Tecnomodel Mithos: quattro modelli da non perdere

È sempre un piacere, per chi come noi è appassionato di automodellismo, trovare una “factory” giovane e coraggiosa che, nonostante un mercato sempre più complesso ed esigente (ma tutto sommato ripetitivo), si lancia nella produzione di modelli inediti o poco conosciuti: se perdipiù questa azienda è italiana, il piacere è doppio.

It is always a pleasure for those who are passionate about models in scale to find a young and courageous “factory” who, despite an ever more complex and demanding market (but all too repetitive), launches in the production of unedited or little-known models: If this company is Italian, the pleasure is double.

 

Stiamo parlando della Tecnomodel, dinamica realtà dell’automodellismo, con sede ad Opera (MI), che ha dimostrato, con le scelte fatte nella sua serie Mithos, che non esistono soltanto Ferrari o Porsche ma anche altre automobili che meritano di essere riprodotte in scala. A maggior ragione se si tratta di modelli assolutamente inediti come la bella Lancia D20 Coupè che qui presentiamo in compagnia di un’altra mitica Lancia, la D24, della Maserati A6GCS Barchetta e dell’Alfa Romeo 33/3 Coda Lunga Spider.

We are talking about the Tecnomodel, a dynamic reality of automobile modeling, headquartered in Opera (Milan), which has shown, with the choices made in its Mithos series, that there are not only Ferrari or Porsche but also other cars that deserve to be reproduced on a scale . More importantly, if it comes to models that are totally unusual, such as the beautiful Lancia D20 Coupé that we present here with another legendary Lancia, D24, Maserati A6GCS Barchetta and Alfa Romeo 33/3 spider Long Tail.

A nostro avviso il modello più interessante del quartetto è proprio la bella Lancia D20 coupè, qui riprodotta con la livrea utilizzata nella Mille Miglia del 1953, equipaggio Taruffi / Gobbetti (ritirata per guasto meccanico).

  

Pur trattandosi di una vettura da corsa, la classe Lancia era inconfondibile: la bella linea di Pininfarina esibiva una raffinata verniciatura bicolore, che non avrebbe sfigurato nei principali concorsi d’eleganza. Si tratta di un modello assolutamente inedito: complimenti quindi allo staff Tecnomodel per aver finalmente regalato agli appassionati lancisti un simile gioiello.

A dire la verità non é che gli altri modelli di questo quartetto siano “inflazionati”: la Maserati A6GCS è stata già riprodotta in scala 1:43 (Dinky Toys per prima, poi Bang e Topmodel, oltre alla serie da edicola) ma mai in scala 1:18. Qui la troviamo con la bella livrea utilizzata da Alfonso de Portago nella 24 ore di Le Mans del 1954. La Lancia D24, invece, è stata riprodotta in scala 1:43 dalla Mercury, dalla Brumm, dalla Topmodel ancora in serie da edicola, ma in scala 1:18, fatto salvo il giocattolo in scala “grande” della Mercury (oggi molto raro e quotato) non esistono altre riproduzioni. Nel nostro caso, viene replicata la vettura che ha corso al Nürburgring nel 1953, con i piloti Fangio e Bonetto. Stesso discorso per l’Alfa 33/3, già vista in scala 1:43 (Solido, TrueScale, M4, Provence Moulage, Ciemme43…) ma mai inscala  1:18 (le Coupé della i Ricko e della Spark sono delle 33/2). Il modello da noi esaminato riproduce l’auto che corse alla 24 Ore di Le Mans del 1970, piloti Zeccoli/Facetti. Quindi, ancora complimenti per le scelte.

Ed ora passiamo ad un rapido esame dei modelli. Nel complesso spicca l’ottimo livello della verniciatura, sempre molto lucida ed uniforme, senza il tipico effetto “cuscinetto” presente su molti modelli in resina. Ottima anche la cura dell’assemblaggio: le parti sono ben fissate, le numerose fotoincisioni sono montate accuratamente, i “vetri” sono ben trasparenti e non deformanti. Belle anche le ruote a raggi, fotoincise: gli pneumatici non hanno stampigliature sui fianchi, ma i battistrada son ben realizzati.

Molto buono il dettaglio delle decals, sottili e, anche in questo caso, ben posizionate, che non fanno rimpiangere le tampografie utilizzate sui modelli di grande serie.

Per quanto riguarda la riproduzione dell’Alfa 33, invece, su fianchi dei pneumatici sono presenti le scritte Firestone in bianco: belli anche i cerchioni, le ruote forse sono un pelo troppo grandi. Le linee delle vetture sono ben riprodotte ed é ben realizzata la riproduzione della fanaleria, piuttosto realistica. Bellissimo lo specchietto retrovisore dell’Alfa 33, veramente molto fine.

Un piccolo appunto riguarda le targhe della Lancia D20: quella anteriore è decisamente troppo grande, quellla posteriore è un pelo piccola. Ma é da notare che, come nelle targhe autentiche, i numeri sono in rilievo.

Per la riproduzione delle cinture di sicurezza nel modello dell’Alfa Romeo 33/3, rese interamente con una fotoincisione colorata avremmo preferito una striscia di tessuto con le fibbie realizzate in fotoincisione.

Gli interni, per tutti i modelli, sono piuttosto spartani, trattandosi di auto da corsa: i sedili sono comunque resi con colori realistici, che rendono bene l’idea della pelle. La strumentazione é realizzata con decals.

Insomma, sono modelli a tiratura estremamente limitata, realizzati con passione e precisione: e si vede. Proprio per questo ci piacciono molto!

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