MINIMINIERA – Alfa Romeo Giulietta Sprint, 1/18

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Un modello che mancava e che è perfetto per affiancarsi alla Giulietta Spider di AutoArt, tanto la sua linea è riuscita e non perde nel confronto.

La filosofia costruttiva è però differente e il modello della Alfa Romeo Giulietta Sprint ha lo stile robusto e pratico dei giocattoli d’una volta, a cominciare dal packaging.

Finalmente una scatola di cartone che non è grande come una gabbia per criceti, e soprattutto, nessuna fastidiosissima vite da svitare per togliere il modello dall’imballo (e da dover faticosamente “centrare” per rimettercelo). All’interno della scatola una doppia bolla di plastica trattiene efficacemente il modello e consente di estrarlo per vederlo da vicino senza la minima fatica. Era ora!

Miniminiera box

Il modello è ben realizzato e la linea tondeggiante della vettura reale è stata colta perfettamente. La griglia trilobata caratteristica delle Alfa Romeo dell’epoca è cromata ma un passaggio di vernice nera negli interstizi le dona la giusta profondità.

La Miniminiera Giulietta sprint (2)

La vernice della carrozzeria (per ora disponibile in bluette o bianca) è uniforme e brillante e risaltano i particolari riportati come le scritte, le moulure cromate e le classiche frecce laterali imposte dal codice della strada italiano, ancora non diffuse sulle auto straniere dell’epoca. Peraltro quelle della Giulietta Sprint non erano semplici bottoni rotondi e la loro forma trapezoidale è stata rispettata.

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Anteriormente i grandi fanali rotondi presentano le rigature esatte e sono sufficientemente ben realizzati da non mostrare il piolino di fissaggio. Il cofano anteriore si apre controvento come sull’auto vera e presenta, al di sotto, la riproduzione di un pannello fonoassorbente e le targhette identificative Alfa Romeo come sull’auto vera. Non manca l’astina ferma cofano.

La Miniminiera Giulietta sprint

La Miniminiera Giulietta sprint (8)

Il motore, i filtri e i tubi convogliatori d’aria sono tutti presenti, così come i cavi delle candele. Non c’è molto di più, ma 50 anni fa non esistevano tutte quelle centraline elettroniche e sensori e misuratori che intasano i cofani delle auto odierne.

La Miniminiera Giulietta sprint (5)

Il coperchio del bagagliaio si apre su due cardini, restando perfettamente aperto anche senza bisogno dell’astina di sostegno che pure è presente come nella realtà. Al suo interno la ruota di scorta occupa la parte sinistra del vano, mentre a destra vi è la batteria e al centro, vicino all’apertura, vi è il tappo del serbatoio. L’Alfa Romeo lo poneva nel bagagliaio fin dai tempi delle 1900, nonostante che – a bagagliaio pieno – qualche goccia finisse con imbrattare le valige oppure per volatilizzarsi in questo piccolo ambiente e dando al bagaglio un profumo di benzina non molto gradito neppure agli Alfisti più puri.

La Miniminiera Giulietta sprint (7)

Le porte, che hanno i finestrini abbassati per facilitare l’apertura si aprono su dei cardini nascosti e mostrano un interno in due delicati toni di colore, con dei tappetini che vorrebbero ricordare i classici tappetini di gomma che gli italiani compravano per proteggere il misero rivestimento nero con cui le Case automobilistiche rivestivano il pianale. Altro che moquette.

La Miniminiera Giulietta sprint (6)

Sul pavimento si scorgono i pedali, incernierati in basso come al vero, e la leva del cambio. Il cruscotto, con palpebra antiriflettente nera opaca, mostra gli strumenti e lo specchietto retrovisivo che non pendeva dal soffitto ma era applicato sopra il cruscotto, là dove oggi vedremmo il navigatore. Il volante è realizzato in plastica bicolore bianca e nera, proprio come l’originale, ed è fornito dell’avvisatore acustico ad anello cromato.

Molto belle le ruote, con i classici fori Alfa che non erano né tondi né ovali e di colore giusto. Gli pneumatici sembrano veri. Vista da sotto la vettura mostra il pianale scatolato, con motore e avantreno bene in vista, scarichi cromati realizzati separatamente e un perfetto ponte posteriore con albero di trasmissione che… udite! Ruota mentre le ruote girano, dando un tocco in più a tutto il modello.

La Miniminiera Giulietta sprint (4)

Un ultima curiosità riguarda le targhe: la Giulietta bianca è immatricolata in Svizzera in quanto riproduce l’auto di un collezionista svizzero, quella blu ha la targa italiana della vettura personale dell’Ing. Carlo Negri, presidente del club “Bialbero” .

In sintesi un modello che è sicuramente appetibile e che mostra tutte le buone intenzioni di Miniminiera per migliorare i suoi prodotti e puntare a una clientelache  apprezza le vetture italiane.

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