Trieste 29 Giugno – 21 Luglio Camillo Castiglioni e il mito della BMW

Una mostra non come le altre. Consigliamo agli appassionati di visitarla in quanto racconta con precisione, abbondanza di notizie e molte documentazione originale, la storia di un’italiano che nel 1920 divenne uno dei più ricchi uomini dell’Europa centrale. La sua vita, intensa ed appassionante viene raccontata attrraverso le 3 sale: la prima dedicata al al lato privato di Achille Castiglioni, la seconda  descrive la sua scalata nel campo economico nella città di Vienna, il suo crack economico, la fuga a San Marino durante il fascismo e nel dopoguerra la sua ultima battaglia vinta tramite la causa al maresciallo Tito. La terza ed ultima sala ci racconta nel dettaglio il suo ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo della Bayerische Motoren Werke, da tutti apprezzata e conosciuta con il marchio BMW. 

An exhibition not like the others. We advise fans to visit it as it accurately tells the story of an Italian who in 1920 became one of the richest men in Central Europe, with plenty of news and lots of original documentation. His intense and passionate life is told through the three halls: the first dedicated to the private side of Achille Castiglioni, the second describes his ascent in the economic field in the city of Vienna, his economic crack, his flight to San Marino during fascism and after the war its last battle won through the cause to Marshal Tito. The third and last room tells us in detail about its fundamental role in the birth and development of Bayerische Motoren Werke, widely appreciated and known by the BMW brand.
La prima motocicletta prodotta dalla BMW: la R32 del 1923
La prima sala dedicata al lato privato di Camillo Castiglioni
La motocicletta BMW R23 monta un motore a quattro tempi bicilndrico a cilindri contrapposti, caratteristica che accompagnerà la BMW sino ai giorni nostri.
 
La seconda sala evidenzia l’incredibile crescita economica di Camillo Castiglioni ed i suoi rapporti con il mondo finanziario e industriale.
La terza sala racconta con molti documenti lo stretto e vitale rapporto con l’azienda Bayrerische Motoren Werke, destinata a diventare la notissima BMW.
 
Il primo propulsore studiato dalla BMW nel 1920 per l’utilizzo su dei motocicli, il M2B15 Kleinmotor con una clindrata di 494 cc e distribuzione a valvole laterali.
 
Un pannello ricorda una moto per l’epoca eccezionale, la BMW RS 255 Kompressor, che fu la prima motocicletta non inglese con pilota non britannico a vincere nel famoso circuito del Tourist Trophy.
 
Un progettista che non ha bisogno di presentazioni, Ferdinand Porsche qui affiancato a Max Friz, apprezzato tecnico  e dirigente.
Il motore per aereo BMW IIIa del 1917 che fu particolarmente apprezzato per le prestazioni e l’affidabilità.
La prima autovetture prodotta dalla BMW fu la piccola Dixi che venne prodotta a partire dal 1928 nella rilevante quantità, per l’epoca, di 31.000 esemplari. Derivava dalla Austin Seven.
Un dettaglio di Palazzo Gopcevich, Via G. Rossini 4, Trieste. che ospita la mostra. L’orario: 10 – 17 ad ingresso gratuito. Giovedì 18 luglio a partire dalla 17,30, verrà tenuta la conferenza “Dalle ali alle ruote. Storia di un successo: la BMW con la partecipazione del giornalista Luigi Rivola e dello storico di motociclismo Alessandro Altinier. La mostra, curata da Mauro Martinenzi e Susanna Ognibene, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Trieste e la Fondazione Bardelli.  
 
La copertina del libro acquistabile presso la mostra. Gli autori sono Susanna Ognibene e Mauro Martinenzi, il prezzo é di 20 euro. La redazione di piccolegrandiruote lo consiglia a suoi attenti lettori.
 
Una pagina del libro Camillo Castiglioni e il mito della BMW in cui si parla del primo motore realizzato dalla BMW per i motocicli, il M2B15 Kleinmotor.

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