Renault Espace F1 – Ottomobile 1 : 18

Il marchio francese Ottomobile continua nella sua azzeccata ricerca di interessanti ed inedite vetture da riprodurre in scala 1:18. Questa volta si è cimentato nella riproduzione di una delle più famose ed affascinanti (e diciamolo, folli) concept-car degli ultimi vent’anni: nientemeno che la mostruosa Renault Espace F1. Per i pochi che non la conoscono, si tratta di un “esercizio tecnico” proposto da Renault in collaborazione con Matra, nel 1994, per celebrare i dieci anni di produzione dell’Espace e, nello stesso tempo, il terzo campionato di Formula 1 disputato da Renault come fornitore di motori per la scuderia Williams. I tecnici francesi non trovarono niente di meglio da fare che piazzare il motore 10 cilindri della monoposto Williams all’interno di quella che fino a quel momento non era altro che una paciosa vetturona per famiglie.

Espace-F1-copertinaNon contenti, aumentarono la potenza del già esuberante propulsore da 700 a 820 HP, per ottenere una velocità massima di oltre 310 km/h, ed uno scatto 0-100 km/h in soli 2”8. Per potere ospitare il V10 40 valvole da 3,5 litri, collocato al centro della vettura, la carrozzeria dell’ Espace II fu “gonfiata” all’altezza dei parafanghi e enormi prese d’aria comparvero sulle fiancate. Solo il pannello del tetto, il parabrezza, il cofano anteriore, il portellone e la parte alta delle porte rimasero simili a quelli originali. Sul tetto fu collocata una grossa ala aerodinamica, nonché due ulteriori prese d’aria dinamiche. La carrozzeria venne realizzata in carbonio (l’originale era in vetroresina) ed alla fine la vettura vantava un peso di soli 1300 kg, conservando le cinque porte e quattro posti all’interno.

Espace-F1-trqmusoOvviamente non ebbe alcun seguito produttivo, ma essendo un prototipo marciante venne utilizzato come veicolo promozionale in varie occasioni. Se vi dovesse interessare vederla in azione e sentirne la “voce”, cliccando qui  potrete gustarvi un video con la F1 guidata da Jean Ragnotti, mentre cliccando qui la vedrete girare nelle sapienti mani di un certo Alain Prost…
L’Espace F1 durante la sua vita venne poi leggermente modificata, con la sostituzione dei cerchioni, con un nuovo spoiler anteriore e con l’aggiunta di due luci lampeggianti ai lati dell’alettone; essa comunque esiste ancora e attualmente è conservata nel museo Renault.

Espace-F1-trqcodaTornando al nostro modello, come al solito si tratta di una riproduzione in resina, priva di parti apribili; considerate le sue dimensioni, il peso è notevole. La linea è molto ben riprodotta e la verniciatura oro opaco è molto buona. Nella vettura reale la parte inferiore della fiancata presenta la fibra di carbonio a vista: nel modello, questa caratteristica è stata riprodotta con decals che ne riproducono la trama. Stesso discorso per l’enorme ala sul tetto, interamente rivestita con una decal “carbonio”. L’assemblaggio è molto curato, anche i vetri in acetato, sottilissimi, sono posizionati a regola d’arte. La fanaleria è molto ben fatta, sia quella anteriore (specifica per la vettura) che quella posteriore, identica a quella di serie.

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Espace-F1-codaParecchi particolari sono stati realizzati in fotoincisione, a partire dai ganci fermacofano, minuscoli ma ben fatti, fino alla lama dello spoiler che integra il gancio traino. Belli anche i due radiatori ben visibili dalla “bocca” della calandra, anche se in realtà sono di colore più scuro e non cromati. Molto ben riusciti anche i cerchioni scomponibili, bicolori a otto razze con bullone centrale.

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Gli pneumatici portano sul fianco le stampigliature “Michelin” in bianco ed hanno un battistrada molto realistico. I dischi freno sono ben visibili e sono completati dalle pinze, che a dire il vero sono un po’ troppo “piatte”.  Anche in questo caso il colore non è quello corretto, poiché i dischi originali sono realizzati in carboceramica e quindi di colore scuro.

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Le ruote girano sul loro asse, anche se a fatica: peccato che finora Ottomobile non abbia mai dotato i suoi modelli di ruote anteriori sterzanti. Gli interni sono ben realizzati: si possono osservare i quattro sedili “racing”, di cui solo gli anteriori dotati di cinture di sicurezza con le corrette coperture rosse, giustamente agganciate alla traversa del roll-bar; il cruscotto, simile a quello della vettura di serie, la strumentazione digitale inserita in un pannello in fibra di carbonio ed il volante, di dimensioni notevoli come nella realtà, dotato dei pulsanti del cambio, che però, stranamente, non sono stati dipinti in giallo come lo sono sulla vettura vera.

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Del poderoso motore, purtroppo, non si può vedere nulla, salvo alcune parti dell’impianto antincendio poste nel baule posteriore. Il propulsore, piazzato tra i due sedili posteriori, è coperto con una cofanatura. Il fondo del modello non presenta particolari interessanti, è difatti completamente piatto ed ha solo un accenno dei fori di uscita dello scarico.

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Con questa Espace F1 Ottomobile ci ha ancora una volta dimostrato di saper lavorare molto bene, realizzando modelli accurati e dotati di un buon rapporto qualità/prezzo. Inoltre, la scelta dei soggetti è sempre originale ed interessante per il collezionista. Speriamo quindi di potervi presentare al più presto altre novità di questo giovane e dinamico produttore!

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