NEO BUICK Y-JOB Concept car 1938

La Y-Job del 1938 è considerata l’antesignana di tutte le concept car costruite da quel momento. Fu prodotta dalla Buick sotto la direzione di Harley J.Earl, il disegnatore che rinnovò l’arte del design in General Motors.

The Y-Job in 1938 is considered the forerunner of all the concept car built by that time. It was produced by Buick under the direction of Harley J.Earl, the designer who revived the art of design at General Motors.

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Vista di 3/4 della Buick Y-Job 1938 della NEO, in scala 1:43

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Immagine della vettura, oggi conservata al Design Center della General Motors

Non si chiamò X-Job perché a quell’epoca tutte le auto sperimentali avevano come lettera distintiva la X e questa doveva distinguersi. Non era un’auto sperimentale, ma un concetto di stile di cose a venire, con idee ancora poco diffuse nel mondo delle auto di fine anni Trenta: ad esempio i paraurti avvolgenti, i fanali a scomparsa, i finestrini elettrici e la griglia che precorreva quella delle Buick di una dozzina d’anni dopo…

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La linea della Buick NEO è ottima, come dimostra il confronto con l’auto vera. Si nota solo il taglio delle porte e del copriruota posteriore, difficile da rendere in perfetta scala 1:43 !!!

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Il frontale con i coprifari è una delle parti più moderne, per una vettura del 1938.

NEO Buick Y-job 1938 (5)La coda del modello è, a nostro parere, particolarmente riuscita.

Fu usata come auto personale da Earl per qualche anno, poi riapparve restaurata al Museo Henry Ford, da cui, nel 1993, fu tolta per tornare al Centro Design della General Motors. Di questa vettura abbiamo avuto un modello in scala grande, dovuto alla scomparsa Anson e oggi piuttosto introvabile, ma NEO ha colmato la lacuna nelle nostre collezioni in 1:43.

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L’interno è fedele al vero. Si noti il diametro enorme del volante, che arriva alle ginocchia del conducente

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Difficile pensare a una collezione d’auto americane senza la capostipite di tutta una serie di concept car che da allora ha fatto sognare gli appassionati d’auto d’Oltreoceano e anche quelli da questa parte: spesso alcune delle concept più prestigiose hanno fatto il giro dei Saloni europei, profittando del fatto che molte volte erano costruite in Italia…

Non così la Y-Job, purosangue americano che – anche volendo – difficilmente sarebbe stata apprezzata in una Europa che stava scivolando verso la guerra.

NEO Buick Y-job 1938 (2)La splendida vista posteriore, che mostra una coda “boat tail”, con il caratteristico paraurti avvolgente ed i grossi fanali

Il modellino della NEO si distingue per la finezza delle cromature che contraddistinguevano le fiancate dei parafanghi dell’auto vera.

Presenta un ottimo colpo d’occhio con un rendering perfetto in particolare della coda, in cui spiccano due enormi (per l’epoca) fanali posteriori. Davanti si apprezza il senso di profondità della mascherina e la presenza del particolare stemma della vettura, oltre al piccolo marchio in punta al cofano che sembra un mirino di fucile (o gunsight, come lo chiamano gli americani). Ben proporzionati gli interni e ben fatte la plancia ed il volante, un po’ massiccia solo la leva del cambio a destra del piantone dello sterzo.

NEO Buick Y-job 1938 (3)Le proporzioni del modello NEO sono ben riuscite.

Complessivamente promossa a pieni voti, anche in rapporto al ragionevole prezzo d’acquisto rispetto alla qualità delle finiture e della verniciatura.

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