Novita’ da Tecnomodel Mythos in scala 1 : 18

Da Tecnomodel è arrivata una bella serie di novità in scala 1:18; come di consueto, i modelli sono realizzati in resina, senza parti apribili, e sono prodotti in serie numerata limitatissima. Tra questi, molto interessante é la riproduzione della Lancia Aurelia  B20 GT che ha partecipato alla Carrera Panamericana del 1952, condotta da Umberto Maglioli e Franco Bornigia. L’Aurelia GT versione 1952 (detta II serie) era praticamente un prototipo, che riprendeva solo a grandi linee l’estetica della vettura di serie.

From Tecnomodel has arrived a nice series of novelty in 1/18 scale; as usual, the models are resin-made, without openable parts, and are produced in a very limited numbered series. Among these, very interesting is the reproduction of the Lancia Aurelia B20 GT which participated in the 1952 Carrera Panamericana, conducted by Umberto Maglioli and Franco Bornigia. The Aurelia GT version 1952 (called series II) was practically a prototype, which resumed only in outline the aesthetics of the standard car.

Prodotta in 7 esemplari, la carrozzeria era stata ampiamente rivisitata dalla Carrozzeria Motto di Torino che, oltre ad aver eliminato paraurti, rivestimenti interni, imbottiture ed antirombo, aveva provveduto ad abbassare il tetto tagliando e raccordando i montanti di parabrezza e lunotto e soprattutto aveva sostituito tutti i pannelli d’acciaio della carrozzeria con altri in alluminio, abbassando anche la linea della fiancata.

Aveva inoltre eliminato il baule posteriore, per far spazio al serbatoio maggiorato della benzina e sostituito con il plexiglass i cristalli laterali (divenuti scorrevoli) ed il lunotto. Il motore sviluppava 106 cv a 5500 giri/minuto, e nell’elaborazione ci aveva messo lo zampino anche l’Abarth… Nel caso di questa vettura, il motore era stato ulteriormente elaborato con l’adozione di un compressore Roots che portava la potenza a ben 150 cv, praticamente il doppio di quanto sviluppasse il V6 “stretto” di serie. La velocità massima era di circa 215 km/h. Un modello imperdibile per i  numerosi appassionati della Marca di Chivasso.

Altra bella novità è la Ferrari 500 TRC che ha corso la 24 ore di Le Mans nel 1957 con Fernand Tavano e Jacques Péron. La vettura non riuscì a terminare la gara per un guasto al motore, ma è sicuramente interessante per la sua bella e particolare livrea, blu Francia con bande rosse.
La 500 TRC (Testa Rossa, motore 4 cilindri 2 litri)  versione 1957 era stata aggiornata per rispettare le  prescrizioni dell’annesso C del codice Sportivo Internazionale che entrarono in vigore all’inizio del 1957, da cui la C nella sigla. La linea era stata rivista da Scaglietti , che l’aveva resa più bassa, filante e moderna rispetto al modello precedente.

La vettura venne sempre utilizzata in gara dai clienti: pur non ottenendo mai grandi vittorie assolute, proprio nel 1957 si piazzò prima di classe a Le Mans con la vettura di Bianchi /Berger. Nel nostro modello spicca l’ottima verniciatura e l’abbondante utilizzo di fotoincisioni, dalla griglia alla cornice del parabrezza, fino ad arrivare alle belle ruote a raggi.
E per chi apprezza di più le vetture “moderne”, ecco una chicca: la DeTomaso Pantera nella versione GT5-S 1982, quella “supervitaminizzata”, in una interessante gamma di colori tra i quali abbiamo scelto l’azzurro metallizzato con bande blu, appariscente quanto basta!

La Pantera è una della supercar più longeve della storia: nata nel 1970, commercializzata nel 1971, venne prodotta ininterrottamente fino al 1999 pur tra varie difficoltà, prima fra tutte l’abbandono del progetto da parte della Ford (nel 1974) che era stata fino a quel momento il partner principale di De Tomaso, sia con la fornitura dei motori sia con la concessione della sua rete di vendita negli USA, cosa che limitó molto sia la produzione che la vendita del modello.
Il motore rimase comunque sempre di produzione Ford, prima con il mod. Cleveland 351 V8 e poi, esauritene le scorte, dal 1984 con il Windsor 351, sempre V8. La versione GT5, che derivava dalla GTS del 1971, era forte di 350 cv contro i 330 della versione standard.


Certo é che alettoni, minigonne e parafanghi esagerati non giovarono un granché sia alla discrezione sia alla linea disegnata da Tom Tjaarda, ma contribuirono a rinvedire un poco l’immagine della vettura, fino alla seconda serie (detta Pantera Si) rivista nell’estetica da Marcello Gandini e prodotta dal 1990 al 1999.
Le novità di Tecnomodel non sono finite qui: presto on-line troverete le recensioni di altri interessanti modelli. I fan del Biscione e del Cavallino sono avvisati!

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