Porsche 911 (964) Carrera 4 Targa – GT Spirit 1 : 18

La Porsche 911 serie 964 del 1989 fu il primo tentativo, da parte della Casa di Stoccarda, di rinnovare il progetto della 911, risalente agli anni ’60. La nuova 911 era stata rinnovata nella carrozzeria, che abbandonava i contestati paraurti ad assorbimento d’urto, i cosiddetti “bumpers”, a favore di scudi in materiale plastico più integrati nella linea della vettura, chiaramente ispirati a quelli della Porsche 959 del 1985. Un profilo sottoporta aveva anche la funzione di amalgamarli meglio tra loro. Le luci di posizione ed i fari di profondità erano integrati nello scudo anteriore, mentre una fascia rossa univa i fari posteriori. Inoltre, faceva la sua comparsa uno spoiler estraibile che incorporava la presa d’aria sul cofano motore. Lo spoiler si alzava automaticamente quando si superavano i 90 km/h, o a comando del pilota mediante un pulsante sulla plancia. Gli interni erano stati modernizzati, seppur nel rispetto della “tradizione” 91, e facevano la loro comparsa l’ABS ed il servosterzo. Dal punto di vista meccanico erano state modificate le sospensioni, che abbandonavano le barre di torsione a favore delle molle elicoidali ed il motore, cresciuto in cilindrata (3.6 litri da 250 cv) adottava testate con doppia accensione. Ma la principale novità era l’adozione della trazione integrale, di ispirazione Audi, con 3 differenziali, con il centrale che ripartiva la potenza al 39% all’anteriore e al 61% al posteriore. La nuova 911 prese la denominazione Carrera 4 e fu il primo modello della nuova serie ad essere presentato, a rimarcare la novità rispetto alla serie precedente (anche se già nel 1990 fece la sua comparsa la Carrera 2 a trazione posteriore).

The 1989 Porsche 911 series 964 was the first attempt by the Stuttgart House to renew the 911 project, dating back to the 1960s. The new 911 had been renewed in the bodywork, abandoning the disputed shock-absorbing bumpers in favor of plastic shields more integrated into the line of the car, clearly inspired by those of the Porsche 959 of 1985 An under sill profile also had the function of better amalgamating them together. The position lights and the depth lights were integrated into the front shield, while a red band connected the rear lights. In addition, a removable spoiler appeared that incorporated the air intake on the engine bonnet. The spoiler automatically raised when the 90 km / h was exceeded, or at the pilot’s command via a button on the dashboard. The interiors had been modernized, although respecting the 911 “tradition”, and ABS and power steering appeared. From a mechanical point of view, the suspension had been modified, which abandoned the torsion bars in favor of the coil springs, and the engine, which grew in displacement (3.6 liters and 250 hp), adopted twin-spark warheads. The main innovation was the adoption of four-wheel drive, inspired by Audi, with 3 differentials, with the central one sharing the power to 39% at the front and 61% at the rear. The new 911 took the designation Carrera 4 and was the first model of the new series to be presented, to emphasize the novelty compared to the previous series (although already in 1990 made the Carrera 2 rear-wheel drive).

GT Spirit, come sempre attenta a proporre dei soggetti originali, ha pensato bene di riprodurre la Carrera 4 nella meno comune versione Targa, ovvero con tetto rigido asportabile. Parlare di originalitá in fatto di Porsche é dura, visto la sovrabbondanza di modelli in tutte le scale e di tutte i produttori: é da dire, ad onor del vero, che questa particolare versione é stata riprodotta in scala 1:18 unicamente dalla Anson, anni fa, con un modello pressofuso di qualitá mediocre. Ben venga quindi questa proposta, decisamente migliore seppur in resina e senza parti apribili.
La linea é molto ben riprodotta e la verniciatura è perfetta, come già da tempo GT Spirit ci ha abituati. Il modello è proposto con il tetto aperto: sarebbe stato bello trovare nella confezione anche il tettuccio, in modo da poter scegliere se esporla chiusa o aperta….
La vista laterale, oltre a mettere in evidenza le belle ruote dotate dei tipici cerchioni a stella perfettamente riprodotti, ci fa notare che il modello ha un assetto posteriore leggermente troppo alto, facendo risultare la vettura un po’ “in picchiata”. Notiamo anche la singolare disposizione degli specchietti retrovisori, asimmetrici tra un lato e l’altro, con quello sinistro arretrato per favorire la visibilità dal posto guida. Belli, come già detto, i cerchioni, dotati anche di valvola di gonfiaggio, che lasciano intravedere dischi e pinze freno.

La fanaleria, sia anteriore che posteriore, é molto brillante e realistica. Non manca, sul fascione rosso tra i fanali posteriori, la scritta Porsche tinta su tinta (anche se poco visibile in foto). Ben trasparenti e per nulla deformanti i “vetri”, realizzati con un foglio trasparente sottilissimo.


Trattandosi di una vettura aperta, gli interni sono ben visibili. Il colore semilucido dei sedili e dei pannelli riproduce bene l’effetto pelle: gli interni sono ben dettagliati, non mancano le cinture di sicurezza in tessuto (sia anteriori che posteriori) con fibbie fotoincise. Anche il pavimento é stato interamente moquettato. La strumentazione é riprodotta con decals di ottima qualità. Insomma, é stato fatto un buon lavoro, anche se manca qualche tocco di colore in piú sui pulsanti e sulle manopole del cruscotto.

Questa Porsche sarà senz’altro una versione molto gradita dai collezionisti, in particolare quelli più affezionati al marchio GT Spirit: andrá infatti a fare compagnia alle varie versioni “Targa” già presentate dalla stessa marca, dalla 911 del 1967 alla 911 (991) TechArt del 2016, passando per la 911 (G50) del 1977, la 911 (964) RWB del 2014 e la 911 (991) nelle versioni del 2013, 2014 e 2015. Una bella combriccola, non c’è che dire…

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