ROLLS ROYCE Parte Seconda

 

Storia della Rolls Royce parte 2ª

 

Rolls Royce Silver Cloud 1956 (foto da catalogo originale)

foto da catalogo in b/n

 

Rolls Royce Silver Wright, Robin Hood, die-cast, 1/43 circa

Rolls-Royce Silver Wright, Robin Hood, die-cast, scala 1:43 circa

Mettoy

 

3 diverse Rolls Royce Silver Wright della Mettoy in plastica, scala 1/18 e 1/32 circa, e die-cast scala 1/40 circa

Lincoln Hong Kong

 

Rolls-Royce Silver Wright II, Lincoln, plastica, 1:28 circa

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Rolls-Royce Silver Wright Hooper 1954, FYP, resina, 1:43

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Rolls-Royce Silver Cloud, CH made in Hong Kong, plastica, 1:80

Nell’aprile 1955 arrivò la Silver Cloud, una delle più eleganti Rolls-Royce di tutti i tempi, che sostituì la Silver Dawn e fu disponibile in versioni a passo corto e lungo.

Questa bella vettura venne costruita anche con eleganti carrozzerie coupé e cabriolet da Young, Hooper, Park Ward e Mulliner. La Silver Wright fu invece costruita fino al 1959, quando il suo posto venne preso da una nuova Phantom, la V serie, che era più “democratica” della precedente in quanto acquistabile anche da parte di ricchi facoltosi, come ad esempio i ‘Beatles’. Questa versione conservava il telaio della serie precedente, ma aveva un nuovo motore a 8 cilindri a V di 6,2 litri, che venne unificato e adottato anche dalla Silver Cloud II, e dalla successiva IIIª serie, che aveva adottato di serie i doppi fari anteriori, che avevano destato grave scandalo fra i puristi. Non era però la prima volta: infatti già alcune carrozzerie speciali avevano avuto questo trattamento della fanaleria.

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Rolls-Royce Silver Cloud, Nomura, tinplate, 1:20 circa

Rolls Royce Silver Cloud, Triang, 1/16 circa

Rolls Royce Silver Cloud, Triang, 1/16 circa

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Rolls-Royce Silver Cloud cabriolet (con 4 porte!!!), Bandai, tinplate, 1:18 circa

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Rolls-Royce Silver Cloud II, made in Hong Kong, plastica, 1:24 circa

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Rolls-Royce Phantom V, Dinky Toys, die-cast, 1:43

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Rolls-Royce Phantom V cabriolet, Fujimi, plastic-kit, 1:30

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2 Rolls-Royce Silver Cloud III della marca Jimson di Hong Kong, plastica, 1:26 e 1:35

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Rolls-Royce Phantom della Casa Reale inglese, Spot-On, die-cast, 1:42

Nel 1965 la nuova Silver Shadow andò a sostituire la Silver Cloud, e costituì una rivoluzione per la Casa britannica: era la prima Rolls-Royce pensata per il gentleman-driver, cioé per il proprietario che guidava direttamente la propria vettura senza chauffeur. Fu una delle Rolls-Royce più longeve: infatti venne prodotta in due serie fino al 1980, per un totale che superava i 29.000 esemplari. Nel corso del 1967 la Silver Shadow fu proposta come coupé e cabriolet a due porte, una coppia di vetture prestigiose, che nel 1971 ricevettero la denominazione Corniche. Il successo della Cabriolet fu tale da mantenerla in listino fino al 1996, mentre la produzione della coupé aveva avuto termine già nel 1982.

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Rolls-Royce Silver Shadow coupé, Mebetoys, die-cast, 1:43

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Rolls-Royce Silver Shadow, made in Hong Kong, plastica, 1:40 circa

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Rolls-Royce Camargue, Playart, die-cast, 1:30

Nel frattempo, al Salone di Parigi del 1975, fu presentata la Camargue: un prestigioso coupé disegnato da Pininfarina e realizzato a Londra nell’atelier Mulliner-Park Ward, ed equipaggiata con un motore potenziato di cilindrata portata a 6,7 litri. Per qualche tempo la Camargue fu una delle vetture più costose disponibili sul mercato. Sicuramente per questo motivo, ma anche per lo stile italiano, non troppo coerente con la tipica immagine della Rolls-Royce, ne furono prodotte appena 525 in 9 anni.

Per la clientela abituata all’autista, venne messa in produzione una versione particolare della Silver Shadow II a passo lungo, che prese il nome di Silver Wright II e rimase in produzione appena tre anni.

Nel 1980 arrivò la sostituta della Silver Shadow, che era tuttavia basata sullo stesso pianale, con parte meccanica e sospensioni migliorate. Era la Silver Spirit, una vettura controversa nata in un momento difficile dell’economia mondiale dopo la crisi energetica. La nuova scocca era disegnata per proteggere più efficacemente gli occupanti in caso d’urto, con molti dispositivi di sicurezza e la meccanica era stata migliorata per ridurre l’inquinamento: a partire dal 1986 venne adottata l’iniezione elettronica. Alla Silver Spirit non sono mancate particolari attenzioni alla protezione della carrozzeria, sopra e sotto, con diverse mani di vernice anche al telaio. Ciò al fine di aumentarne la durata, visto che le Rolls-Royce godono di un’ottima reputazione da questo punto di vista e tre quarti di quelle prodotte sono tuttora circolanti.

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Rolls-Royce Silver Spirit, Rico, plastica, 1:30

Quasi gemella della Spirit fu la Silver Spur, che era più lunga di 11 centimetri per dare ancora più lusso e maggiore confort agli occupanti del sedile posteriore, oltre alla possibilità di avere un divisorio centrale.

La Silver Spur è stata oggetto anche della realizzazione di limousine allungate, dopo la sospensione della produzione della Phantom VI: la più importante è stata la “Touring limousine” di Mulliner-Park Ward.

Nel 1998 la Rolls-Royce fu al centro di una disputa tra BMW e Volkswagen per il possesso del marchio, che vide la BMW aggiudicarselo e presentare al Salone di Ginevra la Silver Seraph, che poteva montare il classico 8V derivato dalla Silver Spur o un 12 cilindri a V di derivazione BMW, cosa che fece gridare allo scandalo e che non fu mai molto amata dalla clientela.

Eppure la nuova vettura possedeva una linea così armoniosa che la versione “Park Ward” a passo lungo, non dava assolutamente l’impressione di avere la portiera posteriore allungata di ben 25 centimetri. Per ravvivare le vendite BMW mise in cantiere una nuova versione del cabriolet Corniche che manteneva il motore a 8 cilindri, con turbocompressore.

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Rolls-Royce Corniche II, FYP, resina, 1:43

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Rolls-Royce Corniche II, Franklin Mint, die-cast, 1:24

La Silver Seraph ebbe comunque una vita piuttosto breve: già al Salone di Ginevra del 2003 veniva presentata la nuova Phantom, una nuova berlina dall’aspetto piuttosto massiccio, destinata a sostituirla. La Phantom era equipaggiata col solo 12 cilindri a V e, costando una cifra spropositata, ridusse la produzione della Rolls-Royce a circa 800 unità all’anno contro le quasi 3000 vetture costruite annualmente all’epoca della Silver Shadow.

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Rolls-Royce Silver Spirit, Matchbox, die-cast, 1:66

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Rolls-Royce Silver Seraph, made in China, resina, 1:43

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Rolls-Royce X100 cabriolet, T.R.L., resina, 1:18

In occasione dei 100 anni venne presentato un prototipo di cabriolet con finiture in legno riprese dai motoscafi degli anni Cinquanta. Questa vettura, più piccola della Phantom ha dato origine allo studio di una nuova “piccola” berlina, il cui frutto si è visto a Ginevra nel 2009.

Come nel caso della prima puntata, lo spazio ci impone una scelta di modelli fra la miriade di quelli prodotti, in tutti questi anni. Occorre notare che la Casa Britannica ebbe molte attenzioni da parte dei riproduttori fino verso l’inizio degli anni Ottanta, dopodiché i modellini di Rolls Royce sono andati rarefacendosi. Probabilmente si è trattato di un problema legato all’assurdo mercato delle licenze per la riproduzione del marchio. A questo mercato si sono sottratti alcuni produttori artigianali e, ultimamente, alcuni produttori cinesi che, per aggirare eventuali pretese da parte della Rolls Royce, preferiscono commerciare i propri modelli in forma totalmente anonima e senza nessun marchio identificativo. Ora, per fortuna, si assiste a un ritorno dei modellini con la statuetta alata sul cofano. Cominciò qualche anno fa la Franklin Mint con una bella Corniche II che appare e riappare sul catalogo con colorazioni differenti, e oggi la Minichamps, prevede in catalogo alcuni modelli in scala 1/43 e in 1/18 che andranno a colmare storiche lacune nelle nostre collezioni.

Negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta essere riprodotti in miniatura era invece visto dai costruttori d’auto come un vanto e non un mezzo per spremere soldi, e perciò possiamo contare un discreto numero di riproduzioni di piccole Rolls Royce in tutti i formati, dall’1/87 circa all’1/16 circa.

Una delle Rolls Royce più amate dai fabbricanti di modelli fu la Silver Cloud, a cominciare dal pregevole grande modello della inglese Triang, in scala 1/16 circa, per passare attraverso la miriade di giocattoli in latta più o meno belli (fra i quali illustriamo un curioso cabriolet a 4 porte della Bandai, realizzando semplicemente togliendo il tetto della berlina, senza curarsi di rifare lo stampo della parte bassa, e mantenendo pertanto le quattro porte, che in realtà dovevano essere due), per arrivare ai modelli in pressofusione in varie scale. Ricordiamo a questo proposito che una bella Silver Cloud fu prodotta anche dalla italiana Mercury, in scala 1/48, e non dimentichiamo il grazioso modellino in scala 1/80 circa della Lesney, nella serie Matchbox. Quest’ultimo fu scelto per una copia in plastica da pochi soldi realizzata a Hong Kong dalla marca CH, che illustriamo nelle foto. Ci credereste ? Una Rolls Royce slot-car? Esiste anche quella: una piccola Silver Cloud II con doppi fari fu scelta dalla Minic-Triang per la sua pista elettrica in scala 1/66.

Dinky Toys preferì metterci a disposizione una Silver Wright, la Phantom V (che aveva i finestrini abbassabili, per prima al mondo in scala 1/43), e poi una più imponente Phantom VI tutta apribile e una Silver Shadow. Il coupé della Silver Shadow venne invece riprodotto dalla Corgi Toys (uno spettacolare modello che, nella versione iniziale, aveva le ruote staccabili perfettamente riprodotte) e dalla italiana Mebetoys.

Quando nacque la Silver Spirit cominciò il lungo “black out” di modelli della Casa inglese. La spagnola Rico ne produsse tre in tre diverse dimensioni e una ditta italiana, la Playkit, ne fece un kit economico di estetica approssimativa ma riconoscibile, ma in realtà  Solo la Matchbox ne realizzò un paio in pressofusione: una piccola nella classica scala 1/66, e una grande, nella serie Super King, che era approssimativamente in 1/43 ed è oggi abbastanza rara.

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Rolls-Royce X100 cabriolet, Minichamps, 1:43

Delle ultime nate, come si è accennato prima, abbiamo sporadiche riproduzioni in edizioni limitate, per lo più in resina, di produzione cinese, senza marchio, non molto facili da reperire. Confidiamo che la recente apertura di Minichamps sia prossimamente seguita da altri produttori, in modo da colmare alcuni vuoti nelle nostre collezioni.

In occasione dei 100 anni venne presentato un prototipo di cabriolet con finiture in legno riprese dai motoscafi degli anni Cinquanta. Questa vettura, più piccola della Phantom ha dato origine allo studio di una nuova “piccola” berlina, il cui frutto si è visto a Ginevra nel 2009.

L’ultimo modello nuovo prima della 2ª Guerra Mondiale fu la “20/35 Wright”, poi più semplicemente “Silver Wright”, una berlina imponente che ereditava tutta la meccanica dal modello precedente con l’aggiunta della sospensione anteriore indipendente derivata da quella della Phantom. Nel dopoguerra la Silver Wright II ebbe due aumenti di cilindrata, nel 1951 e nel 1954, per dare maggior potenza alla vettura: la futura regina Elisabetta II ne volle una carrozzata Hooper, diventando così la Rolls-Royce, dopo anni di concorrenza con la Daimler, il fornitore ufficiale della Casa Reale. In quegli stessi anni (1949-55) fu presentata la Silver Dawn fu la prima Rolls-Royce che veniva costruita con carrozzeria interamente in acciaio fabbricata nei propri stabilimenti di Crewe. La Silver Dawn era essenzialmente destinata all’esportazione, ed aveva lo stesso telaio della Silver Wright, ma più corto di 17 centimetri: con il motore sostanzialmente identico ma un peso inferiore, aveva delle prestazioni migliori. Fu anche equipaggiata, dal 1952, con un cambio automatico di origine General Motors per soddisfare la clientela americana. Negli stessi anni venivano costruite appena 18 Phantom IV, che furono destinate unicamente a capi di Stato e case regnanti.

Rolls Royce Silver Wright, Chad Valley, die-cast, 1/43

 

Rolls Royce Silver Wright, Chad Valley, die-cast, scala 1:40 circa

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