PORSCHE 911 50 anni prima parte – 1963-1973 un decennio di successi

Nella seconda metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, la Porsche si preparava a sostituire l’ormai anziana 356, la classica “saponetta” che tanti allori aveva mietuto.

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Ferdinand Alexander ‘Butzi’ Porsche e la sua creatura

La nuova vettura venne progettata in famiglia: Ferry Porsche per la parte meccanica e il figlio Ferdinand Alexander per la parte stilistica. Un connubio che diede origine a una delle più celebrate auto sportive di tutti i tempi: la Porsche 911, ancor oggi in produzione sebbene nessun particolare meccanico o della carrozzeria sia più intercambiabile con quelli d’origine. Il motore rimase fedele alla formula boxer posteriore raffreddato ad aria, ma con due cilindri in più e la cilindrata di 2 litri, così da poter efficacemente competere nella sua classe. La carrozzeria, molto elegante e lunga 15 cm in più rispetto alla 356, ospitava fino a 4 posti con la formula dei 2+2, ma sui due posteriori ci stavano a malapena dei bambini. Era meglio ribaltarli e usarli per trasportare bagaglio.

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La presentazione della 901 al IAA di Francoforte del 1963 riallestita presso il Porsche Museum

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Il prototipo 754 T7 del 1959 esposto nella mostra “50 Jahre Porsche 911” del museo Porsche

50 anni 911

La mostra del Museo Porsche: in primo piano la 911 R del 1967 prodotta in soli 20 esemplari

Per la verità al Salone di Francoforte del 1963 la nuova Porsche si chiamava “901” e 82 esemplari di pre-serie uscirono effettivamente con quella sigla tra settembre e novembre 1964. Era nata infatti una querelle con la Peugeot, che aveva brevettato i propri modelli con sigle composte da tre numeri con lo zero in mezzo e per evitare costosi strascichi giudiziari la vettura ebbe il nome modificato in “911”.

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La Porsche 911 L 2.0 coupé del 1968

La 911 era decisamente a buon prezzo se confrontata a certe vetture italiane realizzate in piccola serie dai carrozzieri, ma non era regalata. A 23.900 marchi risultava di 7.000 (un terzo del prezzo!) più cara della 356 che andava a sostituire e questo scontentò parte della clientela. La Porsche dapprima ridusse il prezzo a 22.400 DM, poi – nel 1965 – le affiancò la “912” che manteneva la stessa carrozzeria (con qualche semplificazione all’interno) montando il motore a 4 cilindri della 356C in modo da contenere il prezzo a 17.500 DM. La 911 adottava un cambio a 5 marce (4 per le versioni USA) e aveva una potenza di 130 CV. Nel 1966 le venne affiancata la 911S che di cavalli ne aveva 160. Si distingueva a colpo d’occhio per i cerchi fucinati in lega leggera Fuchs, con i cinque caratteristici lobi. Nel 1966, al posto di una vera cabriolet, venne presentata la 911 Targa, che aveva il tettuccio amovibile e il lunotto ripiegabile, con in mezzo uno spesso roll-bar che dava un aspetto molto caratteristico alla vettura.

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 Foto ufficiale della Porsche 911 2.0 Targa del 1967, con il lunotto di plastica ripiegabile

Si diceva che le prime 911 avessero un comportamento stradale che poteva sfuggire di mano ai piloti meno esperti. Per questo nel 1968 venne allungato il passo di 6 cm e ampliata la gamma con la 911 E, dotata di iniezione meccanica Bosch da 140 CV che diventavano 170 sulla 911S. Il modello base, la 911T, aveva il motore a carburatori con 110 CV. Nel 1969 la cilindrata passò a 2200cc ed esteticamente venne cambiata la griglia del cofano motore. Dopo due anni la cilindrava aumentava ancora a 2341cc e le potenze di conseguenza: 130 CV per la 911T, 155 per la E e 180 per la S, che ebbe anche uno spoiler anteriore per stabilizzarla meglio ad alte velocità.

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La Porsche 911 Carrera RS coupé 1973

Nel 1972 ritornò il nome Carrera associato a RS (che stava per Renn Sport) su un modello che aveva cilindrata di 2687cc e 210 CV. Era riconoscibile per il caratteristico spoiler posteriore che veniva soprannominato “a coda d’anatra” e per le strisce adesive sulle fiancate in tinta con i cerchioni.

La storia delle prime 911 termina qui. Nel 1974 tutti i modelli ebbero il motore 2700 e nuovi paraurti “tipo USA” che ne alterarono pesantemente l’estetica. Ma di questi parleremo in altra occasione.

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Il cruscotto della 911 2.0 coupé del 1965

 

I modelli

Per un curioso destino la Porsche 911 ebbe, nel periodo immediatamente successivo all’uscita dell’auto vera, meno modelli di quelli che ebbe l’altra celebre vettura nata nel 1963, la Mercedes Benz 230 SL “Pagoda”. Tuttavia, col passare degli anni, il fatto che la 911 rimanesse sempre fedele a sé stessa fece sì che le sue riproduzioni rimanessero sempre all’attenzione dei costruttori di modelli, anzi, con l’evolversi della vettura, che oggi non ha più nulla in comune con le 911 originali se non la sigla, sono tornati in auge nuovi modelli delle prime 911, che colmano vuoti esistenti o permettono di avere versioni che un tempo non erano previste.

CMC Porsche 901

La Porsche 901 in scala 1:18 della CMC

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Il prototipo 754 T7, ABC, scala 1:43

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Prototipo Porsche 901 1962, ABC, 1:43

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Un’altra inquadratura del prototipo 754 T7, ABC, scala 1:43

CKO Porsche 911

L’eccellente modello in lamierino della CKO con motore a frizione, scala 1:40 circa

Yanoman Porsche 911

Porsche 911 S in lamiera, Yanoman, scala 1:18 circa

Siku Prsche 911

Sopra e sotto: due viste della Porsche 911 Siku, scala 1:66

Siku Porsche 911 (1)

Gama Porsche 911

Sopra e sotto: la Porsche 911 Gama, scala 1:43, con ruote normali e del tipo veloce

Gama Porsche 911 2a serie

La 911 è una delle poche auto di cui abbiamo anche la riproduzione dei prototipi viaggianti, grazie ad ABC e ai loro modelli in resina. Vi è poi un unico modello “ufficiale” di 901, quello della CMC, uscito pochi anni fa e recante la prima sigla della celebre Porsche. Un modello eccezionale, con interni di vera pelle e dettagli quasi impensabili, come la griglia del cofano motore realizzata con 27 barrette cromate saldate fra loro.

CMC Porsche 911 (2)

Un’occhiata dentro al cofano del modello CMC ne dimostra l’eccellenza

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Il vano motore della 911 coupé 2.0 del 1965

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Un po’ grossolano il modello della 911 S realizzato dalla Yonezawa-Diapet, in scala 1:43

Passiamo a esaminare qualcuno dei modelli apparsi all’epoca e oggi catalogati fra gli obsoleti. Non sono molte le Porsche 911 di latta, rispetto alla compagna di viaggio 230 SL. Fra questi un discreto modello della Yanoman, giapponese e un incredibilmente fedele 911 della tedesca CKO, tenuto conto del materiale, della finezza di stampaggio e della scala, poco più grande dell’1:40. La Schuco preferì attendere l’uscita della 911 Targa e la riprodusse in plastica, con parti di lamierino e motore a molla.

Schuco 911 Targa

La Porsche 911 S Targa della Schuco, in scala 1:18 circa

Fra le prime riproduzioni in zamac ci furono quelle di Gama (in scala 1:43) e Siku (in 1:66), seguite da Wiking (in 1:87) e dalle slot-car Carrera (1:32) e Faller (1:66), quest’ultima un po’ massiccia per adattarsi alla parte meccanica.

Wiking Porsche 911

Porsche 911, Wiking, 1:87

Carrera Porsche 911

Porsche 911 slot-car, Carrera, 1:32

Faller AMS Porsche 911

Porsche 911 slot-car, Faller AMS, 1:66

Kirk Porsche 911 (1)

Porsche 911 S, Kirk, 1:43

Un eccellente modello venne dalla danese Kirk, che aveva appena assorbito la Tekno (era venduto in scatole Tekno, ma sul fondino portava il marchio d’origine). Una delle pochissime 912 esistenti è opera dell’italiana Mebetoys, che l’ha prodotta a lungo con piccole differenze fra una tiratura e l’altra. Peccato che ognuna ebbe sempre un motore posteriore trasversale con i cilindri in linea al posto del noto boxer. Anche la Politoys introdusse nella sua apprezzata serie M una riproduzione in scala 1:43 della Porsche 912, caratterizzata dalle quattro parti apribili, ruote fedeli e riproduzione azzeccata del motore.

Mebetoys Porsche 912

Porsche 912 1° tipo (fari con brillantino), Mebetoys, 1:43

Mebetoys Porsche 912 2°tipo

Porsche 911 S Rally 2,7  (fari in fusione, cerchioni diversi e differente riproduzione del motore) Mebetoys, 1:43. Da rilevare che il modello fotografato é privo delle decals

Mebetoys Porsche 912 cofani

Due diversi tipi di motore trasversale per la 912 della Mebetoys (a destra in versione con sci), 1:43

Politoys M Porsche 912

Porsche 912, Politoys M, 1:43

Dea High Speed Porsche 912

Porsche 911, Dea High Speed, 1:43

Nel 1966 la Porsche Targa trovò numerosi estimatori: le francesi Norev e Minialuxe (lo stesso stampo venne utilizzato anni dopo dalla Eligor), la tedesca Märklin, la belga Sablon e la Corgi Toys, con un buon modello che ebbe come unica pecca le orribili ruote Wheezwheels.

Minialuxe Porsche Targa

Porsche 911 Targa, Minialuxe, 1:43

Norev Porsche 911 Targa (1)

Porsche 911 Targa, Norev, 1:43

Märklin Porsche 911 Targa (1)

Porsche 911 Targa, Märklin, 1:43 con ruote 1°tipo che tendono a deformarsi con il tempo

Märklin Porsche Targa 2°tipo

La Märklin seconda versione, con le ruote veloci.

Corgi Porsche 911 Targa

Porsche 911 S Targa, Corgi Toys, 1:43

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Porsche 911 Targa, Eligor, scala 1:43

Dea High Speed Porsche 911 Targa

Porsche 911 Targa, Dea High Speed, 1:43

Sablon Porsche 911 Targa rear open

Porsche 911 Targa, Sablon, scala 1:43

Vitesse Porsche 911

Porsche 911, Vitesse, 1:43

Nel tempo la Minichamps è quella che maggiormente ha foraggiato i collezionisti con modelli di Porsche 911 in scala 1:43 ed in varie attraenti livree. Sempre la Minichamps ha realizzato una bella miniaturizzazione in scala 1:18 della 911 Carrera RS, completamente apribile e  della quale abbiamo parlato in un articolo pubblicato il 9 Gennaio 2012.

Minichamps 911S Targa Florio 1967

Porsche 911 S Targa Florio 1967, Minichamps, 1:43

Minichamps Porsche 912 Polis

Porsche 911 Polis 1970, Minichamps, 1:43

Minichamps Porsche 911 Polizei

Porsche 911 S Polizei 1973, Norev, 1:43

Minichamps Carrera RS 2,7 1972

Porsche Carrera RS 2,7 1972, Minichamps, 1:43

Minichamps Porsche Carrera RS 2.8 1973

Porsche 911 Carrera RSR  2,8 1973, Minichamps, 1:43

Minichamps Carrera RSR 1971 1000km Dijon

Porsche Carrera RSR 1000km di Dijon 1971, Minichamps, 1:43

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Porsche 911 S “Le Mans  1970”, Schuco, scala 1:43

Norev Porsche 911 S

Porsche 911 S  2.4 1973, Norev, scala 1:43

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Porsche 911 Carrera RS 2.7  1973, Minichamps, scala 1:18

Tra le riproduzioni della 911 non possiamo scordare quelle delle 911 coupé normale ed S prodotte dalla Vitesse e le molto dettagliate per l’epoca, 911 S e Carrera RS che fecero parte del programma della francese Jouef, sia in scala 1:43 c he in scala 1:18. In Italia la DeA ha distribuito, assieme ai fascicoli della  “Porsche Collection”, un gran numero di riproduzioni di autovetture Porsche in metallo, fra le quali alcune 911, tutte realizzate dal marchio orientale High-Speed e contraddistinti da un buon rapporto qualità/prezzo. La francese Norev ha in catalogo una bella riproduzione in scala 1:43 della 911 S 2.4 S del 1973 e la Schuco delle riuscite interpretazioni della 911 S e della 911 Carrera RS, sempre in scala 1:4 3 in metallo pressofuso. In tempi molto recenti, la casa editrice Mondadori, per la collezione “Auto indimenticabili” ha commercializzato una buona riproduzione della 911 S in metallo in scala 1:43.

Siku Porsche 911 Targa

Porsche 911 Targa, Siku, 1:66

Polistil Porsche Carrera

Porsche 911 Carrera RS, Polistil, 1:43

Polistil Porsche Carrera Polizei

Porsche 911 Carrera RS Polizei, Polistil, 1:43

Spark 2,2 S Tour France70

Porsche 911 S 2,2 Tour de France 1970, Spark, 1:43

Dea High Speed Porsche 911RS 2.7 Carrera 1973

Porsche 911 RS 2.7 Carrera, Dea High Speed, 1:43

Non dimentichiamo infine il ricco catalogo AutoArt in scala 1:18, dove le Porsche sono sempre di casa ed il nuovo produttore GT Spirit, autore di un’ ottima 911 S Targa in scala 1:18 in resina.

AutoArt Porsche 911 1964

Porsche 911 1965, AutoArt, 1:18

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Porsche 911 1965 AutoArt, 1:18

AutoArt Porsche 911 S

Non è l’auto vera: si tratta del modello della 911 S della AutoArt in scala 1:18

AutoArt Porsche 911S

Porsche 911 S, AutoArt, 1:18

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Porsche 911 Carrera RS  2.7 1973, Autoart, scala 1:18

GT Spirit Porsche Targa 911 S (2)

Porsche 911 S Targa 1966, GT Spirit, 1:18

Brekina Porsche 911

Porsche 911 S, Brekina, 1:87

Solido Porsche Carrera

Porsche 911 Carrera RS, Solido, 1:43

Di recente il nuovo produttore olandese di modelli artigianali in resina, Matrix, ha messo in catalogo una particolare variante della Porsche 911, le quattro porte, realizzate nel 1967 dalla carrozzieria californiana  Troutman & Barnes per iniziativa del concessionario Porsche Wiliam J. Dick di San Antonio nel Texas. L’auto era realizzata sulla base della 911 S con un allungamento di 53 cm.   Nel 1972 la stessa auto venne verniciata in un altro colore e per l’occasione montò nuove ruote e sedili anteriori con i poggiatesta.

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Troutman & Barnes, 911 4 porte 1967, Matrix, scala 1:43

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Troutman & Barnes, 911 4 porte 1972, Matrix, scala 1:43

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La disposizione degli organi meccanici della Porsche 911

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Inquadratura da dietro della Porsche 912

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