Porsche 550 Spyder RS – Schuco 1 : 18

Potremmo intitolare questa recensione “Chi l’ha vista?” Già, perché in effetti la Porsche 550 Spyder RS in scala 1:18, modello presentato da Schuco alla Fiera del Giocattolo di Norimberga lo scorso anno, nei negozi si è vista poco.
Certo ha pesato il fatto che sia stata prodotta in una tiratura limitata a 2.000 esemplari ed ha influito il prezzo abbastanza elevato, anche se in linea con altri prodotti di medesimo livello. E dire che la 550 conta una vasta schiera di ammiratori e che l’unico modello in scala grande disponibile finora, era la riproduzione realizzata dalla Maisto alcuni anni fa, dignitosa, ma certo non in grado di competere con la riproduzione della Schuco. Il successo doveva essere assicurato, ma allora cosa è accaduto?

Foto di Andrea Torchio

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La risposta si può trovare facilmente in rete, spulciando tra i vari forum di appassionati di modellismo, dove alcuni si dichiarano delusi dal livello qualitativo del modello. Abbiamo quindi deciso di procurarci un esemplare nuovo ed inscatolato di 550 RS Spyder, in modo da poter effettivamente verificare quanto ci sia di vero tra quello che viene detto a proposito di questo modello.

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Una bella immagine ufficiale della Porsche 550 Spyder RS

Iniziamo quindi l’esame partendo dalla scatola, in cartoncino plastificato, stampata con cura: il modello è contenuto in due semigusci di polistirolo. Vengono forniti anche un panno per la lucidatura del modello ed un piccolo pieghevole che illustra le caratteristiche tecniche della vettura reale e del modellino. Vi è anche una targhetta metallica, fissata su una basetta di legno dipinta in nero, che riporta inciso il profilo della vettura e il numero di serie. Scopriamo quindi che la “nostra” 550 è la n. 395, su 2000 costruite.  Apriamo quindi il guscio di polistirolo. Subito troviamo il piccolo attrezzo per facilitare l’apertura delle parti mobili. Il modello è avvolto in una velina ed è semplicemente appoggiato sulla base, senza alcuna vite di tenuta. I due gusci lo racchiudono strettamente, impedendone di fatto qualsiasi movimento. Bene, perché questo evita i soliti antiestetici buchi di fissaggio sul fondo del modello. Estraiamo la 550 dalla scatola e ci stupiamo subito per il suo peso notevole: ben 780 g per un modellino lungo poco più di 20 cm!

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Questa riproduzione della 550 Spyder è bella. Molto bella. La Schuco ha scelto di riprodurre la vettura 550-0051, che prese parte alla 24 ore di Le Mans del 1955 con Gustave Olivier e che ora appartiene ad un collezionista tedesco che l’ha fatta restaurare con la massima attenzione per l’originalità e l’ha riportata nelle condizioni di quando uscì dalla fabbrica, nella splendida livrea blu con “pinne” bianche. Porte e cofani sono apribili, il volante comanda l’assale anteriore, il tonneau cover è amovibile, il tappo del serbatoio si apre, i lacci fermacofano sono in vero cuoio, con minuscole fibbie. Ma ecco un piccolo problema: il vetrino della luce di posizione anteriore sinistra si stacca. Era solo appoggiato in sede, senza traccia di colla. Lo rimettiamo al suo posto con la dovuta cautela, iniziamo a maneggiare il modello e scopriamo che una delle due ruote anteriori ha un difetto: durante il montaggio del coprimozzo nero, un eccesso di colla ha incollato la vitina di fissaggio al cerchione: di conseguenza, girando la ruota questa si svita.

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In compenso, la linea della carrozzeria è perfetta e le proporzioni sono impeccabili. La verniciatura presenta qualche imperfezione.

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La fanaleria anteriore è splendida e, una volta rimesso a posto il fanalino, l’effetto è ottimo. Bellissimo il logo Porsche sul cofano (un po’ troppo grande, in verità), in rilievo e resinato: la scritta Porsche dorata è in fotoincisione adesiva, molto realistica. Sotto al muso sporgono i due perni da collegare al cric per sollevare la vettura.
Dietro al faro sinistro troviamo un alone di colla. Apriamo il cofano, e vediamo il serbatoio, realizzato in plastica ma verniciato in un realistico color alluminio é fissato come nella realtà da due “cinghie” metalliche, sotto le quali è posta una striscia di cuoio (vero). Troviamo anche il tubo di sfiato, il filo del galleggiante, l’astina di sostegno del cofano. Anche la batteria, cablata, è tenuta in posizione da un fermo metallico. Il tappo di rifornimento si apre. É’ un peccato che il serbatoio, fissato solo nella parte posteriore, impedisca la perfetta chiusura del cofano stesso.

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Dopo aver apprezzato il profilato parabrezza, asportiamo il tonneau cover (in plastica verniciata) ed esaminiamo il posto di guida: il dettaglio è elevatissimo, tanto che la chiave d’accensione è infilata nel quadro, con la seconda chiave fissata ad un anellino…. incredibile! Il telaio tubolare è a vista, il cruscotto ha gli strumenti leggibilii, i sedili e tutti i rivestimenti interni presentano una leggerissima zigrinatura, come sulla vettura vera. Non manca la maniglia cromata di appiglio per il passeggero e troviamo persino il cric di sollevamento, fissato a fianco del sedile destro con una cinghietta in cuoio. Il colore del volante, del supporto della strumentazione e dei pomelli dei comandi è però un po’ troppo simile a quello dei sedili: nella realtà i sedili sono di una tonalità molto più vicina al bianco. Rispetto all’ auto vera, manca solo il retrovisore tondo fissato sopra al cruscotto, evidentemente aggiunto in un secondo tempo.

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Il volante ha le razze fotoincise e verniciate di nero all’interno, per simulare il disegno a tre “fili” separati (soluzione decisamente migliorabile…), le portiere hanno la maniglietta cromata. Rileviamo alcuni difetti come la corona del volante leggermente deformata, il mozzo con  una sbavatura di stampaggio, la maniglia della porta destra  incollata lievemente storta.

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Passiamo ad esaminare la parte posteriore. Sono ben riprodotte le luci, le due tampografie bianche delle pinne e sono molto accurati i loghi Porsche. Troviamo perfino il logo dorato del concessionario Sonauto di Parigi, presso la quale la vettura vera fu acquistata. L’allineamento dei loghi e della copertura della luce portatarga non è perfetto.

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Sotto al cofano sporge il tubo di scarico, dipinto in bianco. Per non interferire con le cerniere del cofano, sono stati omessi i due perni di sollevamento. Le griglie di aerazione del motore non sono fotoincise, ma stampate in plastica, seppure in maniera molto fine; quella di destra, però, ha un piccolo difetto di stampaggio. Sono ben fatte le due cinghiette fermacofano. Aprendo il cofano possiamo ammirare una riproduzione molto accurata del motore. I colori sono perfetti, i cablaggi sono al loro posto, tutto è assolutamente realistico; le griglie dei filtri dell’aria sono in fotoincisione. La ruota di scorta è tenuta in sede da una cinghia in vero cuoio. Secondo il pieghevole illustrativo è possibile asportarla, ma purtroppo, a causa dello scarso angolo di apertura del cofano, è praticamente impossibile. Volendo farlo, sarebbe necessario smontare (o forzare) il braccetto di apertura posto sul lato sinistro del cofano. Sul lato destro troviamo una sottile astina ripiegabile di sostegno. La battuta del cofano è dipinta e conformata come se vi fosse fissata una guarnizione in cuoio, tenuta da viti.

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Sulle fiancate troviamo la scritta Spyder color oro, realizzata in fotoincisione adesiva, le serrature di chiusura del cofano, anche queste fotoincise ed in basso, subito dietro il passaruota anteriore, la targhetta a forma di ala riportante il logo della carrozzeria Wendler di Reutlingen. Sul lato destro è applicato lo specchietto retrovisore carenato.

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Le ruote sono molto realistiche, correttamente verniciate in due colori metallici simili ma leggermente differenti: uno più opaco per il mozzo ruota, l’altro più brillante per il cerchione. I fori di raffreddamento sono passanti e la valvola di gonfiaggio non è stata dimenticata. Gli pneumatici, di dimensioni e larghezza corrette, presentano stampigliate sul fianco la marca e le misure.

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Il fondo del modello, completamente carenato, lascia intravedere gli organi meccanici, gli scarichi e i bracci delle sospensioni. Una targhetta metallica riporta il numero di serie. Peccato che la vernice della parte posteriore un pò spessa renda meno evidenti le alettature di sfiato dell’aria.

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In conclusione, si tratta di un modello pieno di dettagli, che sicuramente può confrontarsi ad armi pari con le migliori riproduzioni della concorrenza. Indubbiamente sarebbe auspicabile una maggiore attenzione nelle fasi di montaggio.

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La Schuco ha in programma una variante denominata “Llittle bastard”, che riproduce la Porsche 550 posseduta dall’attore James Dean. Il modello in scala é fornito con un figurino riproducente il famoso attore, é verniciato nel classico colore grigio argento ed ha il numer0  da gara  130.

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Un’altra foto ufficiale della Porsche 550 Spyder

PS: se volete saperne di più sulla 550 Spyder RS, collegatevi a questo sito: type550.com
(many thanks Andrew!) troverete informazioni, foto e tutte le info su ogni singola Porsche 550 prodotta. E’ in lingua inglese, ed è gestito da un privato. Un ottimo sito per ogni appassionato.

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