NEO Fiat 1900B Granluce scala 1:43

La piu’ americana delle italiane.

Quando nacque la Fiat 1400, una delle prime auto italiane di nuova progettazione del dopoguerra e la prima Fiat a scocca portante, si stava vivendo nel pieno del mito dell’America e delle sue innovazioni. Prime fra tutte le auto con carrozzeria “ponton”, come le Kaiser-Frazer, cui in qualche modo la 1400 si ispirava, sia pure in scala europea. Accanto alla 1400 nasceva, due anni dopo, la 1900: sulla stessa carrozzeria c’era un motore più potente (60 cv invece di 44), cambio a 5 marce con giunto idraulico, sedili e finiture più accurate e calandra più cromata, oltre a fregi e listelli cromati in più.

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La Fiat 1900B Granluce della NEO, in 1:43 e, sotto, l’originale in una foto d’epoca

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Insieme alla 1900 veniva lanciato il modello «Granluce», un hardtop a due porte di chiara ispirazione americana e con un padiglione molto luminoso, disegnata in Fiat con un occhio agli USA e realizzata nel reparto “Carrozzerie Speciali” del Lingotto.

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La Fiat 1900 A Granluce del 1954

1900A e 1900B

Da sinistra la Fiat 1900 B Granluce 1956 della Neo e la 1900 A Granluce 1952 della metro.mo.it

 

Fiat 1900 Granluce interni

Immagine da catalogo che mostra la sontuosità degli interni

La 1900B Granluce della NEO a confronto con la Granluce 1952 della  Metro.mo.it

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Anche vista di coda la Granluce mantiene un aspetto da auto americana…

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Il fissaggio sulla basetta con molle e viti a vista potrebbe essere migliorato

Un primo restyling arrivò nel 1954, quando alla 1400 e alla 1900 vennero aggiunte delle piccole pinne e una sigla “A” dopo il numero che le identificava. Alla Granluce venne modificato il lunotto, che divenne panoramico e avvolgente. Il meglio di tutto doveva arrivare nel 1956, con un secondo restyling, che alla Granluce, grazie anche al taglio bicolore della carrozzeria, faceva assumere un aspetto imponente e molto americano, specialmente negli abbinamenti delle tinte. Chiaramente era un auto per pochi e non erano molte quelle che si veedevano in giro.

NEO Fiat 1900B Granluce (6)Il modello NEO è appagante alla vista sotto ogni angolazione

Chi vi scrive ne ricorda una rossa e nera, appartenente a un professionista che la lasciava parcheggiata di fronte alla propria  casa. Era stupenda e affascinante. Non si poteva non notarla.

Come non si può fare a meno di notare la bella miniatura in scala 1:43 che la NEO ha presentato a Norimberga e che arriva nei negozi solo adesso. Un modello stupendo che la verniciatura bicolore rende assai attraente, anche se in qualche punto la tinta presenta piccole sbavature.

NEO Fiat 1900B Granluce (12)da questo punto di vista si nota il lunotto panoramico, forse un po’ troppo grande

Se vogliamo, qualche difetto c’é, come il lunotto un po’ troppo grande che otticamente falsa un po’ la vista laterale creando l’effetto di un volume di coda un po’ corto quale in effetti non é. E poi c’é la targa: Milano 45110 sicuramente non è una targa del 1957 come recita l’etichetta del modello, bensì addirittura di una targa d’anteguerra, quando le macchine che circolavano nella provincia di Milano non erano molte.

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Anche il fondino non entusiasma. E’ assolutamente piatto e privo di qualsivoglia tentativo di riprodurre la meccanica. C’é appena il pezzo terminale della marmitta applicato.

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Il resto però è ampiamente appagante: gli interni, anche se si vedono poco, sono ben fatti, i dettagli bene applicati e perfino le scritte Granluce e il piccolo stemma «Fiat Carrozzerie Speciali» è perfettamente riprodotto. Si tratta – fra l’altro – di una correzione dell’errore fatto sul modello prototipo presentato a Norimberga, dove c’era una scritta “Vetture Speciali” al posto di “Granluce” come in realtà.

NEO Fiat 1900B Granluce (9)Ben realizzati i dettagli della lucciola e scritte e marchi speciali

La calandra è massiccia come sull’originale e il senso della profondità è ben realizzato con vernice nera sul fondo della grigliature. Un modello che, francamente, mancava e che farà piacere ai collezionisti di miniature Fiat, che per la 1900B Granluce avevano dovuto finora accontentarsi di uno speciale della King, prodotto quasi trent’anni fa con le tecniche appassionate di allora, meno precise di quelle di oggi.

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Ancora una vista del modello NEO e, sotto, una foto dal catalogo originale del 1956

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