Piccola, brutta e CATTIVA – BMW Z3 M Coupe’ – OttoMobile 1 : 18

Nel 1995 l’attore Pierce Brosnan interpretò per la prima volta il personaggio di James Bond, nel diciasettesimo film della serie, intitolato “Goldeneye”.  I fan di James Bond, pur gradendo il nuovo volto di 007, rimasero spiazzati dal fatto che, per la prima volta, il più celebre degli agenti segreti britannici guidava una vettura che era tutto meno che inglese, visto che aveva il logo BMW sul cofano. Si trattava di una piccola spider di colore azzurro metallizzato, due posti secchi, con muso lungo, coda cortissima e abitacolo molto arretrato, che in alcuni particolari ricordava la mitica BMW 507 degli anni ’50. Era il prototipo di quella che sarebbe diventata, di lì a poco, la BMW Z3, roadster che segnò il ritorno della Casa bavarese nel segmento delle spider di grande serie.  Presentata nel 1995, la Z3 fu un immediato successo, grazie alla sua linea aggressiva, alla sua compattezza ed ai suoi motori, che andavano dal 1.8 4 cilindri al 2.2 6 cilindri. Ovviamente, come per la maggior parte delle BMW, la Motorsport ci mise lo zampino, e la Z3M, con carreggiate allagate e linea più muscolosa, era spinta da un 3.2 da oltre 340 cv. Visto il gradimento del mercato, nel 1999 venne introdotta anche la variante coupé, dotata solo di motori 6 cilindri 2.8 o 3.2 M, che sfoggiava una strana carrozzeria hatchback (quindi con portellone quasi verticale)… che però, nonostante la sua “cattiveria”, non piacque granché al pubblico, che la giudicò piuttosto sgraziata.

In 1995 the actor Pierce Brosnan played the James Bond character for the first time, in the seventeenth film in the series entitled “Goldeneye”. James Bond fans, while enjoying the new face of 007, were blown away by the fact that, for the first time, the most famous of British secret agents was driving a car that was anything but English, given that it had the BMW logo on the hood. It was a small metallic blue spider, two places, with long muzzle, very short tail and very backward cockpit, which in some details reminded of the legendary BMW 507 of the 50s. It was the prototype of what would soon become the BMW Z3, ??a roadster that marked the return of the Bavarian company in the segment of large-scale spiders. Presented in 1995, the Z3 was an immediate success, thanks to its aggressive line, its compactness and its engines, which ranged from 1.8 4 cylinders to 2.2 6 6 cylinders. Obviously, as for most BMWs, Motorsport took the lead, and the Z3M, with flooded roadways and more muscular line, was driven by a 3.2 over 340 hp. Given the popularity of the market, in 1999 the coupe variant was also introduced, equipped only with 2.8 or 3.2 M 6-cylinder engines, which sported a strange hatchback bodywork (therefore with an almost vertical tailgate) … which, however, despite her “malice”, didn’t please the public, who judged her rather ungracious.

Nonstante questo, la Z3M Coupé è stata scelta da OttoMobile che ne ha realizzato, con la consueta cura, una bella riproduzione in scala 1:18, in resina senza aperture. E bene ha fatto, visto che si tratta di un modello finora inedito: qualche anno fa la UT Models aveva proposto una Z3 coupé, ma si trattava della versione 2.8.

OttoMobile dimostra ancora una volta che i suoi modellisti ci sanno veramente fare: la linea è ottimamente riprodotta. E la verniciatura, il bel blu metallizzato Estoril Blau, è di livello superiore. Sottile, ma ben coprente e brillantissima, priva di qualsivoglia difetto. Non si apre nulla (purtroppo) ma è normale sui modelli in resina. Se solo OttoMobile si decidesse a montare le ruote sterzanti…

La vista laterale mette in evidenza la particolarità della linea di questa coupé. In effetti, si può facilmente capire perché abbia suscitato pareri contrastanti. Certo è  che la capacità di carico non doveva essere niente male (per una coupè) e sicuramente la visibilità era ottima. In ogni caso, la successiva Z4 coupé adottò una più convenzionale coda fastback, tanto per non sbagliare. Belle le ruote e fedeli i cerchioni.

Gli interni sono ben riprodotti, con il tipico bicolore adottato su queste vetture. La forma dei sedili e dei pannelli è corretta, il cruscotto è ben dettagliato e i colori sono utilizzati con cura: la verniciatura dei sedili imita bene la pelle. Niente moquette e niente cinture, ma anche questo è in linea con il prezzo e con la “tradizione” OttoMobile.

La fanaleria, sia anteriore che posteriore, è ben fatta e realistica. La griglia della presa d’aria del paraurti non è passante, ma non è grave. Notare la sottilissima antenna sul tetto, realizzata con un filo di materiale plastico. Bella, ma facile da deformare, anche perché già montata in sede dalla fabbrica: sarebbe stato meglio fornirla a parte e lasciare al cliente l’onere del montaggio.

E alla fine, anche questa volta OttoMobile ha fatto centro, con un ottimo modello caratterizzato da finiture accurate e dal solito, incredibile, rapporto qualità/prezzo. Ci piacerebbe molto vedere questo dinamico produttore francese cimentarsi anche con qualche classica vettura italiana… magari qualche Lancia coupé. Dall’Aurelia alla Flaminia, la scelta sarebbe vasta…

La vera Z3M Coupè in colore Estoril Blau

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