SILAS Triumph Herald 1200 Estate 1964

La Standard Triumph negli anni Cinquanta del Novecento, produceva delle utilitarie con il marchio Standard e autovetture sportive col marchio Triumph. Le utilitarie si vendevano bene, ma solo nel Regno Unito, perché non avevano delle belle linee e non erano per nulla affascinanti per il mercato europeo.

Per dare una svolta alla situazione venne deciso che la sostituta delle piccole Standard avrebbe avuto il marchio Triumph e sarebbe stata disegnata dalla mano dell’italiano Michelotti.

Ne venne fuori una vettura moderna ed anticonformista: era una utilitaria (il motore inizialmente era un 950cc), ma con una carrozzeria elegante e persino un po’ leziosa, su un telaio perimetrale piuttosto robusto. Nel 1959 nasceva la Herald, che piacque anche all’estero. Aveva solo due porte, ma un’aria sbarazzina e persino sportiva, col grande cofano che si ribaltava in avanti comprendendo anche i parafanghi, come su un’auto da corsa.

Silas Triumph Herald 1200 Estate

Vista laterale della Triumph Herald Estate della Silas, in scala 1:43

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Il successo non fu immediato, perché la vettura costava abbastanza e le prestazioni erano modeste. Dopo l’acquisizione della Triumph da parte della Leyland si liberarono risorse per migliorare la Herald dotandola di un brillante motore 1200.

Silas Triumph Herald 1200 Estate (2)Silas Triumph Herald 1200 Estate (3)

É’ il modello prescelto dal produttore artigianale francese Silas che ci propone la versione Estate, una piccola Station Wagon che incrementava l’abitabilità e lo spazio per i bagagli dell’utilitaria inglese.

Il modello di Silas é in scala 1:43 ed ha un discreto rapporto qualità/prezzo (si aggira sui 70 euro) ed offre una linea praticamente perfetta e dettagli notevoli quanto a scritte riportate, fanaleria e quant’altro.

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Si potrebbe obiettare qualcosa sulle finiture (alcune parti riportate sono fuori centro, come lo stemma anteriore) Le ruote sono fisse e non perfettamente perpendicolari all’assale, col risultato che il modello (ci riferiamo sempre e solo a quello esaminato), appare leggermente inclinato da un lato, specie se visto da dietro.

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Impeccabile è invece la verniciatura, così pure la posa dei finestrini, a filo con la carrozzeria e con la finezza dei deflettori in tinta con la carrozzeria, come in realtà.

Vista da sotto, la meccanica appare piuttosto semplificata ed il telaio è solo accennato. E’ comunque migliore di altri modelli simili che presentano il fondo desolatamente piatto. In aggiunta è presente la marmitta, separata dal resto e verniciata con il colore  alluminio.

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All’interno è ben visibile il cruscotto, realizzato con una decal a imitazione del finto legno, abbastanza curato nell’aspetto e nei dettagli, anche in considerazione che non è molto visibile dall’esterno, ma il volante nero opaco appare un po’ triste. E’ presente anche lo specchietto retrovisivo interno, spesso dimenticato su modelli simili più costosi.

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Complessivamente un modello molto simpatico che farà piacere inserire nella nostra raccolta di auto inglesi, in considerazione della freschezza con cui è stata catturata la non facile linea di Michelotti. Riteniamo che sia anche una riproduzione inedita in quanto l’inglese Lansdowne ha riprodotto, sempre in scala 1:43, ma in metallo, la Triumph Herald 13/60 Estate del 1965, che si distingueva per un differente frontale

Silas Triumph Herald 1200 Estate (4)

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Immagine del catalogo originale Triumph del 1964

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