MUSEO DEL GIOCATTOLO DI BUCAREST

Foto e testo di Fabrizio Panico

Durante un breve soggiorno a Bucarest ho avuto la fortuna di scoprire che la locale Associazione del Museo del Giocattolo ha organizzato una mostra presso il Museo di Storia Nazionale della Romania. Sono presenti circa 500 giocattoli locali e stranieri dagli anni ’30 agli anni ’80, solo una parte dei tanti giocattoli “vintage” acquistati e raccolti dall’Associazione “Muzeul Jucariilor” durante un periodo di 40 anni. Un universo quasi sconosciuto ai nostri occhi occidentali : le bambole Barbie rumene, figurine di gomma e animali, personaggi dei cartoni animati, giochi da tavolo, aerei, treni, così come auto giocattolo, trattori e moto. Negli anni ’30 la maggior parte dei giocattoli fu importato da paesi stranieri, come la Germania o la Francia, sostituiti dopo la seconda guerra mondiale da URSS e Cina. Ma i più interessanti erano i giocattoli realizzati in Romania. Viene inoltre mostrata una serie di riproduzioni fotografiche di bambini e dei loro giocattoli dalla collezione dell’Associazione del Museo del Giocattolo. La mostra, inaugurata a maggio, è il risultato di una partnership con l’Associazione del Museo del Giocattolo, in occasione della prossima Giornata Internazionale dell’Infanzia. Dovrebbe essere aperta fino al 1° luglio 2020 e può essere visitata dal mercoledì alla domenica, tra le 10:00 e le 18:00. Si consiglia vivamente di visitare il loro sito web, particolarmente ricco di automobili giocattolo : (http://muzeuljucariilor.ro/muzeu/jucarii-romanesti/nggallery/jucarii-romanesti/automobile-jucarii-romanesti).

During a brief stay in Bucharest I was lucky enough to find out that the local Toy Museum Association organized an exhibition at the National History Museum of Romania. There are around 500 local and foreign toys from the 1930s to the 1980s, only a part of the many “vintage” toys purchased and collected by the “Muzeul Jucariilor” Association over a period of 40 years. An almost unknown universe to our Western eyes: the Romanian Barbie dolls, rubber and animal figurines, cartoon characters, board games, planes, trains, as well as toy cars, tractors and motorcycles. In the 1930s most toys were imported from foreign countries, such as Germany or France, replaced after the Second World War by the USSR and China. But the most interesting were the toys made in Romania. A series of photographic reproductions of children and their toys is also shown from the collection of the Toy Museum Association. The exhibition, inaugurated in May, is the result of a partnership with the Toy Museum Association, on the occasion of the next International Childhood Day. It should be open until 1 July 2020 and can be visited from Wednesday to Sunday, between 10:00 and 18:00. We strongly recommend that you visit their website, particularly rich in toy cars: (http://muzeuljucariilor.ro/muzeu/jucarii-romanesti/nggallery/jucarii-romanesti/automobile-jucarii-romanesti).

 

Nel museo sono raccolti pezzi di grande interesse e di ogni genere, dalle bambole ai libri e articoli per la scuola, ma soprattutto giocattoli e modelli d’auto, raggruppati fra quelli nazionali e quelli stranieri. Si scoprono così pezzi di un grande interesse per gli appassionati, e alcuni di questi giocattoli, pur nella qualità non elevata di molti prodotti dell’Est europeo sotto i governi comunisti, hanno comunque il pregio di essere esteticamente ben realizzati.

La MAP di Oradea, ad esempio, ha prodotto questa grossa Aro 244, fuoristrada romeno

Due Dacia 1300, pure della MAP, una delle quali dotata di telecomando

Sopra e sotto due viste delle sale e delle vetrine del Museo

Un curioso gioco da tavolo ispirato al Monopoli occidentale

Nella vetrina qui sopra vi sono parecchi modellini di produzione locale. In particolare sono identificabili le tre Dacia 1100 (Renault 8 prodotte in Romania) disposte quasi al centro della foto. Sono state prodotte dalla Metaloglobus di Bucarest e sono in plastica nonostante il nome del produttore faccia pensare al metallo. Chiaramente sono presenti in gran numero anche giocattoli stranieri, soprattutto provenienti dal Blocco orientale e dalla Cina.

Auto a pedali tipo Moskvitch 408 in versione Milizia

Sul ripiano in alto tre cisterne: un Pegaso della Mira, un autocarro della MSB prodotto in Germania Est e un articolato di latta, di produzione cinese MF, come pure i due modelli nel ripiano inferiore.

Due modelli di produzione sconosciuta. L’auto potrebbe essere russa o bulgara

Autocarro ribaltabile Gaz di grandi dimensioni, di produzione russa

Wartburg 353 Polizei teleguidata, produzione Germania Est, marca Anker, 1:18 circa

Due curiosi Maggiolini di plastica con ruote esterne ai parafanghi

Due giocattoli cinesi della ME: berlina Hongqi e cabriolet Shanghai

Grossa Skoda 1102 Popular della Smer, azienda cecoslovacca, in bakelite con motore a molla

In questa vetrina sono raggruppati giocattoli di varie provenienze, tra i quali anche dal Giappone. Molto bello l’autocarro russo Zil 130 con gru visibile in alto a destra.

Vetrina con diversi giocattoli occidentali, fra cui il Maggiolino della JNF, due Schuco (in primo piano e in fondo), una Lehman della serie Gnom riproducente una Chrysler Airflow (arancione), una grossa auto da corsa non identificabile e un modello molto interessante compreso fra questa e il Maggiolino. A prima vista sembra un’auto aerodinamica di produzione Schuco. In realtà si tratta di un modello di produzione locale (sebbene ispirato al Schuco). Fu realizzato dalla A.M.T. (Ambalajul Metalic Timisoara).

Vetrinette con modelli pressofusi di produzione recente, in scala 1:18 e 1:24

Simpatica copertina di abbecedario con personaggi internazionali su una specie di tram

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