OttoMobile a profusione! Ovviamente 1 : 18

Ottomobile è sempre in fermento, e la sua produzione è quantomai ricca di nuovi soggetti. Di seguito, vi presentiamo una piccola rassegna degli ultimi modelli, già sugli scaffali dei rivenditori. Come al solito, colpisce l’estrema originalità della scelta delle vetture da riprodurre: si va dalla piccola Renault 5 “americanizzata” ad una vettura da rally anni ’90 passando per un fuoristrada antesignano dei moderni SUV. Il tutto condito con un’ottima attenzione ai particolari ed un prezzo più che ragionevole.
Ottomobile is always in turmoil, and its production is very rich in new subjects. Below, we present a small review of the latest models, already on the shelves of retailers. As usual, the extreme originality of the choice of cars to be played is striking: from the small “Americanized” Renault 5 to a 90s rally car passing through an off-road vehicle forerunner of modern SUVs. All seasoned with great attention to detail and a more than reasonable price.

Iniziamo con una Mercedes AMG, tema caro al produttore francese: si tratta di una W123, che certo non fa della discrezione il suo punto forte: per darle una connotazione sportiva e grintosa tutte le cromature sono state eliminate, sostituite da parti nere opaco (calandra compresa); le ruote montano grossi cerchi sportivi a cinque razze e sul cofano posteriore spunta uno spoiler in gomma che ricorda la contemporanea 450 SL. L’impronta dei rampanti anni ’80 è più che mai evidente.
Notare i paraurti in tinta con la carrozzeria ed il vistoso spoiler anteriore, che completa le “minigonne” laterali e lo spoiler sotto la coda. La calandra Mercedes in nero opaco è un particolare… originale.
Indubbiamente la grinta è tanta, nonostante la seriosa vernice grigio metallizzato che incanta per i riflessi oro e la precisione con cui è stesa. Molto ben fatta la fanaleria, sia anteriore che posteriore.
Ottime le proporzioni, belli i cerchi, ben fatti anche gli interni (seppur privi di cinture di sicurezza) anche se il nero opaco non fa risaltare i particolari. La stella sulla calandra è in fotoincisione: va sottolineato che nella confezione ne viene fornita una di scorta.
A seguire, una simpatica utilitaria vista pochissimo in Italia: la Renault 5 “LeCar Van”, customizzazione della più diffusa 5 “LeCar” eseguita dal carrozziere Heuliez.

Basata sulla versione speciale “Le Car”, prodotta da Renault nel 1978 per celebrare il successo del modello negli Stati Uniti, la “Van” era ispirata ai fugoni customizzati americani, dotati di allestimenti estremamente lussuosi e di impianti stereo potentissimi e caratterizzati da estetica sportiveggiante.
La Le Car Van era basata sulla versione TS, la più lussuosa della gamma ed era disponibile anche con cambio  automatico o motorizzazione Alpine, molto briosa. Esteriormente era caratterizzata dall’eliminazione dei finestrini posteriori e del lunotto, sostituiti con oblò in perspex: il portellone era in poliestere e la ruota di scorta era montata esternamente, con una custodia in vinile, sulle fiancate erano presenti adesivi colorati specifici, i paraurti erano quelli della versione Alpine.

La vettura montava cerchi in lega Amyl; il vano posteriore era stato privato del sedile e tutto era rivestito in moquette rossa di alta qualità; il dorso dei sedili anteriori era rivestito in vinile nero;  sul tetto spiccava l’antenna tipo telefono. La parte anteriore dell’abitacolo era identica a quella del modello di serie da cui derivava. Notare che Heuliez era disponile ad allestire anche una versione commerciale a fronte di un ordine minimo di 10 vetture: difatti, si videro in circolazione Le Car Van nei colori Lufthansa, Pernod…

A proposito di colori: cosa ne dite del viola metallizzato che veste questa BMW m3 E36? Molto tedesco, vero? Questo modello fa il paio con la AMG vista sopra, ma (a parte la differenza di età) qui la discrezione la fa da padrona: la potenza e la sportività della vettura, elaborata da Motorsport, sono abilmente nascoste sotto un aspetto piuttosto sobrio.

Sono spariti i vistosi spoiler della precedente M3, qui tutto è discreto, senza troppo sfoggio. Si notano soltanto i cerchioni a cinque razze, il doppio scarico e l’assetto particolare, ma l’insieme è molto più elegante.

Anche qui la verniciatura è spettacolare, così come la fanaleria e la cura delle finiture. Bellli gli interni (sempre in nero opaco, purtroppo) dove si possono notare, sul volante, le due piccole trombe in rilievo che indicano i pulsanti del clacson. Un modello che avrebbe potuto tranquillamente trovare posto nella linea GT Spirit.

Stesso discorso per questo bellissimo Nissan Patrol GR, elegante e sportivo allo stesso tempo, grazie alla sua livrea bicolore. Manco a dirlo, la verniciatura bicolore è ottima e ben definita.
Il Patrol GR  (acronimo di Grand Raid) del 1988, sigla Y60, rispetto ai Patrol precedenti era caratterizzato da un nuovo telaio e da sospensioni a ponte rigido e molle elicoidali, al posto delle tradizionali balestre. Questo garantiva ottime prestazioni in fuoristrada unite ad un buon confort su strada. In più, il GR fu il primo fuoristrada in assoluto ad avere la barra stabilizzatrice anteriore sganciabile, per una maggiore efficacia nell’off-road.


Gli interni riproducono bene il tentativo di Nissan di coniugare lusso con praticità: e questo, unito alla potenza dei motori in dotazione, che andavano da un 2800 turbodiesel 6 cilindri (il più diffuso in europa) a un 4200 benzina 6 cilindri ne fanno, insieme a pochi altri (Range Rover in primis) uno dei primi tentativi al mondo per creare quello che sarebbe poi diventato l’attuale SUV.


Rimaniamo in Giappone per una delle vetture simbolo dei rally negli anni 90: la Toyota Celica GT Four, qui nella versione Tour de Corse 1991, in livrea Fina, equipaggio Duez/Wicha. Curioso pensare che questa vettura, nella stessa identica livrea, sia stata praticamente presentata in contemporanea anche da Triple9, il che la dice lunga sulla “fantasia” di alcune proposte…


In ogni caso, la versione proposta da OttoMobile è veramente notevole, sia come riproduzione della linea che come cura dei particolari: la vernice è ottima e così anche la posa delle numerose decals. Non mancano i “ventoloni” per il raffreddamento dei freni sulle ruote anteriori, l’antenna sottilissima (confezionata a parte), le stampigliature sui pneumatici…

Notevole la riproduzione degli interni, con le cinture di sicurezza in tessuto posizionate correttamente, i sedili racing, la ruota di scorta, i serbatoio di sicurezza e il roll-bar; un insieme molto ben dettagliato.
Sicuramente anche questo modello avrebbe meritato il marchio GT Spirit, vista l’ottima realizzazione. In conclusione, ancora una volta ci sentiamo in dovere di fare i complimenti a OttoMobile, sia per le scelte effettuate che per la cura posta nel realizzare i modelli e soprattutto per il fatto di continuare a mantenere un rapporto qualità/prezzo finora imbattibile unito ad una dinamicità eccezionale nelle proposte. Attendiamo con ansia i prossimi modelli!

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