Storia auto russe 1

  

 

 

DALLA RUSSIA CON AMORE parte 1ª

 

Catalogo della Gaz M-20 Pobeda, la prima auto russa del dopoguerra: sotto, il cruscotto

Cruscotto Pobeda

Nelle nostre collezioni serbiamo spesso dei modellini di auto russe, ma poco conosciamo del mondo automobilistico di quella nazione e anche dal punto di vista modellistico il pianeta Russia è per noi complesso e poco esplorato.

Sappiamo per certo che due pionieri russi, Frese e Jakovlev a San Pietroburgo, costruirono la loro prima carrozza senza cavalli nel 1896 e che questa fu esposta alla prima grande mostra dell’industria russa a Nishi Novgorod (poi Gorki) nello stesso anno. Aveva un monocilindrico da 2 cavalli che le permetteva di muoversi fino a 20 Km/h. Più o meno nello stesso periodo un certo Ippolit Romanov tentava la strada della trazione elettrica, riuscendo a fondare la Duxomobil, che fra il 1904 e 1906 mise insieme un centinaio di veicoli. Per lo più in quegli anni pionieristici vi erano in Russia importatori di meccaniche estere (Panhard, Humber e perfino Fiat) che venivano carrozzate sul posto.

Russobalt 20-40 1913

Russo-Balt berlina a guida interna 1913, Saratov, 1:43

La prima marca russa con una produzione effettiva fu la Russko-Baltski Wagonnyl Zavod, più comunemente conosciuta come Russo-Balt, di Riga in Lettonia, a quell’epoca parte dell’impero russo. Dopo la prima guerra mondiale le Repubbliche Baltiche vissero un breve periodo di indipendenza, mentre la Russia era diventata sovietica e non sentiva il bisogno che il popolo si spostasse in automobile. Ma aveva bisogno di mezzi di trasporto così che i primi veicoli dell’era comunista erano i robusti autocarri AMO, la cui produzione iniziava nei pressi di Mosca nel 1924.

AMO 15 1927

Con la collaborazione niente meno che di Henry Ford, nasceva nel 1933 la fabbrica di Gorkj che produceva la Gaz A, copia russa della Ford A del 1932 e i suoi derivati industriali. La Saratov ce l’ha proposta in un delizioso modellino in scala 1/43, mentre la Leningrad ha riprodotto in maniera un poco più grezza le versioni industriali (i camion leggeri ‘AA’).

 
 
 

GAZ A

Gaz A 1933, Saratov, 1:43

Gaz AA

Gaz AA a 2 assi, Leningrad, 1:43

E’ del 1936 la seconda vettura russa prodotta in serie, la Gaz M-1. Sebbene fosse stata realizzata su base della americana Ford “B” a 4 cilindri, la carrozzeria era di stile e produzione locale. La GAZ M-1 era di discreta qualità e la berlina fu molto utilizzata come Taxi.Venne fabbricata fino al 1942 e poi, in quantitativi limitati e anche in versione 4×4 per le Forze Armate, per le quali era disponibile anche una camionetta ispirata alle Jeep americane. Sul finire degli anni ’80 apparve un modellino della M-1 in resina, da montare, realizzato in piccola serie dalla GK.

Gaz M-1

Gaz M-1 1936, GK, 1:43

Zis 101

Zis 101 1937, modello artigianale senza marca, 1:43

Nello stesso anno nasceva la ZIS 101, che di cilindri ne aveva 8 per 90 cv di potenza, ed era destinata all’uso personale di Stalin e delle massime cariche dello Stato.

Lomo Zil 5 pompieri ok

Lomo Zil5 gasogeno

Autocarri ZIS-5 dei pompieri e a gassogeno, Lomo, 1:43

ZLkw Zis 5

Autocarro militare Zis-5, Roco, 1:87

Tamiya Gaz 1941R

 

Gaz 67B 4×4 1943-45, Tamiya, 1:35

Dopo la guerra questa vettura fu sostituita dalla ZIS 110, nient’altro se non una Packard del 1941, i cui stampi erano stati donati dal Governo americano all’Unione Sovietica. Un telaio ZIS fu dotato di carrozzeria avveniristica e utilizzato principalmente per scopi di propaganda.

HB Zil 110

ZIS 110 Cabriolet da parata, HB, scala 1:87

Zis 112 Sport

ZIS 112 Sport, modello artigianale di marca non nota, scala 1:43

A questa vettura si affiancò, già nel 1945, la Gaz M-20 Pobeda, progettata interamente in Russia sulla base della M-1 ammodernata. Era la prima auto di serie al mondo con carrozzeria ‘ponton’, ma alcuni problemi strutturali ne ritardarono la messa in produzione fino alla fine del 1947.

Gaz M20 Pobieda cabriolet

Gaz Pobeda M-20 in versione cabrio-limousine, modello artigianale russo in white metal, scala 1:43

HB Pobeda e Zim

Gaz Pobeda M-20 e ZIM 111, HB, scala 1:87

 

Nel 1948 comparve la nuova Moskvitch 400, che non era altro se non la Opel Olympia del 1939, le cui linee di montaggio finirono in Unione Sovietica a titolo di riparazione dei danni di guerra. Esistono alcuni modelli speciali di produzione russa che riproducono queste vetture e recentemente la IXO, ha messo in catalogo la Moskvitch 400 nella serie IST dedicata alle auto dell’Est.

Moskvitch 400

Moskvitch 400 1948, modello artigianale di marca ignota, scala 1:43

 HB Moskvitch 400

Moskvitch 400 in resina, marca HB, scala 1:87

IST Moskvitch 400

Moskvitch 400 cabrio-limousine, IST, scala 1:43

 

Tschaika Gaz13 act

catalogo originale della Tchaika all’Expo di Bruxelles 1958

Tschaika Gaz

giocattolo russo della Tchaika Gaz M-13 in plastica, con carica a molla,

produttore ignoto, scala 1:25 circa

Volga economica

Modello da pochi copechi della Volga M-21, marca non nota, scala 1:32 circa

Volga M21

Catalogo tedesco della Volga M-21 (in tedesco “Wolga”)

Fino a metà degli anni ’50 esistevano alcuni giocattoli in plastica da pochi copechi (centesimi di rublo) che riproducevano con crudezza alcune vetture dell’epoca, e pochi costosi giocattoli di buona fattura, paragonabili ai loro omologhi occidentali, peraltro difficili da trovare dalle nostre parti. Non esistevano ancora modellini pressofusi russi che in occidente erano già diffusi da decenni. Questi arrivarono solo dopo la coraggiosa scelta della Dinky Toys francese di mettere in commercio negli anni Settanta il primo modello in scala 1:43 di un’auto russa: la Moskvitch 408!

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Volga M21, Yatmig, scala 1:24

Kherson M.Gaz 22 Universal

Volga M22 Universal, Kherson Models, resina, scala 1:43

 

 

Dinky F Moskvitch

Dinky F Moskvitch 408

Moskvitch 408, Dinky Toys francese, scala 1:43

 

Sul finire degli anni ’70 anche la Russia scoprì i pressofusi in scala 1:43. Per promuovere il settore dell’auto, La Saratov cominciò a produrre proprio la Moskvitch 408 nelle versioni a due e 4 fari, e poi tutte le sue varianti: station wagon, combi, pick up, anche in varie versioni. A questa seguì la Volga M-24, berlina e station wagon, con decine di varianti nei colori dei servizi di soccorso e di sicurezza sovietici. Si trovavano in Russia come “souvenir” e – almeno all’inizio – arrivavano in Occidente con il contagocce. Ciò che stupiva i collezionisti era l’elevata qualità di questi  modellini: erano dotati di parti apribili, riproduzione del telaio, sospensioni e particolari applicati (come le balestre o i fanalini posteriori in plastica trasparente rossa). Tuttavia non in tutti casi la lega adoperata per le fusioni risultava buona: sono purtroppo numerosi i casi di “metal-fatigue” che si sono innescati nel corso degli anni e che rischiano di autodistruggere le nostre collezioni di esotiche vetture dell’era sovietica ed anche successiva…

Volga Gaz M24 apribile

Volga M-24, marca sconosciuta, scala 1:43

A metà degli anni ’70 apparvero anche modelli meno pregiati, come una Volga M-24 berlina in scala 1:48 circa dotata però di un sistema di trasferimento della luce che faceva apparire i fanali anteriori illuminati, come il “Trans-o-lite” della Corgi toys. Venne riprodotto un autocarro MAZ 503 a cassone ribaltabile; un modello discreto, ma verniciato con colori piuttosto assurdi e dotato di ruote semplificate di plastica nera in un pezzo unico.

MAZ 503

Maz 503 ribaltabile, Novoexport, scala 1:43

 

 

Nello stesso periodo la Tbilisi si dedicava alla produzione di copie semplificate (talvolta in plastica e talaltra in metallo) di modelli italiani della Mebetoys o della Polistil. Altri furono messi in commercio dalla ATE-1, dalla Donetsk, dalla Krugozor, dalla Leningrad e dalla Vatutin, ma in questa sede preferiamo descrivere i modelli di auto russe.

In quel periodo arrivò anche un modello della ZAZ Yalta 966M, che aveva una tecnica di fusione sorprendentemente simile a certi Mercury degli stessi anni, ma che risultava di qualità inferiore ai modelli Saratov.

Yalta ZAZ 966M 1°tipo

Yalta ZAZ 966M, marca ignota, scala 1:43

Yalta ZAZ 966

Yalta ZAZ 966M, giocattolo in plastica, marca non nota, scala 1:32

Quest’ultima mise anche lei in commercio una ZAZ 966 dalla linea invero molto fedele, ma si trattò di un modellino molto raro e giunto in occidente con il contagocce, perché probabilmente si verificò una rottura dello stampo, per cui il modello sparì rapidamente dai listini. Ricomparve a distanza di anni, dopo il 1990 con – a differenza della prima versione – il bagagliaio apribile.

ZAZ 966 2°e1° tipo

ZAZ 966, Saratov, 1:43 – a sinistra il 2°tipo con cofano apribile

Nel 1981 il catalogo Saratov comprendeva anche un modello d’epoca: una buona riproduzione della Russo-Balt del 1908 che fu disponibile in varie versioni: torpedo, aperta, berlina guida interna. Uscirono quell’anno gli autocarri KamaZ 5320 e 5511 (simili per impostazione ma uno a cassone fisso l’altro un ribaltabile da cantiere) e la splendida GAZ M-13 Tchaika (gabbiano), già nominata in precedenza e che era una limousine di rappresentanza con motore 8 cilindri a V di 5,5 litri e 195 CV, derivata meccanicamente dalle Packard americane del 1955-56.

Welly Tschaika Gaz

Tchaika Gaz M-13, Welly (sopra) e Saratov (sotto), scala 1:43

Questo modello era interamente apribile e ne esiste una versione con i fari funzionanti a batteria (che veniva collocata nel baule). Oggi la cinese Welly ha messo in commercio diversi modelli d’auto russe, destinandoli in esclusiva a quel mercato e perciò difficilmente rintracciabili dalle nostre parti. Fra i vari, c’è anche una bella Tchaika.

Non mancarono alcuni modelli di veicoli utilitari. Il fuoristrada UAZ 469B, per esempio, il Minibus RAF 977 dapprima e poi il RAF 2202 prodotto da Saratov  in molte versioni, anche civili. Pure lo UAZ 452V 4×4 è stato accuratamente riprodotto in molte versioni, sia come furgone che come minibus o camioncino a cassone.

Gaz 69 4x4 plastica

Gaz 69 4×4, marca Soepano, scala 1:43

E’ da notare che in occidente la Politoys Export aveva già prodotto nel 1971 un fuoristrada sovietico, un mediocre GAZ 69AM (peraltro mai realizzato dalla Saratov), e in seguito, nel 1978, uno UAZ 469B.

Entrambi questi veicoli furono dopo molti anni riprodotti in plastica anche in Russia dalla marca Soepano, e avevano il cofano motore apribile.

UAZ 467 plastica

UAZ 467 4×4, marca Soepano, scala 1:43

 

Zim 111

Zim 111 versione polizia, modello artigianale russo, marca non nota, scala 1:43

 

Anche la ZIM 111, vettura media dell’inizio degli anni ’50 e usata come taxi, e dalla polizia e dalla nomenklatura sovietica, è stata riprodotta da artigiani russi.

In occasione dell’Expo mondiale di Bruxelles del 1958 furono esposte tre nuove vetture: la Moskvitch 406, la Volga M21 e la Tchaika Gaz M13. Le prime erano destinate all’esportazione e, in patria, a determinate categorie di utenti. La Volga era usata soprattutto dai tassisti e dagli apparati di partito, mentre la terza, più grande e lussuosa, era praticamente destinata solo agli alti funzionari del partito comunista.

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