Novita’ OttoMobile 1 : 18

Ecco una bella selezione di novità OttoMobile, che anche questa volta riesce a presentarci una serie di soggetti molto originali: a partire da una delle sportive giapponesi più famose al mondo, la Toyota Celica, passando per una grande berlina ad alte prestazioni (per l’epoca) come la Volvo 740 turbo, per arrivare ad un’ utilitaria tanto simpatica quanto rara sulle nostre strade, la Renault 10. Non si può certo dire che lo staff della Casa francese sia composto da persone senza fantasia…

Here is a nice selection of OttoMobile news, which this time manages to present a series of very original subjects: starting from one of the most famous Japanese sport car in the world, the Toyota Celica, passing through a big high performance sedan (for his era) like the Volvo 740 turbo, to get to a very nice and rare utilitarian on our roads, the Renault 10. It certainly can not be said that the staff of the French House is composed of people without imagination …

E iniziamo proprio dalla bella Toyota Celica, riprodotta nella sua versione più performante, la GT Four RC (acronimo di Rally Car), nota da noi anche come Turbo 4WD, ovvero la vettura specificatamente studiata per partecipare al Mondiale Rally. La vettura era decisamente competitiva e vinse ben 3 Campionati del Mondo Piloti (1992, Sainz – 1993, Kankkunen – 1994, Auriol) e due campionati del Mondo Costruttori (1993 e 1994).

La linea è molto ben riprodotta e l’assemblaggio assai accurato. La verniciatura è splendida. Notiamo anche l’uso di griglie fotoincise sulla presa d’aria dello scudo anteriore e sullo sfiato del cofano, abbastanza inusuali sui modelli della OttoMobile. Molto ben fatto. Le targhette identificative della vettura sono realizzate con fotoincisioni adesive. Belli gli interni, anche se privi di cinture di sicurezza. Peccato.

Viene da pensare che questo modello avrebbe meritato un posto tra le “cugine” della serie GT Spirit, visto che è ben fatto, riproduce una bella vettura granturismo dalla fama meritata e performante anche su strada, visti i 208 cv del suo motore due litri turbo, capaci di spingerla a 230 km/h. Ma, visto il suo prezzo di vendita altamente competitivo, non possiamo sicuramente lamentarci.

E visto che si parlava di motori 2 litri con turbocompressore, ecco che fa capolino una vera icona degli anni ’80, la Volvo 740 Turbo. Certo i cavalli sono un po’ meno (158) e le prestazioni, pur elevate (per l’epoca), oggi vengono abbondantemente superate da una qualsiasi utilitaria “sportiva”,  ma la Volvo è la Volvo.

Alzi la mano chi non se la ricorda: impossibile che passasse inosservata, viste le sue dimensioni e soprattutto vista la sua linea tutta spigoli, con parabrezza e cofano anteriore inclinati e lunotto verticale, che spiccava su un cofano posteriore a parallelepipedo. Ai tempi si diceva che era stata disegnata con l’accetta, ma indubbiamente la sua linea (oltre ad ispirare parecchie vetture americane) contribuì non poco a svecchiare l’estetica delle compassate, affidabili e sicurissime vetture svedesi.

Non che la 740 non fosse sicura, ovviamente, ma certo aveva un bel po’ di pepe in più rispetto alle sue sorelle. Il modello è molto ben fatto e ben verniciato: notare le “terze luci” sulla fiancata, oscurate come nell’auto vera. Bella la fanaleria, ed un tocco di classe è rappresentato dai paraspruzzi marchiati Volvo… Anche su questo modello è presente una fotoincisione, che riproduce il logo sulla calandra: nella confezione del modello ne potete trovare una di ricambio, casomai quella montata andasse perduta o si danneggiasse in qualche modo.

Anche gli interni sono squadrati, in perfetta sintonia con gli spigoli esterni: sono comunque ben riprodotti, anche se come al solito le cinture di sicurezza sono state omesse. Nel complesso, comunque, il lavoro fatto da OttoMobile è decisamente buono. Gli appassionati di grosse berline sono serviti!

E per finire, dopo una sportiva ed una berlina accomunate dal motore turbocompresso, ecco una vettura lontana anni luce dal concetto di sportività, anche se anche lei dal punto di vista degli spigoli non scherza… La Renault 10 versione 1969, quindi già interessata dal leggero restyling operato sulla vettura l’anno precedente.

Il modello è decisamente simpatico, ed è curioso notare come, in un mercato affollato di supercar e di doppioni, OttoMobile riesca ancora a “perdere tempo” dedicandosi a vetture pressoché scomparse sia dalle strade che dai garage dei collezionisti, ma mai dimenticate dalla gente comune. E riesce anche a farle bene; notiamo infatti la cura posta nel riprodurre la cromatura laterale, i fari, le cornici dei finestrini, la fanaleria. Solo i tergicristalli sembrano dotati di un braccio un po’ troppo lungo, ma non disturbano più di tanto.
Indubbiamente questa macchina bella non è, trattandosi in definitiva di una R8 con coda e muso allungati (pure troppo), ma ha il fascino delle auto “brutte ma belle”, tutte sostanza e con poco spazio al lusso. Il suo motore da 1108 cc con appena 46 cv al giorno d’oggi fa sorridere, ma alla sua epoca la classificava nelle vetture di classe media. Anche qui troviamo il fregio anteriore riprodotto in fotoincisione e di conseguenza nella confezione ne troviamo uno di riserva!

Gli interni sono ben fatti, il colore nero richiama assai bene quello della finta pelle, il volante ha la tipica corona molto sottile. Mancano anche in questo caso le cinture di sicurezza, in quegli anni già di serie sulle vetture francesi (fisse, senza avvolgitore). Troviamo però gli attacchi tra i sedili e i sul montante del tetto, ma… manca la fascia in tessuto!

E con questa serie di spigoli netti, grintose ed armoniose curve e nuovamente spigoli dal sapore retrò, chiudiamo questa breve rassegna… non prima però di aver augurato buon lavoro ai ragazzi di OttoMobile!

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