SOLIDO Volkswagen Golf 1974 in scala 1-18

Quando la Golf arrivò sul mercato, con qualche mese di anticipo sui programmi, la rivoluzione di Casa Volkswagen fu completata. Il passaggio dal motore posteriore raffreddato ad aria a quello anteriore raffreddato ad acqua non fu indolore né tanto meno facile.

Il colosso di Wolfsburg aveva affrontato la crisi petrolifera del 1973 con il fortunato lancio della Passat, una berlina offerta nelle cilindrate 1300-1500 che concettualmente derivava dall’Audi 80, perciò con motore anteriore longitudinale e trazione anteriore e con carrozzeria simile, ma rivista da Giugiaro per mantenere quella coda fast-back che faceva “aria di famiglia” con i modelli più vecchi.

La Volkswagen Golf L della Solido, in scala 1:18

Dopo il culmine della carriera, nel 1971, quando il Maggiolino sorpassò nelle vendite la famosa Ford T degli anni Venti, con 15.007.034 esemplari, le vendite in USA cominciarono a diminuire, non compensate da altri modelli. Per di più la svalutazione del dollaro rispetto al marco tedesco aveva fatto salire i prezzi e i costi e in breve la Volkswagen fu in difficoltà.

La Casa tedesca aveva già lanciato una vettura a trazione anteriore, la K70, ma si trattava di un progetto NSU per una media cilindrata, molto costosa da vendere e da produrre, tanto che i margini di guadagno per la Volkswagen erano ridicoli al limite del non-esistenti. Tuttavia nuovi modelli erano previsti: oltre alla citata Passat, era in prova un nuovo pianale per una vettura che – si sperava – avrebbe potuto sostituire degnamente il Maggiolino. Disegnata dalla matita di Giugiaro la nuova vettura fu declinata in versione coupé (la Scirocco) che uscì nel gennaio 1974 per sostituire la Karmann-Ghia e in versione berlina a tre e cinque porte (la Golf), prevista per inizio estate ma anticipata a fine primavera a furor di popolo, quando ormai la notizia era di pubblico dominio.

La Golf fu offerta con un economico motore 1100 trasversale a trazione anteriore, con 50 cavalli e un motore 1500 da 70 cavalli che, su una carrozzeria così sobria e leggera, inventò la berlina sportiva prima ancora che fosse disponibile la mitica GTI.

Il primo catalogo della Golf vede la nuova venuta a fianco del Maggiolino

Al momento della presentazione, la Volkswagen non era ancora del tutto sicura che avrebbe fatto centro: sul catalogo la Golf era accostata al Maggiolino quasi a rassicurare l’utenza che la vecchia guardia non sarebbe andata in pensione tanto presto. Ma il successo di critica e di pubblico fu istantaneo e rassicurante e la nuova venuta centró l’obiettivo di ottima sostituta per il Maggiolino, che – comunque – continuó la sua carriera fino al 2003.

When Golf came on the market, with a few months ahead of schedule, the revolution of Volkswagen’s House was completed. The transition from rear-engined air cooled to the water cooled front was not painless nor easy. The Colossus of Wolfsburg had dealt with the oil crisis of 1973 with the successful launch of the Passat, a sedan offer displacement 1300-1500 conceptually derived from Audi 80, so with longitudinal front engine and front-wheel drive, and with similar bodywork but revised by Giugiaro to keep that tail fast-back that made “family resemblance” with older models. After the culmination of his career, in 1971, when the beetle sales surpassed the famous Ford T of the 1920s, with 15,007,034 units, sales in the USA began to diminish, not compensated by other models. In addition, the high Deutsche Mark exchange rate against the dollar had driven up prices and costs. The German company had already launched a front-drive car, the K70, but it was a very expensive to sell and produce for it was a mid-sized, NSU project, so that the profit margins for the Volkswagen were ridiculous verging on non-existing. However new models were planned: in addition to the aforementioned Passat, was in evidence a new platform for a car that – it was hoped – could replace him worthily the beetle. Designed by Giugiaro the new car was available in coupe version (Scirocco) which was released in January 1974 to replace the Karmann-Ghia, and in three and five-door hatchback version (Golf), scheduled to begin in late spring early summer but anticipated by popular acclaim, when the news was in the public domain. The Golf was offered with an economical front wheel drive transverse 1100cc engine, with 50 hp, and a 1500 with an healthy 70 hp that, on a body shop so sober and light, invented the sports sedan even before it was available the legendary GTI. Volkswagen was not yet entirely sure of the results: in its catalogue the Golf approached to Beetle almost to reassure the public that the old guard would not be retired anytime soon. But the success of critics and audiences was instantaneous and reassuring for VW, so the newcomer hit the goal of great substitute for the Beetle, that – however – continued his career until 2003.

Il modello Solido é realizzato in zamac. Presenta due sole aperture (le porte anteriori), ma questo non disturba affatto i collezionisti, che solitamente apprezzano maggiormente una riproduzione priva di aperture piuttosto che porte e cofani con degli spazi eccessivi fra le parti mobili. In questo modello le porte, quando sono chiuse, sono ben accostate alla carrozzeria e quasi non si vede che sono apribili. In più, però, il modello é dotato di sterzo, che consente di posizionare a piacimento le ruote anteriori.

Ben curati sono i dettagli, come il lunotto termico, le targhette con le scritte e la fanaleria, in cui si è cercato di evitare che i perni di fissaggio finiscano in mezzo alla parabola così da evitare l’effetto “giocattolo” dell’insieme. Ben fatto anche il pianale, con gli elementi essenziali in vista e diversi particolari riportati.

Sul pianale è riprodotta la coppa dell’olio e la marmitta, oltre alla tiranteria dello sterzo.

Le griglie del cofano anteriore dipinte risaltano nella vista dall’alto.

Gli interni sono anche ben realizzati. Curiosa la scelta di riprodurre il modello “L” che aveva un solo strumento centrale, anziché la “GL” che associava al tachimetro un secondo strumento con orologio. Inutile dire che noi collezionisti apprezziamo molto queste decisioni perché permettono di avere in collezione spesso modelli che sembrano uguali ma che differiscono per minimi particolari.

Il cruscotto dell’auto vera e del modello. Il pomello del cambio nella foto sopra non è di serie.

Concludiamo ricordando che il modello è disponibile anche in colore verde e con una targa differente, come visibile nella foto sotto:

La Solido non è nuova ad aver prodotto una Golf. Lo fece all’inizio del 1975 con un modellino in scala 1:43 che riproduceva la versione a 3 porte. Nella fotografia abbiamo scelto di mostrare la versione PTT realizzata per il mercato svizzero e oggi quanto meno più difficile da trovare.

In conclusione la Golf 1974 della Solido in scala 1:18 é di una miniatura piacevole, ben fatta e con un alto rapporto qualità prezzo. Se vogliamo trovarle un difetto dobbiamo cercarlo nella confezione, a cui il modello non è legato con viti, ma con un noioso sistema di fil di ferro plastificato, difficile da slegare e ancor più da rimettere per tenere in posizione la vettura…

Per informazioni sui modelli in scala prodotti dalla  Solido potete contattare il distributore ufficiale per l’Italia che é la Mini Miniera ai seguenti recapiti: Contatti tel 0171344420 oppure miniminierasas@gmail.com– sito web www.miniminiera.com

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