MERCEDES SLS AMG ROADSTER – Minichamps 1: 18

Con l’uscita di scena della SLR McLaren, per Mercedes-Benz era necessaria una nuova supercar che rinverdisse i fasti della 300 SL. La presentazione ufficiale della nuova Mercedes SLS AMG Coupé (dove SLS sta per Sport Leicht Super, mentre AMG indica il famoso reparto sportivo Mercedes-Benz che ha curato l’elaborazione e la messa a punto del motore) ebbe luogo al Salone di Francoforte nel settembre 2009, ma la commercializzazione iniziò sei mesi dopo, il 27 marzo del 2010, quando, durante le qualifiche del GP d’Australia, la nuova vettura fece il suo esordio come safety car.

Foto di Andrea Torchio

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SLS AMG Roadster

Una bella foto ufficiale della Mercedes-Benz SLS   AMG Roadster

Il design ricorda molto la sua progenitrice: muso lunghissimo, coda tondeggiante, abitacolo raccolto ed arretrato, calandra a “bocca” divisa a metà da un profilo cromato, con al centro la stella a tre punte, fari disposti agli angoli del muso, prese d’aria laterali con bandelle cromate e soprattutto porte ad “ala di gabbiano”. La vettura, proposta in un unico livello di allestimento ultra accessoriato e dotato della più sofisticata gestione elettronica,  è mossa da un motore 8 cilindri a V di 6.208 cc di cilindrata da 571 cavalli a 6.800 giri per 650 Nm di coppia massima a 4.750 giri, governato da un cambio a doppia frizione a sette marce Speedshift Dct, che consentono alla vettura, pesante 1620 kg, di scattare da zero a cento in soli 3,8 secondi e di raggiungere 317 km/h di velocità massima (limitata elettronicamente).

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La versione Roadster della SLS venne presentata quasi due anni dopo la coupé, nel mese di luglio del 2011. A parte il necessario irrigidimento della scocca, la nuova roadster è meccanicamente identica alla coupé, ma come per la sua progenitrice 300SL Roadster, le porte diventano tradizionali. La capote è in tela a triplo strato, a movimento elettrico; il peso aumenta di soli 40 kg, per un totale di 1.660 kg., nonostante la cura di irrigidimento necessaria di per compensare l’assenza del tetto. Le prestazioni restano identiche a quelle del coupé da cui la SLS Roadster deriva.

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SLS AMG Roadster

Lo spaccato con gli organi meccanici della Mercedes-Benz SLS AMG Roadster

Minichamps ha già presentato la SLS AMG coupé in scala 1:18; ora però arriva sul mercato la variante Roadster, verniciata in un bel rosso scuro abbinato a degli interni color cuoio. Il modello dispone di quattro aperture, ruote sterzanti, sospensioni funzionanti.

Inutile dire che la linea è come al solito perfettamente fedele e proporzionata e che gli spazi tra le parti mobili sono minimi, tanto è curato l’assemblaggio. Addirittura, per poter aprire il cofano anteriore, è stato previsto un bottoncino posto sotto al muso, premendo il quale si solleva il cofano quel tanto che basta per poterlo afferrare con il dito.

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Il frontale è caratterizzato dall’enorme calandra stellata, dalla bella fanaleria a sviluppo verticale (altro riferimento alla 300SL del tempo che fu) e dalla moltitudine di prese d’aria… che però son tutte realizzate con uno stampo in plastica nera, anziché con una reticella fotoincisa, come sarebbe stato lecito aspettarsi. Stesso discorso per i due sfiati sul lunghissimo cofano. Quest’ultimo (che nonostante il peso resta perfettamente aperto senza sostegni) cela una bella quanto asettica riproduzione del propulsore. Come ormai consuetudine sulle auto moderne, tutto è celato da coperchi e carenature e si vede ben poco.

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In compenso, l’abitacolo, appena celato dall’ampio e piuttosto verticale parabrezza, è un piccolo capolavoro di precisione. I dettagli si sprecano e si va dallo schermo del navigatore satellitare ai comandi al volante dell’impianto multimediale, fino ai comandi di regolazione elettrica dei sedili. Il color marrone scuro/nero dell’abitacolo, giustamente traslucido, rende bene l’effetto pelle, così come l’argento satinato delle parti che nella realtà sono in alluminio. Belli i pannelli della portiera,  i sedili, e d’effetto il piccolo deflettore posto dietro gli appoggiatesta, tra i due roll-bar dotati, al loro interno, di una reticella frangivento. Anche in questo caso, però, non è stata usata una fotoincisione, bensì una rete stampata su materiale trasparente. L’effetto non è comunque male, anche se il riflesso può disturbare un po’.

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Il coperchio del bagagliaio, corto e spiovente, si apre su di un vano interamente rivestito in moquette (anche nella parte sotto al cofano stesso!). La fanaleria posteriore è molto ben fatta e l’aspetto della terza luce di stop annegata nel cofano è assai realistico. Peccato che lo spoiler estraibile sia fisso, ma non si può pretendere tutto…

 

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L’interno della vera Mercedes-Benz SLS   AMG Roadster

 

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Le targhette di identificazione del modello, poste sul bordo inferiore del coperchio del bagagliaio, sono  riprodotte con due fotoincisioni adesive: la stella a tre punte, invece, è realizzata con un inserto cromato, dipinto in rosso all’interno. Soluzione non ottimale, in quanto sotto alcune angolazioni di luce il colore cambia totalmente a causa dello strato cromato sottostante, facendo sembrare il logo una sorta di luce centrale. Una terza fotoincisione adesiva sarebbe stata più indicata.

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La fiancata del modello mostra le belle ruote di diametro differenziato, dietro le quali si vedono i dischi freno; le maniglie della portiera del colore della carrozzeria, sono applicate e tra i “baffi” cromati dello sfogo d’aria laterale un’altra fotoincisione adesiva indica la cilindrata del motore .

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Capovolgendo il modello si può osservare un’accurata riproduzione degli organi meccanici: spicca in particolare l’impianto di scarico color titanio, nel quale sono ben evidenti i catalizzatori: belli anche i bracci delle sospensioni, che, come già detto, sono realmente funzionanti.

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In conclusione, un modello come sempre di ottima qualità, finalmente realizzato in un colore vivace che ne mette in risalto l’aggressività. Sicuramente farà un figurone in tutte le vetrine, soprattutto se posto accanto alla versione Roadster di “nonna” 300 SL!

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La Mercedes-Benz SLS AMG Roadster nella galleria del vento

 

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