Raduno internazionale Panhard & Levassor a Novara 13-16 Maggio 2016

La Panhard è scomparsa definitivamente nel 1969, ma già dal 1967 la produzione di auto era cessata (continuava quella delle forniture militari) e fin dal 1965 non appariva più ai saloni dell’auto. L’azienda francese, ormai quasi dimenticata, è invece da ricordare nella storia dell’automobile perché fu una grande innovatrice. Il Club Italiano Panhard ha organizzato un imponente raduno che ha interessato le localitá di Novara, Galliate e Stresa. In questo articolo vi mostriamo le auto piú interessanti.

Panhard has disappeared for good in 1969, but since 1967 the production of cars had stopped (still that of military supplies), and since 1965 no longer appeared at auto shows. The French company, now almost forgotten, is instead to be remembered in automotive history because it was a great innovator. The Italian club Panhard organized a massive meeting  from 13 to 16 may that has affected the locality of Novara, Galliate and Stresa. This article will show you the most interesting car.

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La piazza del castello sforzesco di Galliate dove si è tenuto il raduno

Le sue radici affondano in una segheria aperta nel 1845 che passó alla metallurgia nel 1867 con l’arrivo di un giovane René Panhard. Quando a lui si aggiunse l’amico Emile Levasseur e dopo la morte del fondatore dell’azienda i due nuovi soci Panhard & Levasseur decidono di costruire la loro prima “vettura automobile” sfruttando un contratto per l’acquisto di motori Daimler bicilindrici a V inizialmente destinati a Peugeot, ma che questi non riusciva ad onorare. Nel 1890 vengono prodotte 6 vetture di cui 4 con il motore posto anteriormente: una primizia mondiale per cui la Panhard & Levasseur avrà il suo posto nella storia dell’automobile. L’attività proseguì sempre con motori Daimler su licenza, ma con alcune varianti, come un quattro cilindri ottenuto accoppiando due bicilindrici. Dal 1909 la marca francese inizia a salire nell’olimpo dei marchi di lusso, adottando motori senza valvole, o meglio con valvole a fodero licenza Knight, che li contraddistingueranno fino ai modelli prodotti prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Panhard X45 1925

Una Panhard X45 torpedo del 1925

Panhard X63 racer 1928

Panhard X63 racer del 1928

Panhard RL2 1933

Panhard  RL2 del 1933 a 6 cilindri

A quest’epoca aveva in produzione il coraggioso modello Dynamic, troppo coraggioso e poco capito dal pubblico, tanto che Panhard sopravvisse soprattutto in base alle commesse militari.

Dopo la guerra era necessario pensare a una vettura più utilitaria. Ispirata a un prototipo dell’ingegner Gregoire, nacque la Dyna X, che sotto una carrozzeria di ispirazione antiquata offriva un robusto bicilindrico di 600 o 750cc. Per svecchiarne l’immagine fu offerta anche la fallimentare Dyna Junior, uno spiderino pensato per i giovani da vendere a prezzo interessante. Tuttavia per arrivare a quel prezzo nacque una vettura troppo spartana e lungi dagli eleganti spider prodotti in Italia in quel periodo dai nostri abili carrozzieri.

Panhard Dyna X 1951

Panhard Dyna X cabriolet 1951

Panhrad Dyna Junior 1953

Panhard Dyna Junior 1953

Panhard Dyna break 1953

Panhard Dyna break  1953

La Dyna X fu nel 1954 soppiantata dalla moderna Dyna Z, berlina che offriva 6 posti e un capiente bagagliaio con i costi di esercizio di un motore di appena 850cc. Inizialmente costruita con ampio impiego di alluminio aveva un costo di produzione elevato e presto ripiegò sull’acciaio. Rimase in produzione fin quasi alla fine dell’attività Panhard, con il successivo modello PL17 (poi solo “17”), nato con porte che si aprivano nel senso di marcia, quasi subito rivedute e girate controvento.

Panhard Dyna 1957

Panhard Dyna Z 1956-57

Panhard Dyna Z pick up

Panhard Dyna pick up originale di fabbrica

Panhard PL 17 Grand Standing 1960

Panhard PL17 Grand Standing 1960, quasi lo stesso colore del modellino prodotto dalla Dinky Toys

Panhard PL17 cabrio 61

Panhard PL17 cabriolet 1961

Panhard PL17 Tigre 1960

Panhard PL 17 Tigre 1960

Panhard PL17 1963

Panhard  17  del 1963 con luci riviste e massicci coprifari

Nel 1963 veniva anche presentata una giardinetta (break in francese) con passo lungo, derivata dalla PL17. L’ultima Panhard fu la coupé 24 C (CT se equipaggiata col più potente motore “Tigre” da 50 CV), del 1964.

Panhard PL17 break 1963 (1)

La Panhard 17 break fu prodotta solo per un paio d’anni

Panhard 24 CT 1965-66 (2)

Il frontale della 24C appare ancora attuale oggi

Panhard 24 CT cabrio 1964

Una Panhard 24CT cabriolet: si tratta di una trasformazione artigianale

Panhard 24 gruppo

Una serie di 24 viste di coda

Dalla 24 C fu derivata una versione a passo lungo chiamata B come Berlina (BT se col motore “Tigre”) che univa l’eleganza del coupé a una sorprendente abitabilità.

Panhard 24 BT 1965

Il colore metallizzato e le gomme a fascia bianca esaltano l’eleganza della 24 BT

La Panhard è nota per la sua partecipazione a numerose competizioni e ha un albo d’oro di tutto rispetto, grazie anche alla partecipazione a Le Mans. Merito di vetture preparate come le Deutsch Bonnet, più note semplicemente come DB-Panhard che arrivavano a spremere quasi 60 cavalli dal generoso bicilindrico. La DB mise in commercio anche un modello meno corsaiolo, chiamato “Le Mans”, con carrozzeria in vetroresina. Pure di vetroresina era il coupé CD-Panhard, costruito direttamente dalla Panhard e rimasto in catalogo relativamente poco in quanto dopo un anno circa venne presentata la nuova 24. La CD coupé fu impiegata soprattutto dagli appassionati sportivi.

DB Panhard HBR5 58

DB-Panhard HBR 5 coupé del 1958

DB Panhard Le Mans 1962 (1)

DB-Panhard Le Mans 1962

DB Panhard Le Mans 1962

Ancora una Le Mans e, sotto, a confronto con la 24 di serie

DB Panhard Le Mans 1962 (2)

DB Panhard & CD coupé

La Panhard CD coupé e la DB-Panhard Le Mans viste di coda

Panhard CD coupé 1963

L’aspetto grintoso della Panhard CD coupé del 1963

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