MINICHAMPS – BUGATTI VEYRON 16.4 GRAND SPORT, 1/18

MINICHAMPS – BUGATTI VEYRON 16.4 GRAND SPORT, 1/18

Foto di Andrea Torchio

Minichamps – Bugatti Veyron 16.4 Grand Sport, 1/18

La  Bugatti Veyron è l’auto di serie più costosa e veloce al mondo. Prende il nome dal pilota Pierre Veyron, vincitore della 24 Ore di Le Mans nel 1939, ovviamente al volante di una Bugatti. La sigla 16.4 indica la presenza di un motore W16 di 7.993 cc di cilindrata, composto da 4 bancate di 4 cilindri ciascuna; ogni cilindro ha 4 valvole, per un totale di 64. Il propulsore ha 4 turbocompressori, grazie ai quali eroga la “mostruosa” potenza di circa 1060 cv (!) anche se ne vengono modestamente dichiarati “solo” 1.001 a 6.000 giri/minuto; la coppia massima è di 1.250 Nm a 2.200 giri/minuto ed il peso è di circa 1.180 kg. Decisamente un’auto fuori dai normali canoni… La Grand Sport è la versione “aperta” della Veyron 16.4. Presentata il 16 agosto 2008 al concorso di eleganza di Pebble Beach, è dotata di un tetto completamente rimovibile in policarbonato, nonché un tettuccio ripiegabile in tela definito “di emergenza”, tarato per viaggiare non oltre i 130 km/h. La velocità massima col tetto montato è pari a quella della coupé (408,47 km/h), mentre a vettura scoperta non supera i 360 km/h. Il corpo vettura è dotato di rinforzi al telaio necessari per compensare la mancanza del tetto fisso e offrire la stessa rigidità, pur con un aumento di peso.

 veyron_trqmuso

Il prezzo è di circa 1,4 milioni di Euro, ma a un prezzo decisamente inferiore si può acquistare la bella riproduzione in scala 1/18 prodotta dalla Minichamps. Come consuetudine, il modello ha delle finitura  di ottimo livello e una elevata cura dei particolari, a partire dal tettuccio amovibile, avvolto in morbida carta velina e fissato al coperchio superiore della scatola in polistirolo in cui è “annegato” il modello in scala.

veyron_trqmuso_sxveyron_trqcodaveyron_part_1

Quest’ultimo, di un elegante colore grigio canna di fucile con inserti viola metallizzato sulle fiancate, riproduce perfettamente la linea tondeggiante e massiccia della vettura originale. Le proporzioni sono rispettate e persino la vernice ha una “grana “ metallica finissima, si direbbe quasi in scala. Le sospensioni sono funzionanti, le ruote sterzano con un angolo accettabile e le aperture totali sono quattro, ovvero cofano anteriore, porte e spoiler di coda. La la parte posteriore é fissa mentre nella vettura reale è amovibile per facilitare l’accesso all’enorme propulsore.

veyron_motore

Esaminando a fondo il modello, si notano immediatamente i cerchioni cromati, che lasciano intravedere gli enormi dischi freno (carboceramici nella vettura vera) e le relative pinze. Nel frontale é ben inserito il tipico radiatore a ferro di cavallo con logo rosso, affiancato da due enormi prese d’aria; la fanaleria e le griglie, pur non essendo in fotoincisione, sono molto realistiche. Il corto cofano anteriore si apre facilmente e resta in posizione aiutato da due piccoli martinetti telescopici cromati, di una finezza esemplare. L’interno del vano è rivestito in moquette.

veyron_muso

Il parabrezza è perfettamente trasparente e sormonta un abitacolo dettagliatissimo, dove ogni più piccolo particolare è riprodotto con cura, incluse le parti cromate del volante e della consolle centrale:  il monogramma “EB” è riprodotto praticamente ovunque. Il pavimento è rivestito in moquette e le cinture di sicurezza sono di vero tessuto con fibbie fotoincise. A essere pignoli il colore degli interni (un anonimo grigio) non rende bene l’idea della pelle. Una finitura più opaca sarebbe stata più indicata.

veyron_interniveyron_cruscotto

Il tettuccio amovibile, verniciato nella parte interna in tinta con l’abitacolo e in nero con contrasto lucido/opaco sulla parte esterna, quando é in posizione combacia perfettamente con il parabrezza; peccato non abbia un fermo che lo faccia restare in posizione, ma risulti solo appoggiato. Le porte si aprono con un movimento corretto, sorreggono due specchietti con la consueta parte riflettente (ma gli indicatori di direzione sono solo dipinti e non riportati) e non è stato dimenticato il piccolissimo deflettore, con tanto di cornice nera tampografata, così come le maniglie esterne (applicate) color alluminio satinato.

La parte posteriore della vettura è dominata dalle grosse prese d’aria laterali (chiuse da una griglia nera), dai due tappi dei serbatoi, con il monogramma EB inciso, dal motore e dai due condotti per le prese d’aria, di un perfetto colore alluminio lucido.

veyron_aperta_coda

Come nella vettura vera il motore è completamente esposto all’aria, e non un solo cavo o manicotto “sporca” la perfetta linea da scultura moderna. Lo spoiler, come già detto, è apribile, ma solo in due posizioni. Non è infatti possibile sollevarlo completamente per formare una vera e propria “ala” aerodinamica come nella realtà. Sotto lo spoiler sono visibili alcune parti dello scarico e una griglia,non è fotoincisa e passante, ma solo stampata.

La fanaleria posteriore è invece un vero capolavoro, con i fanali bicolori, le luci laterali e la luce di stop riprodotti con plastiche colorate, dotate di un’ottima profondità, con in mezzo l’ennesimo, enorme logo EB, riprodotto con una fotoincisione adesiva (ricordatevi di staccare la plastica di protezione…).

veyron_aperta_muso

Nel pianale si osservano gli sfoghi dell’aria, chiusi da griglie nere in plastica molto realistiche, i due tubi di scarico principali racchiusi da una cornice cromata molto hi-tech e altri due scarichi tagliati in modo da seguire la linea del fondo della vettura.

veyron_pianale

Il pianale è completamente carenato e non consente la visione di alcun organo meccanico, a parte una piccola porzione dei bracci delle sospensioni anteriori; salta però subito all’occhio l’enorme sezione dei pneumatici che nella realtà sono costruiti ad hoc dalla Michelin per poter gestire le esuberanti prestazioni di questa vettura.

veyron_fianco_dx

Nel complesso ancora una volta Minichamps ci offre una riproduzione di alto livello, dall’ottimo rapporto qualità/prezzo, che certo non sfigurerà nella vetrina di ogni appassionato.

468 ad