MUSEO DI AUTO E OROLOGI a SCHRAMBERG

Con grande lungimiranza, fortuna e senz’altro una buona dose di denaro, Martin Sauter cominciò fin dagli anni Settanta a salvaguardare un patrimonio di veicoli, scooter e motociclette che raccontavano la storia della Germania nei bui anni quaranta e in quelli del miracolo economico.

Victoria Swing KR21 197cc 1955

Victoria Swing KR21 197 cc del 1955

Opel Olympia Gassogeno (2)

Opel Olympia 1936 convertita con generatore a Gasogeno

VW Standard Käfer

L’immancabile Maggiolino: un raro modello standard del 1947

La collezione di Sauter era già visitabile negli anni Ottanta, ma quando raggiunse i 220 pezzi trovò nuovo spazio nella parte antica della fabbrica di orologi Junghans di Schramberg, appena una quindicina di chilometri da Rottweil, nel Baden-Württemberg, non lontano da Stoccarda.

Triumph Tessy Luxus 122cc 1956

Un curioso scooter Triumph Tessy Luxus 122 cc del 1956

Colpisce la grandezza dell’edificio, a cinque piani, l’ultimo dei quali è dedicato al museo di orologi della fabbrica ospitante. Ma gli altri quattro hanno una irresistibile collezione per tutti gli appassionati, delle due e delle quattro ruote. E anche delle tre, siano esse di un sidecar o di una microvettura. Il tutto accompagnato da manichini con vestiti d’epoca, pezzi di bagaglio, ricordi di un tempo passato: negozi, oggetti e quant’altro.

Lloyd LP 300 1952

La Lloyd LP250 1952 con scocca in legno rivestita di finta pelle (!)

La solita baraonda cui ormai ci hanno abituato molti musei tedeschi, che si apprezzano proprio perché “vivi”.

Naturalmente la fanno da padrone le auto tedesche dell’ovest come dell’est, con appena qualche eccezione, ma sono per noi sorprendenti le vetturette con le quali si cercava di sopperire alla mancanza di denaro per acquistare auto “vere”: le Isetta, le Messerschmitt, le Fuldamobil e le Goggomobil sono presenti in gran numero, ma vi sono anche microvetture meno conosciute, come le Maico, figlie della stessa fabbrica che produceva moto.

Maico 500 1958

Maico MC500 del 1958, una delle ultime prodotte.

Fuldamobil N (1)

Una delle prime Fuldamobil accanto a un modello S3 del 1955

Goggo 20TA55 197cc 1954

Uno scooter Goggo 20TA55 con cilindrata di 197 cc, del 1954

Per noi italiani destava curiosità una strana Topolino 500C Belvedere. La stranezza è che, a differenza delle Topolino Belvedere metalliche di produzione italiana, questa, che era prodotta dalla NSU-Fiat di Heilbronn, in Germania, mancava delle nervature di colore contrastante sulle  fiancate e sulla porta posteriore: evidente che gli stampi derivassero dalle fiancate del furgoncino piuttosto che dalla Belvedere italiana.

NSU Fiat 500 Belvedere (1)

La NSU-Fiat 500C Belvedere del 1952, con le fiancate lisce e monocolore

NSU Konsul II 498cc 1953

Motosidecar NSU Konsul II del 1953, moto di 493 cc

A proposito di NSU, la presenza di moto di questa marca era notevole, ma va ricordato che era il maggior produttore di veicoli a due ruote d’Europa, negli anni Cinquanta.

Chevrolet Fleetmaster 1946

Chevrolet Fleetmaster del 1946

La visita, cominciata al quinto piano, ci riporta a terra, dove una Borgward Isabella coupé nello stesso colore del modellino della Dinky Toys francese, ci accompagna ad una mostra temporanea dedicata a tutti i tipi di autopiste in miniatura. Da quelle in latta con macchinine a molla alle prime piste elettriche, fino alle slot-car, anche qui con una predilezione per i marchi di casa: Faller (1/66) e Carrera (1/32) in primis.

Borgward Isabella coupé (1)

Borgward Isabella TS coupé 1958

Lionel Rail-Racer 1912 replica 1991 200 pezzi

Replica della pista Lionel, USA, 1912, realizzata in tiratura limitatissima nel 1991

Quanti di voi sapevano che la prima autopista risale addirittura al 1912? La costruì l’americana Lionel, già apprezzata per i trenini. Era in latta e con due vetture anonime ma abbastanza ispirate alle sportive Mercer del tempo. Oggi è rarissima, com’é rara la replica che la stessa Lionel ha voluto fare nel 1991, in soli 300 pezzi, esposta a Schramberg.

Märklin Autobahn 1934 (1)

Sopra e sotto la pista Märklin del 1933

Märklin Autobahn 1934

LR Roussy Autoroute 1936

Pista LR Roussy Autoroute, Francia, 1936

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Sopra e sotto: autopista in latta della TCO con veicoli a molla in scala 1/45 circa

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TCO KdF

La KdF-Wagen della TCo nella versione d’anteguerra è molto rara

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Sopra e sotto: due modelli TCO per pista elettrica: autocarro a 3 assi e Limousine

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TCO Autobahn dopoguerra (1)

Scatola TCO del dopoguerra (Made in US Zone of Germany)

TCO Autobahn dopoguerra

All’interno si nota la Volkswagen nella livrea bicolore tipica del dopoguerra

Altra pista piuttosto famosa, ma altrettanto rara perché molto costosa, fu quella della Märklin del 1933 e quella della francese Roussy del 1936, nella quale le auto non erano vincolate alla strada e potevano procedere anche ognuna in senso inverso all’altra: la protezione dagli scontri stava nel paraurti elastico a V che deviava gli impatti. Non ebbe successo per via del prezzo e le rimanenze si trovavano ancora nei negozi negli anni Cinquanta. Più economiche erano le piste di latta della TCO, sia a molla che elettriche. Furono prodotte a lungo nel dopoguerra, le ultima alla fine degli anni Sessanta.

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Sopra: la scatola dell’autopista BUB, simile alle TCO. Sotto la “Bubmobile” che ci correva sopra

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Schuco Varianto gift-set

Scatola Schuco Varianto con incrocio semaforizzato e tre veicoli a molla.

Triang Minic pista

Pista di tipo stradale Triang-Minic in 1/66 con auto Jaguar e Rolls Royce

Anche la Schuco aveva la sua pista, la Varianto, dove auto a molla o a pile viaggiavano seguendo un tracciato fatto con dei fili d’acciaio flessibile. Relativamente alle vere e proprie piste elettriche l’assortimento era notevole: si andava dalle classiche slot-car in scala 1/32, quali Revell, Carrera e Fleischmann, alle piste cosiddette in scala H0, ma in realtà in scala 1/66: le piste Faller hanno fatto da padrone ma anche le Minic Triang inglesi ebbero il loro quarto d’ora di gloria. Curiosa la pista Wiad di produzione tedesca. Questa era effettivamente in scala H0 (1/87) e utilizzava modellini Wiking con  motorizzazioni in miniatura, ma ebbe scarsa diffusione.

 TCO pista con autocarro MAN

Una delle ultime piste in latta di produzione TCO, con autocarro MAN, scala 1/50 circa

Revell Ferrari GTO

Tipica slot-car degli anni ’60: una Ferrari GTO della Revell, scala 1/32

Faller AMS autopiste

Molto amate in Germania erano le piste elettriche Faller in 1/66 che occupavano poco spazio

Fleischmann Mercedes 230SL 1-32 (1)

Anche la Fleischmann, oltre ai trenini, produsse delle slot-car in 1/32: qui una Mercedes Benz 230SL

Carrera piste slot car

Sopra e sotto: piste Carrera in 1/32 con i loro magnifici accessori

Carrera piste elettriche

Carrera Porsche Carrera 6

Scena ai box Carrera con piloti e meccanici in miniatura

Carrera pista non slot

Pista Carrera per il funzionamento senza slot-car, con vetture che si potevano sorpassare

Wiad Autostrassen

Wiad Wiking Mercedes 220SE

 rara confezione Wiad e modellino per la medesima autopista, con carrozzeria Wiking

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