MINICHAMPS Porsche 911 Carrera RS 2.7 1973 – scala 1/18

La Porsche 911 Carrera RS debuttò nel 1973 come massima evoluzione sportiva della prima serie della 911. Fin da subito fu designata come modello destinato principalmente alle competizioni, come anche la sua sigla “RS” (abbreviazione di RennSport) testimoniava. Il suo aspetto la distingueva immediatamente dalle altre 911: infatti aveva i paraurti in vetroresina, con un ampio spoiler integrato al paraurti  anteriore, dotato di alloggiamento per il radiatore supplementare dell’olio; sul cofano posteriore, anch’esso realizzato in vetroresina, spiccava il famoso spoiler “a coda d’anatra”. I passaruota posteriori erano allargati, per ospitare pneumatici maggiorati e la livrea sfoggiava un’ appariscente banda colorata sulle fiancate, la cui tinta veniva ripresa dai cerchi ruota.

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Le modifiche non si limitavano all’estetica: il peso della vettura era stato infatti diminuito con l’adozione di porte e cofani in alluminio, lamierati e vetri più sottili , interni semplificati e sedili sportivi Recaro.

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La vettura fu prodotta in tre diversi allestimenti: RS Touring, con interni più simili a quelli della 911 base, RS Sport, con interni più spartani e alleggerita di circa 100 kg, e RSR, ancora più leggera e destinata esclusivamente alle competizioni.

 

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Per tutte il pezzo forte era il nuovo motore da 2687 cm2, capace di sviluppare  210 cv per una velocità massima di 245 km/h, il quale, unito al peso ridotto della carrozzeria, permetteva un’accelerazione da 0 a 100 Km/h in 6,3”, rendendo la Carrera RS una vera auto da corsa adattata alla strada.

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Fino a poco tempo fa, nella scala 1/18 era presente solo la mediocre riproduzione di Jouef, non più facile da reperire. Ora, nel giro di poco tempo, sia AutoArt che Minichamps si sono cimentate nel riprodurre in scala 1/18 questa celebre vettura.

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La Porsche RS di Minichamps, che esaminiamo qui, si presenta bene, nella sua livrea bianca con bande laterali e cerchi ruota in verde brillante. Tutte le decorazioni sono realizzate in tampografia, con una precisione notevole.

Nell’esemplare esaminato, la brillante verniciatura  è un po’ spessa sulla parte superiore dei parafanghi, tanto da rendere poco visibile lo sportello del serbatoio. A voler essere pignoli, i montanti del parabrezza sono un po’ troppo verticali e questo accentua una rotondità eccessiva del tetto, che si nota particolarmente dalla vista di tre quarti.

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Le aperture sono quattro e le ruote anteriori sono sterzanti, anche se il raggio di sterzata è veramente minimo. Il muso è caratterizzato dal grande spoiler con i due tipici “tappini” sul coperchio della sede del radiatore, dai fari sporgenti, e dalle belle luci di posizione con griglia nero opaca. I  fari sono un po’ troppo profondi e perdono parte della loro lucentezza; il cofano si solleva su cardini un po’ massicci e l’angolo di apertura è limitato, ma bastante  per rivelare un vano rivestito di moquette, sollevando la quale si possono osservare il ruotino di scorta e il serbatoio del carburante. Sono ben riprodotte la barra di rinforzo che collega gli ammortizzatori e la presa d’aria alla base del parabrezza.

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La vista laterale evidenzia le spesse decorazioni sulla fiancata, le maniglie applicate, le belle cornici cromate dei finestrini. Sul lato sinistro è applicato lo specchietto retrovisore cromato, di forma corretta ma leggermente troppo grande. Aprendo le portiere, si può apprezzare una riproduzione del cruscotto molto dettagliata e correttamente priva del coperchio del cassetto portaoggetti, i bei sedili rivestiti in simil tessuto, la pedaliera e la leva cambio di dimensioni corrette. Tutto l’abitacolo è rivestito in moquette e si nota subito la sportività dell’insieme, anche grazie ai pannelli porta semplificatissimi, con il tipico cinghietto di chiusura. Non manca il piccolissimo perno di bloccaggio delle portiere, posto sul bordo superiore del pannello.

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Tornando all’esterno, Il cofano posteriore si apre su un’ottima riproduzione del motore, dove non mancano i cablaggi e tutte le targhette di identificazione e di avvertenza. I colori sono molto realistici. e il cofano si regge da solo senza problemi. Bella é la griglia di areazione (con la sigla 2.7 riportata) e sono ben riprodotti i due ganci di fissaggio in vera gomma, che vanno ad agganciarsi su apposite sedi collocate ai lati del portatarga.

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Ben riusciti i fanali posteriori, anche se i catadiottri sul paraurti hanno il perno di fissaggio un po’ troppo visibile.

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Il fondo del modello è molto dettagliato e si apprezza un corretto uso del colore per definire i particolari. Non manca neppure il gancio traino sotto il paraurti. Molto gradita anche la cura usata per riprodurre i tubi di scarico e il basamento del motore.

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I pneumatici sono di dimensioni corrette e con un battistrada realistico; anche i cerchioni sono ben riprodotti, con il logo Porsche tampografato in nero sul coprimozzo. Forse quelli anteriori hanno il canale un po’ troppo pronunciato, ma non fanno affatto una brutta figura, aumentando, anzi l’aggressività della vettura. Nel complesso Minichamps ci offre un modello di buona qualità, in alcuni particolari persino superiore alla concorrenza, Il prezzo comunque è allineato a quelli della concorrenza e certo questo modello non sfigurerà nelle vetrine degli appassionati.

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