STORIA AUTO RUSSE 2

DALLA RUSSIA CON AMORE parte 2ª

 

 

        

Catalogo originale Moskvitch 408

 

 

 

 

Moskwitsch 4 Herpa

Moskvitch 406, Herpa, 1:87

Grell Mosckvitch Station Wagon

Moskvitch 405 Station Wagon, Grell, 1:66

Gli anni ’60 vedevano la produzione russa fiorire in una serie di veicoli che curiosamente risultavano alquanto ispirati a certi stereotipi “capitalisti” d’oltreoceano. Nel 1962 la ZIL produceva l’autocarro 130 che sembrava ispirato a una via di mezzo fra un autocarro Chevrolet e uno Studebaker, mentre nel 1966 entrava in produzione il Gaz 66, che poteva vagamente ricordare un veicolo Mack concepito per gli utilizzi urbani, ma con un aspetto più rustico o militaresco.

Zil 130 ribalt.1

Zil 130 con cassone ribaltabile, Saratov, 1:43

Gaz 66 Aeroflot

Gaz 66 autocisterna “Aeroflot”, Saratov, 1:43

Intanto, nel 1967 la città di Volgograd mutava il nome in Togliattigrad, in onore e in ricordo del comunista italiano Togliatti, poiché quella città ospitava una fabbrica costruita con il decisivo apporto della Fiat, per produrre la 124 sotto il nome di Lada VAZ 2101 “Shiguli” berlina, e 2102 in versione station wagon.

Lada Vaz 2102

Lada Vaz 2102 Station Wagon, Saratov, 1:43

Lada 2107 (1)

Lada 2107, Agat, 1:43

Di questa vettura la occidentale Mebetoys mise in catalogo un modello, ricavato modificando la propria Fiat 124, che andava ad aggiungersi alle svariate varianti prodotte dalla Saratov.

La più nota era la fuoristrada Lada 2121 Niva, una piccola 4×4 progettata in Russia con l’utilizzo di parti meccaniche e degli interni derivate da quelle della 124, con un passo più corto. Nel 1981 Saratov mise in catalogo il modello della Niva, una macchina molto apprezzata anche in occidente, dove ebbe un lusinghiero successo grazie alle doti di economia che la caratterizzavano. Il modellino aveva – all’inizio – anche la riproduzione dello sterzo. Lo stampo fu però più volte rimaneggiato, semplificando alcuni particolari (per esempio eliminando lo sterzo) e aggiornandone altri, come il portellone posteriore, modificato in occasione di un restyling dell’auto vera.

Lada Niva 1 e 2

Lada Niva 1°tipo (a sin.) e 2°tipo (a des.), Saratov, 1:43

Lada Niva pickup Poste

Lada Niva pick up delle Poste, Agat, 1:43

Il modellino venne prodotto anche in versione cabriolet che era palesemente derivata tagliando direttamente il padiglione del modello originario e nascondendo i segni del taglio con particolari di plastica aggiunti, come la capote ripiegata.

Lada Niva cabriolet

Lada Niva cabriolet, derivato Saratov, 1:43

Restando ai modelli propriamente russi, vanno ricordate le splendide berline di

rappresentanza ZIL 115 (corta) e 117 (nelle versioni lunga e cabriolet), di cui abbiamo riproduzioni molto fedeli e interamente apribili. Anche queste vetture, mosse da poderosi motori a 8 cilindri a V di quasi 7 litri di cilindrata con oltre 300 cavalli, erano in qualche modo ispirate alle grosse berline americane del tempo.

Zil 117

ZIL 117, Saratov, 1:43

In quello stesso periodo la stessa Saratov aveva messo in catalogo un’altra vettura d’epoca, cioé la Moskvitch 403 della seconda metà degli anni ’50, un modellino oggi riscoperto dalla tedesca Herpa (ma in scala 1:87).

Quando apparve, questo modello aveva le portiere apribili. Purtroppo si trattava di un modello fragile e sicuramente presentava delle tensioni nella fusione che causavano spesso del “metal fatigue” nella zona dei montanti del parabrezza e delle portiere, con la loro conseguente rottura. Lo stampo fu perciò modificato con nuove portiere fisse e ci si augura che questa versione non subisca le precoci rotture del modello precedente.

Moskvitch pickup

Moskvitch 427 pick up, Saratov, 1:43

Moskvitch 434 van

Moskvitch 434 furgoncino, Saratov, 1:43

Grell Moskvitch 412

Moskvitch 412, Grell, 1:66

Saratov riprodusse anche una particolare versione della Moskvitch 412, che era prodotta negli stabilimenti di Izhevsk ed era perciò conosciuta con varie denominazioni (Moskvitch Izh, Moskvitch IJ 1500 Combi, Moskvitch 2125 o anche Izh Combi). Questa vettura era una versione a 5 porte, con portellone posteriore, della classica berlina, ma la sua linea era piuttosto massiccia e infelice, persino meno bella della Moskvitch 427 Station Wagon.

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Izh 1500 Combi, Saratov, 1:43

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Moskvitch 427 Station Wagon, Welly, 1:36

Negli anni ’80 era necessaria una vettura nuova: la Lada Samara, una vettura medio-piccola a tre porte costruita in Russia a partire dal 1984 con la collaborazione del Gruppo Volkswagen. La gamma Samara venne poi integrata nel 1987 da una berlina 5 porte, e nel 1991 da una berlina tradizionale a 4 porte e da una cabriolet, di cui fortunatamente abbiamo tutte le riproduzioni in scala 1/43. Purtroppo, come si vede anche nelle foto, questi modelli erano fortemente proni al “metal fatigue” e col tempo rischiano di autodistruggersi.

Lada Samara

Lada Samara 3 porte, Saratov, 1:43

Welli Lada Samara 1

Lada Samara automedica, Welly, 1:36

Lada Samara 4 porte1

Lada Samara berlina, Saratov, 1:43

Lada Samara cabrio

Lada Samara cabriolet, Saratov, 1:43. Le deformazioni

indicano gravi sintomi di metal fatigue

Negli anni della caduta del comunismo alla produzione della Saratov passò alla AGAT. In catalogo apparvero le Lada VAZ 2105 e 2107, varianti russe della 124, la Volga GAZ 3102, alcune nuove varianti della Russo-Balt, il furgoncino Gazelle, la Moskvitch 2141 e la nuovissima VAZ 2110, berlina a 3 volumi dalle forme aerodinamiche vagamente ispirate all’Audi 80 di alcuni anni prima.

Moskvitch 2141

Moskvitch 2141 con evidenti segni di metal fatigue, Agat, 1:43

Sempre della AGAT è la VAZ 2112, versione a due volumi della precedente e offerta anche in livrea rally.

Agat Lada 110

Lada 110 berlina, Agat, 1:43

Welly Lada 110

Lada 110 berlina, Welly, 1:36 e 1:66

Agat Lada 112 aperta

Lada 112, Agat, 1:43

Nel 1979 la Zaz 968 ebbe un leggero restyling che la rendeva leggermente più squadrata e moderna, diventando 968M. Di questa vettura non esistono altre riproduzioni che alcuni giocattoli piuttosto semplici.

Le due Zaz

da sinistra: ZAZ 965 e 968, marca sconosciuta, 1:87

ZAZ 968 1-32

ZAZ  968M, giocattolo in plastica, marca sconosciuta, 1:32

ZAZ 968 1-18

ZAZ 968M con teleguida, marca sconosciuta, scala 1:12 circa

Nel campo degli speciali sì è assistito negli ultimi quindici anni a un fiorire di artigiani – spesso di nazionalità ucraina – con produzioni molto fini e accurate, a livello delle migliori in occidente.

Non sono mancate le Volga M-21 berlina e Station Wagon, di cui si sono potuti apprezzare i finissimi montanti dei finestrini.

Una Volga M21 è entrata nelle nostre collezioni grazie anche alla enciclopedia dei Taxi di Altaya, e, in versione civile, grazie alla IXO mentre, nella scala 1:87, è stata la Herpa ad averla riprodotta in plastica.

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Volga M24 Station Wagon, Saratov, 1:43

A proposito di scala 1:87 ci sono da ricordare i piccoli ma interessanti modelli della HB. Realizzati in resina, coprono alcune lacune presenti nel panorama delle vetture sovietiche in scala più grande.

Da notare a questo proposito e sempre relativamente alla scala 1:87 la marca tedesca GAZ Modelle nata un pochi d’anni fa e presentata per la prima volta al Salone di Norimberga, si è messa a produrre in plastica due tipi di autocarro con diversi allestimenti, il Gaz 61 a musone degli anni ’50 e il più moderno Gaz 52.

Altri artigiani hanno preferito riprodurre veicoli industriali, mettendo in produzione i GAZ 66 e poi veicoli più anziani, come il MAZ 205 a musone del 1947, uno dei primi autocarri prodotti in serie nel dopoguerra.

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Gaz 52  furgone frigorifero e Gaz 61 cisterna, Gaz Modelle, 1:87

Ural

Autocarro Ural 355, modello artigianale di marca sconosciuta, scala 1:43

Eldon Zil 131 pompieri

ZIL 131 pompieri, Eldon, 1:43

Eldon Ural 5557 2

Ural 5557-2, Eldon, 1:43

Dalla Russia ci arriva anche la riproduzione dell’autocarro Militare Studebaker 6×6 usato durante la guerra. Questo autocarro era molto simile al GMC 6×6 usato dall’esercito americano, però era prodotto, con differente avancorpo e parafanghi, dalla Studebaker in esclusiva per le truppe sovietiche. Per questo motivo fece parte del traffico russo per molti anni nel dopoguerra e fu probabilmente il punto di riferimento per la produzione del primo autocarro medio MAZ 205. Oltre agli speciali esistono diversi kit in scala 1/72.

PST Studenaker

Studebaker US-6 pompieri, PST, kit, scala 1:72

Studebaker military truck 1-43

Autocarro militare Studebaker 6×6, produzione artigianale, marca non nota, 1:43

In coda a tutto quanto sopra rileviamo l’entrata in Russia di produttori cinesi come Welly e Cararama, con produzioni di vetture e autocarri russi che non compaiono sui cataloghi occidentali. In Russia i Cararama sono venduti col marchio Bauer.

I modelli Welly sono in scala compresa fra l’1:40 e l’1:36, e dotati di motore a retrocarica, mentre i Bauer sono nella più consueta scala 1:43 e riproducono vetture, autocarri leggeri e pesanti.

Welly Volga 2201 Polizia

Volga 2201 Polizia, Welly, 1:36

Welly Gaz Gazelle van

Gaz Gazelle furgone, Welly, 1:40 circa

Fra le vetture ricordiamo la Lada Kalina, la Chevrolet Niva, lo UAZ 467 erede dello UAZ 469, mentre tra gli autocarri vi sono le versioni più recenti del KamaZ ZM Turbo e un veicolo più leggero denominato ZIL 5301.

Bauer Lada Niva

Chevrolet/Lada Niva, Bauer, 1:43

Lada Kalina

Lada Kalina, Bauer, 1:43

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