioni (distinguibili anche per il “baffo” sul muso di diverso colore), oltre ovviamente alla n. 602 della Mille Miglia e ad una versione “presentazione” con livrea neutra. Ma affrettatevi, le serie sono limitatissime… 

Le due vetture “gemelle” in azione alla 24h di Le Mans 1953

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