L’intervista: Ruben Wainberg

Ruben Wainberg é HEAD of design Abarth, Mopar e Emea, in pratica Il papá delle Abarth, le ultime due nate la 124 e la 595. Ci ha concesso un’intervista piuttosto interessante in quanto é il punto di vista di un funzionario di una famosa casa automobilstica che si occupa anche delle riproduzioni in scala delle auto del gruppo Fiat. Ruben Wainberg é nato in Argentina l’11 Agosto 1972.

Ruben Wainberg is HEAD of design Abarth, Mopar and Emea, in practice The father of the Abarth, the last two born the 124 and the 595. He gave us a rather interesting interview as it is the point of view of an official of a famous automotive company that also deals with scale reproductions of the Fiat group cars. Ruben Wainberg was born in Argentina on August 11, 1972.

Cosa l’ha spinto ad interessarsi ai modelli in scala riproducenti le auto prodotte in Argentina?

Da quando ero piccolo, ho iniziato ad appassionarmi alle auto. Era veramente un istinto innato. Mi ricordo che dall’etá di 7 anni, mi alzavo presto la mattina alla domenica per vedere sia il warm up che le gare di Formula 1 insieme a mio padre e subito dopo costruivo le mie prime vetture di formula 1 in carta e anche quelle di serie. Amavo i modellini di auto e sognavo che un giorno ne avrei avuto tanti e volevo anche diventare un designer di auto. Ma, essendo nato in Argentina  e non navigando proprio nell’ oro… , il mio sogno sembrava molto lontano. Mi accontentavo di ascoltare le storie di mio padre di quando era giovane, quando faceva le gare di regolarita ed a volte anche il meccanico; lui sapeva riconoscere l’anno di una autovettura Chevrolet o di una Ford degli anni ’40, ’50 o ’60, solo guardando la mascherina  anteriore ed io rimanevo affascinato. Sinceramente credo di aver detto le parole COUPÉ TAUNUS (icona ford  degli anni 70) prima della parola MAMMA,  e direi che parte proprio da qui la mia passione per le auto argentine.

La Fiat 1500 del 1963 si distingueva esternamente dal corrispondente modello italiano per i paraurti con il rinforzo tubolare

Dettaglio dell’anteriore della Fiat 1500 del 1963

 

La sua infanzia ed adolescenza in quella nazione hanno contribuito a questo interesse?

Sono certo di avere ereditato questa passione da mio padre, insieme siamo riusciti ad alimentare questo amore per le auto. Lui mi portava ai musei  e anche alle corse del MITICO TC (turismo carretera), dove ovviamente tifavamo per la FORD avendo mio padre duramente faticato per avere un FORD FALCON del 73 verde metalizzato, con tetto in materiale vinilico ed uno dei pochi con il comando del cambio a cloche. Il modello piu diffuso aveva solo 3 marce con comando al volante. Ed é proprio con quella macchina che ho imparato a guidare insieme a lui ed ho iniziato a portare in giro le mie prime ragazze .

Dettaglio del posteriore della Fiat 1500 prodotta in Argentina che si distingue per i rinforzi in tubo applicati anche ai paraurti posteriori

Il modello in scala della Fiat Concord 1500 riproduce la prima serie con i fanalini posteriori di minori dimensioni

Quale é stato il suo compito professionale per esaminare e deliberare queste riproduzioni?

A livello professionale, lavorando per la Fiat, mi sono soprattutto occupato di valutare e analizzare i modelli riproducenti le auto Fiat della raccolta, cercando di rispettare il più possibile la fedeltà del modello entro i limiti di costo del prodotto, per garantire il miglior rapporto qualità-prezzo. Ma ho sempre tenuto d’occhio anche gli altri modelli e se potevo qualche consiglio lo davo sempre per pura passione.

La Fiat 128 Europa IAVA (Industria Argentina de Vehiculos de Avanzada) del 1978 era una variante sportiva

I disegni in 3D del modello in scala della Fiat 128 IAVA

Quali sono i rilievi ed i controlli che fa quando esamina un prototipo di queste miniaturizzazioni?

Per le vetture di una certa data, le cose purtroppo sono un po complesse. Non essendo disponibili i file  3D come per le vetture moderne, é necessario realizzare tutto da capo. Per ció prima di tutto bisogna crearsi un archivio di foto di qualitá e soprattutto che rispettino la vettura di origine. Oggi in circolazione ci sono degli esemplari di auto che sono state oggetto di tuning e a volte i dettagli possono ingannare. Perciò il fatto di conoscere queste autovetture di persona mi ha anche aiutato. Poi l’azienda produttrice, in questo caso la PCT, realizza i primi modelli in 3D e mi manda delle visualizzazioni che io posso confrontare alle foto, e se non trovo le foto adatte ne trovo delle altre in modo di poter confrontare le immagini alla pari ed in questo modo poter evidenziare e definire la migliore proporzione. La distanza non aiuta di conseguenza è necessario essere molto precisi e chiari con le indicazioni; a volte disegno la vettura di nuovo in modo che si capisca cosa sto chiedendo. Quando il 3D viene approvato si passa al primo prototipo in resina che permetter di capire se i dettagli sono abbastanza evidenti. A volte, essendo un modello in scala 1:43, bisogna rendere piú evidenti alcuni particolari che per problemi di stampaggio sul metallo, sarebbero difficili da vedere. Quando l’insieme quadra e dopo parecchi riscontri il prototipo viene approvato e si dà il via per il primo first shot, che sarebbe il primo prototipo realizzato con lo stampo vero e dove si vede per la prima volta il modello a colori. Anche il colore é importante e bisogna cercare molte volte i codici del’ epoca per poter garantire la fedeltà al colore originale. Una volta ricevuto questo campione ed averlo analizzato nella sua totalità, viene dato l’ok alla produzione finale.

La  Fiat 128 IAVA Europa oltre alle caratterizzazioni estetiche aveva un motore di 1300 cc potenziato

Cosa pensa del  mondo del modellismo?

Io sono un patito del mondo del modellismo, quel che vedo é che il business sta rallentando molto. Oggigiorno c’é troppa offerta anche da parte di privati e l’aumento dei prezzi di vendita nei negozi sia tradizionali che sul web rende un po’ piû difficoltosa la diffusione di questa passione. Ci sono alcuni segmenti di élite che possono sopravvivere, ma sempre con serie molto limitate e questo é un peccato. Ê chiaro anche che si tratta comunque di una bellissima malattia quella del collezionismo e purtroppo richiede anche parecchio spazio a casa per coltivarla, il che rende questo hobby  ancora più impegnativo.

Fiat 128 IAVA Europa del 1978

Vista di tre quarti anteriore della Fiat 128 IAVA Europa

Quali critiche farebbe ai produttori?

Non posso fare delle critiche ai produttori in quanto ne conosco tanti, ma non conosco ogni dettaglio della loro realtà. So per certo che persino la produzione in Cina oggi non é cosi semplice come lo era anni fa e questo intacca a volte la qualità finale del prodotto. Io cerco con la mia esperienza di dare i migliori suggerimenti, per poter capire su quale dettaglio puntare assolutamente e cosa si può lasciar passare. É vero anche che la concorrenza tra le aziende del settore é diventata molto forte e la velocitá di produzione la fa da padrone. Quel che chiederei sempre é di rispettare il cliente finale, cercando di fornire dei prodotti convincenti a prezzi adeguati alla loro qualitá. E di non mollare, in quanto sono ancora tanti gli adulti che vogliono  restare un po’ bambini. Oggi sono riuscito a realizzare due miei sogni :  avere una collezione di modelli di auto in scala non enorme ma che comprende quelli che mi piacciono ed essere divenuto un designer di auto. Il nuovo traguardo, oltre a guidare le macchine che disegno, sarà veder nascere i modellini delle vetture disegnate da me, che permetteranno ai bambini di oggi di sognare il loro futuro.

La Fiat 125 del 1973 era uguale a quella prodotta in Italia. Si distingueva par il differente marchio della calandra

La Fiat 125 venne molto apprezzata per le brillanti prestazioni del motore bialbero che le permise di divenire una temibile concorrente  delle Peugeot 504 e Renault 12.

La Fiat 128 Europa del 1978 era disponibile nelle cilindrate 1100 e 1300 cc

La vista di tre quarti anteriore della Fiat 128  Europa che era un restyling della prima serie della  128

La Renault Fuego GTX 2.0 del 1984 era sostanzialmente simile a quella prodotta in Francia

Vista di tre quarti posteriore della Renault Fuego GTX 2.0 che era il modello di punta della gamma della Renault Argentina

 La Ika Torino 380 W del 1967 era stata disegnata dalla carrozzeria Pininfarina

La Ika Torino era spinta da un motore di grossa cilindrata che permetteva delle buone prestazioni velocistiche

La Ford Falcon 4 porte del 1962 era un’auto diffusa in Argentina

La Ford Falcon era una “compact car” negli Stati Uniti, ma per l’Argentina era un’auto grande e non certo alla porta di molti.

La Chevrolet Chevy SS coupé del 1971

La Chevrolet Chevy SS coupé era la variante sportiva della Chevy e montava un motore da 4 litri

La collezione Autos inolvidables argentinos della casa editrice Salvat comprende 60 uscite, tutte in scala 1:43 in metallo pressofuso, tutte prodotte dalla orientale PCT. I soggetti piú interessanti oltre a quelli che non sono raffigurati in questo articolo sono: la IKA Estanciera  1965, Dodge 1500  1971, SIAM di Tella  1960, Volkswagen Gacel  1983, Opel K 180  1974, IKA Baqueano  1959, Citroën AMI8 ÉElysée  1978, Fiat Regatta 1985, Volkswagen 1500  1982, Iame Rastrojero 1952, Fiat Duna  1988, IES America 1986, IKA Bergantin 1960, De Carlo 700 1960, Auto Union 1000 S  1960, IKA Rambler Ambassador 1965, Dodge Polara R/T 1974, Chrysler Valiant IV 1967, Ford Fairlane LTD V8 1969, Renault 12 Alpine 1978, Jame Iusticialista Gran Sport  1953, IKA Kaiser Carabela 1958, Auto Union Universal 1962. Di recente la casa editrice Salvat ha lanciato anche la serie Vehiculos Inolvidables de reparto Y servicio en Argentina. La scala è il classico 1:43, il materiale utilizzato il metallo pressofuso ed il produttore è sempre PCT. La serie prevede 60 uscite.

Alcuni modelli in scala della serie Vehiculos Inolvidables de reparto Y servicio en Argentina

 

 

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