OTTOMOBILE VW GOLF CABRIO YOUNG 1990 – scala 1/18

Il cabriolet rischiò l’estinzione a metá degli anni Settanta del Novecento, soprattutto a causa delle normative sulla sicurezza negli Stati Uniti. Nel 1976 resisteva, per l’ultimo anno, solo la Cadillac Eldorado, mentre le ultime spider e lo stesso Maggiolino cabriolet della Volkswagen subivano una impennata di vendite. Sostituirlo con una nuova cabriolet sembrava una pazzia. La Volkswagen diede l’incarico alla Karmann di iniziare gli studi per un cabriolet sulla nuova Golf. Fu un azzardo vincente: la Golf cabriolet, presentata nel 1980 per sostituire il Maggiolone 1303 cabriolet, in soli 12 anni avrebbe superato il totale di tutte le versioni cabriolet del Maggiolino prodotte in 30 anni e quando nel 1993 venne lanciata a Francoforte la nuova generazione di Golf cabriolet, la precedente aveva totalizzato ben 388.522 esemplari.

The cabriolet risked extinction in the mid-1970s, especially because of US safety regulations. In 1976, only the Cadillac Eldorado was resisted for the last year, while the latest Spider and the same Volkswagen Beetle Cabriolet suffered a surge in sales. Replacing it with a new cabriolet looked like madness. Volkswagen commissioned Karmann to start studies for a cabriolet on the new Golf. It was a winning bet: the Golf Cabriolet, introduced in 1980 to replace the 1303 Cabriolet, would have overtaken the total of all the Beetle Cabriolet versions produced in 30 years in 12 years and when in 1993 the new generation of Golf cabriolet, the previous had totaled 388,522 specimens.

 

 

 

Sopra: il modello della Golf Young Line della Ottomobile, sotto l’auto vera a capote chiusa

Gli appassionati del Maggiolino protestarono quando la Golf sostituì il 1303 cabriolet, ma occorre dire che la nuova venuta si guadagnò grande fiducia, tanto che nel 2011 ne risultavano circolanti in Germania ancora quasi 50.000! La Golf Cabriolet, per compensare il maggiore peso di 130kg rispetto alla berlina, nacque con il solo motore 1500 da 70cv.

La Volkswagen Golf cabriolet come apparve a Ginevra nel 1979

Quando fu esposta al Salone di Ginevra del 1979 un giornalista conió il soprannome “cestino per le fragole” osservando la sua forma a vasca squadrata con il manico formato dal roll-bar. Il mantice della capote viene modificato nel 1981, in modo da sporgere meno dalla carrozzeria quando aperto. Nel 1982 il motore base diventa il 1800 a iniezione da 112 CV abbinato al cambio a cinque marce, ma per alcuni mercati resta disponibile anche il 1600 a carburatore.

La vista laterale evidenzia le buone proporzioni del modello

Nella vista frontale sono evidenti le griglie comprese nei paraurti, perfettamente rese

Dietro sono in evidenza le belle scritte del modello ed i dettagli nel paraurti

Ben realizzati il gancio di traino e le viti sul retronebbia 

Nel 1983 la Golf si rinnova diventando “Golf II” ma il cabriolet continua ad essere offerto con la carrozzeria della 1ª serie. A partire dal 1987 viene introdotto un leggero restyling con nuovi paraurti in resina, verniciata nello stesso colore della carrozzeria, raccordati fra loro grazie a codolini e minigonne sottoporta, pure essi verniciati in tinta. L’operazione rinfresca l’estetica ma rende la vettura un pó’ più massiccia. In questi anni appaiono alcune versioni speciali in tiratura limitata, come le “Quartett”, “Young Line”, “Fashion Line”, “Bel Air”, “Toscana”, “Classic Line”, “Sportline”, “Acapulco”, “Genesis” e “Etienne Aigner”.

IL MODELLO

Ottomobile ha giá riprodotto in passato la Golf cabriolet prima serie nelle varianti Sport Line e Classic Line ed ora ha scelto la variante “Young Line” che – per puntare a una clientela giovane – offriva colori sgargianti e risparmiava qualcosa adottando i cerchioni standard in acciaio invece che in lega.

Nella vista dall’alto sono si ammirano i bei sedili ed i dettagli delle cinture di sicurezza

La scritta “Young Line” sulla fiancata è quasi “vera”

Si tratta di un modello eccezionalmente ben proporzionato, come del resto ci ha abituati Ottomobile fin dall’inizio e con un elevato rapporto qualità/prezzo. Impeccabile la verniciatura, finissimi i dettagli, impressionanti per realismo gli interni. Soprattutto in questi ultimi la bravura di Ottomobile nel riprodurre i fini disegni della stoffa dei sedili sembra aver raggiunto un livello insuperabile, tenuto conto che lo stesso disegno é riportato sui fianchetti delle porte, addirittura con un leggero accenno alle grinze del tessuto reale. Va notato il cruscotto, perfettamente leggibile e la moquette “pelosa” sul pavimento, resa con un procedimento di flocage che é molto realistico.

Sopra il cruscotto del modello e, sotto, quello dell’auto vera (versione Etienne Aigner)

  

Gli interni del modello sono perfettamente realizzati. La Young Line aveva il pomello del cambio nero

Notevoli le scritte applicate e piccoli dettagli come il gancio di traino e il faretto retronebbia con due punti di argento a simulare le viti. Bello infine anche il fondo vettura che reca traccia degli organi meccanici e, in argento, della marmitta.

Trovare difetti in un modello così é difficile, ma non si possono sottacere le quattro ruote praticamente bloccate. Non sono del tutto fisse ma non girano spontaneamente facendo scorrere il modello, conferendogli un po’ l’aspetto di “soprammobile”.

Anche nella vista di 3/4 dall’alto si apprezzano le proporzioni esatte del modello Ottomobile

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