Minichamps – Porsche 918 Spyder Concept scala 1:18

Al Salone di Ginevra del marzo 2010, nello stand Porsche, era esposto il prototipo della 918 Spyder: una profilatissima vettura sportiva ad alte prestazioni. Nei comunicati ufficiali era annunciata una potenza di ben 500 CV, con un consumo combinato (stimato) di soli 3 l/100Km. Possibile? Sì, perché la 918 è un’auto a tecnologia ibrida!

Foto di Andrea Torchio

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Il telaio è un monoscocca in fibra di carbonio rinforzato con materie plastiche; per la costruzione della macchina è stato fatto largo uso di allumino e magnesio, allo scopo di contenere il peso, che infatti è di soli 1.490 kg. Il motore V8 da 3,4 litri, sviluppato a partire dal motore della RS Spyder da corsa, eroga 500 cv, supportati da un cambio a 7 marce e doppia frizione. La novità più interessante sono i tre motori elettrici di cui è corredata la  918 Spyder che  offrono altri 218 cavalli. Due motori elettrici azionano le ruote anteriori direttamente attraverso un rapporto fisso, mentre il terzo motore elettrico è collegato alla trasmissione fornendo energia supplementare alle ruote posteriori. Le prestazioni dichiarate sono da vera supercar: da 0 a 100 km/h in poco meno di 3,2 secondi e oltre 320 chilometri all’ora di velocità massima, ma con un consumo da scooter: oltre 30 km con un litro ed emissioni di CO2  pari a 70 g/km.

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L’energia è accumulata in una batteria con ioni di litio, raffreddata a liquido e posizionata dietro la cellula dell’abitacolo. Inoltre, i motori elettrici, lavorando come generatori in fase di frenata, permettono il recupero dell’energia cinetica durante il rallentamento; questo consente di ridurre ulteriormente i consumi e le emissioni. Ovviamente è anche disponibile il sistema di ricarica plug-in mediante la presa elettrica del garage. La 918 Spyder può funzionare in 4 diverse modalità: E-Drive, Hybrid, Sport e Race nelle quali la propulsione può variare da quella esclusivamente elettrica a quella ibrida, sempre con un’occhio attento all’ottimizzazione delle prestazioni. Di questo prototipo è stata recentemente deciso l’avvio della produzione: il prezzo della vettura “di serie” dovrebbe aggirarsi intorno ai 750.000 euro… Salvo pochissimi fortunati, gli altri si dovranno quindi accontentare del modello presentato dalla Minichamps in scala 1:18, che andiamo ad esaminare qui di seguito.

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Il modello si presenta, come di consueto per i prodotti di questa Casa, ben proporzionato e ben rifinito. Caratteristica peculiare di questa miniatura è che, nonostante la scala, le uniche parti apribili siano solo le portiere: tutto ciò che concerne la meccanica è stato accuratamente occultato. Quindi i cofani sono fissi, le grigliature non sono passanti ed il fondo é completamente piatto senza alcun accenno di parti meccaniche, sospensioni comprese. La verniciatura grigio titanio è uniforme, lucentissima, del giusto spessore e definisce in maniera molto suggestiva i volumi della vettura. Il muso, che ricorda un poco quella della Carrera GT, è caratterizzato dai due fari rettangolari e dalle grandi prese d’aria; le griglie, come già detto, non sono passanti ma sono comunque ben definite e realistiche. Lo spoiler inferiore è tampografato con una tramatura ad effetto carbonio.

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Sull’ampio parabrezza, ben trasparente, appoggia la riproduzione dell’unico tergicristallo, dotato di spoiler aerodinamico: ai lati del vetro si trovano le due telecamere che fungono da specchietti retrovisori. Non essendoci parti meccaniche, gli sforzi di Minichamps si sono concentrati sulla riproduzione accurata dell’abitacolo: le lunghe portiere si aprono quindi su una cellula nella quale nessun particolare è stato trascurato. Ovunque, dai pannelli portiera ai battitacco, si nota la tramatura della fibra di carbonio; sedili, cruscotto e inserti dei pannelli porta sono verniciati in un nero opaco che rende bene l’effetto pelle. La strumentazione e la consolle centrale sono riprodotti da accurate decals, le parti in alluminio sono rese molto bene e tutto è sottolineato da un sottile filetto verde acido. Non mancano le cinture di sicurezza, riprodotte però non con il tessuto ma con una sottile gomma nera e dotate di fibbia. Non vi sono fotoincisioni ma in ogni caso l’insieme è di ottimo livello. Solo i manettini del cambio sono leggermente troppo spessi. La sinuosa fiancata presenta le uscite dei tubi di scarico nella parte bassa e nel roll-bar sono inseriti, come nella realtà, il tappo del serbatoio carburante sul lato destro e l’attacco per la presa di corrente sul lato sinistro. Le enormi ruote lasciano intravedere, dietro i sottili e ben realizzati raggi, i freni a disco con le relative pinze, il cui colore richiama i filetti dell’abitacolo. La larghissima coda ha una fanaleria di aspetto abbastanza realistico ed è sormontata da un grande spoiler che invita ad essere sollevato; non fatelo, perché è fisso. Anche in questo caso le griglie sono stampate e non passanti.

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In definitiva, Minichamps ha fatto un ottimo lavoro, seppur limitato dalle ovvie esigenze di segretezza. Non ci resta che mettere in vetrina questo bel prototipo, in attesa del modellino della versione definitiva di questa rivoluzionaria supercar.

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