Plastiche forme – Aston Martin Vantage V12 GT3 – AutoArt 1 : 18

Quando nell’ambiente collezionistico si è diffusa la notizia che anche AutoArt avrebbe abbandonato il pressofuso per alcuni modelli, molti appassionati hanno avuto un moto di tristezza: “ma come, anche AutoArt si converte ai “resinoni” ? I modelli in scala 1:18 sono belli, certo, ma piuttosto ingombranti; a che pro collezionarli, se non per il piacere di poter aprire cofani e sportelli per poterli osservare nei più piccoli particolari meccanici e dell’arredamento interno?” A parte gli artigiani, che per ovvi motivi di costo (e di tempestività nella riproduzione) non possono cimentarsi nel pressofuso con parti apribili, le grandi Case produttrici di modelli avevano finora soddisfatto questa aspettativa. Da tempo, però, i costi di produzione sempre crescenti si riflettevano nell’aumento dei prezzi dei modelli in scala, causando una flessione al ribasso delle vendite (dovuta, diciamocelo, anche ad una certa ripetitività nelle proposte…).
Con lo scopo di contenere i costi, quindi, già da tempo la Minichamps si é convertita alla resina per alcuni modelli in scala “grande”, di ottima fattura ma privi di aperture e di recente anche Kyosho ha presentato i primi modelli “chiusi”, restando però sul pressofuso.

Aston_GT3_trqbassoAutoArt, invece, ha scelto una strada diversa dai suoi concorrenti aprendo nuove possibilità e facendo tirare un sospiro di sollievo a molti collezionisti: invece della resina ha scelto l’ABS, materiale polimerico già largamente utilizzato nell’automotive, dotato di ottima resistenza e quindi meno fragile della resina stessa, accoppiandolo ad una struttura di rinforzo in pressofuso che, oltre a garantire al modello un peso accettabile, consente di ottenere una buona solidità. In questo modo è stato possibile continuare a mantenere le parti apribili, poiché l’ABS è in grado di sopportare le torsioni causate dalle cerniere. Il primo modello presentato sul mercato è stato quello dell’ Aston Martin Vantage V12 GT3, che con estremo piacere abbiamo provveduto ad esaminare.

Aston_GT3_copertina

A prima vista il modello non presenta sostanziali diversità da quelli in pressofusione: anche il peso non si discosta più di tanto da quello di un modello in metallo. L’unica differenza immediatamente percepibile è che il modello non è freddo al tatto. Ad un esame più attento, però, si nota subito la straordinaria lucentezza e uniformità della verniciatura, peraltro molto sottile e priva di arrotondamenti sugli spigoli. Ciò è dovuto alla superficie in ABS della carrozzeria, assolutamente liscia e priva di quelle piccolissime porosità tipiche della fusione metallica.

Aston_GT3_trqmusoAston_GT3_trqcoda

Inoltre, la carrozzeria è molto sottile (pur dando una sensazione di estrema robustezza) con un effetto estremamente realistico in corrispondenza dei bordi dei parafanghi o delle prese d’aria. Sui modelli pressofusi certe finezze sono impossibili da raggiungere, a causa dello spessore minimo del metallo.

Aston_GT3_apertaAston_GT3_muso-apero
Altra nota positiva: su questo modello le porte sono apribili, ma la fessura intorno allo sportello è veramente minima, ancora più sottile di quanto AutoArt, in questo già eccezionale, ci avesse abituato. Inoltre, le nervature della carrozzeria, gli spigoli e le aperture sono incredibilmente definiti e netti, come mai su un modello in die-cast.

Aston_GT3_fiancosxAston_GT3_fdxbassoLa linea della vettura, quindi, è riprodotta con estrema precisione. Le porte si aprono molto bene, senza flessioni o impuntamenti, e si richiudono perfettamente. Certo è avvertibile una maggiore leggerezza del pezzo, ma questo non dà la sensazione di fragilità. A questo punto ci sarebbero piaciuti molto anche i cofani apribili, ma possiamo accontentarci…

Aston_GT3_fiancodxAston_GT3_fsxbasso

Per il resto il modello è uniformato agli altissimi standard di qualità di AutoArt: ruote, cerchioni e dischi freno sono bellissimi, gli pneumatici slick da corsa, oltre ad avere il nome del produttore stampigliato sul fianco, sono giustamente opachi; ottimi gli interni, spartani come si conviene ad un’auto da competizione.

Aston_GT3_interno2

Aston_GT3_interno1

Aston_GT3_interno3

Nulla però è stato dimenticato: bello il volante (fisso e non collegato al movimento delle ruote) dotato dei manettini del cambio fotoincisi e completato dal cavo flessibile dei cablaggi elettrici; il sedile avvolgente Sparco, dipinto con una vernice ruvida ed opaca che imita il tessuto ignifugo, è dotato di cinture di sicurezza in tessuto con fibbie fotoincise; la consolle centrale é arricchita da una tampografia ad imitazione della fibra di carbonio; l’abitacolo, stretto nel roll-bar da competizione é percorso da cavi elettronici di vario genere. All’esterno, possiamo osservare l’estrema finezza dei supporti del grosso spoiler posteriore, la sottile antenna, le griglie fotoincise che chiudono le prese d’aria e la bellissima fanaleria, sia anteriore che posteriore.

Aston_GT3_musoAston_GT3_codaNotiamo che lo spoiler anteriore e l’ala posteriore sono riprodotti in plastica con una tramatura sottile a imitazione della fibra di carbonio; non male come effetto, ma sarebbe stato più consono l’utilizzo della tampografia, come sulla già citata consolle dell’abitacolo e sui due pannelli ai lati dei finestrini, contenenti i bocchettoni del serbatoio.
Speriamo che al più presto AutoArt possa mettere in vendita anche qualche versione in livrea “corsa” di questo splendido modello, disponibile attualmente in verde metallizzato o in nero.

Aston_GT3_fondoIl fondo del modello, sempre rifinito con tramatura “carbonio”, è completamente piatto ma sono visibili parte dell’impianto di scarico e i braccetti delle sospensioni.
In conclusione, possiamo affermare che il primo contatto con i nuovi “composite models” è stato più che positivo. Il modello è splendido, ben dettagliato, solido e non fa in alcun modo rimpiangere il die-cast, anzi, in molti dettagli lo supera.

Aston_GT3_musobassoAutoArt ha probabilmente trovato il miglior modo per produrre ottimi modelli contenendo sia gli scarti di produzione (che con l’ABS dovrebbero essere bassissimi) che i prezzi di vendita. Non vediamo quindi l’ora di poter maneggiare ed osservare da vicino il secondo esemplare di questa serie, la già annunciata e tanto attesa Alfa Romeo 4C, per poter confermare il nostro giudizio.

Aston_GT3_trqbassocoda

468 ad