Lancia Flavia Mercury scala 1:48

Al Salone dell’Automobile di Torino del 1960 la Lancia presentò la sua nuova berlina di classe media, che colmava il vuoto esistente tra la piccola Appia e la lussuosa Flaminia. Questa vettura presentava soluzioni tecniche nuove ed era la prima auto italiana di grande serie con la trazione anteriore. Il motore aveva 4 cilindri contrapposti, con una cilindrata di 1500 cc esatti e una potenza di oltre 80 cv.

 

La scatolina della Flavia non subì modifiche per tutta la produzione del modelli.

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Vista laterale delle versioni 1 e 3 della Flavia

Anche in questo caso la Mercury, che oltre tutto aveva lo stabilimento a due passi dalla Lancia, mise in cantiere il suo modellino, utilizzando la consueta scala 1/48 e introducendo una novità. La Flavia (numero di catalogo 31) era la prima Mercury con le sospensioni. Il modello uscì nel 1961 e recava posteriormente due decalcomanie: la prima riproduceva esattamente il logo “Lancia Flavia” posto sul cofano del baule come nell’auto vera, e la seconda era la targa, che riportava esattamente i numeri assegnati alla prima Flavia immatricolata: “TO 431267”. Costava 550 lire.

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Da sinistra la prima terza e quarta versione della Lancia Flavia.

Questo modello come spesso succede con i Mercury, ha subito nel tempo diverse varianti. Appena uscito era privo degli interni, aveva il fondino (che comprendeva i paraurti) cromato, e i cerchioni lavorati. Poco tempo dopo gli furono aggiunti gli interni. La terza versione, probabilmente già uscita nel 1962, aveva i cerchioni lisci e gli assali non passanti. I lampeggiatori laterali, per economia, non erano più verniciati in colore rosso o arancio e il telaio era verniciato in nero opaco e i paraurti in argento. La targa posteriore era stata modificata in “TO 537267”. Nell’ultima versione il telaio era interamente verniciato in argento, gli assali erano diventati passanti e lo stampo delle luci posteriori era stato semplificato.

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Vista delle tre versioni di ruote utilizzate dalla Mercury: in primo piano le più vecchie

Fino ad allora le luci posteriori erano ripartite in tre zone, come l’auto vera, e ciascuna parte era verniciata con tre piccole pennellate di colore rosso per gli stop, arancione per le frecce e argento per le luci di retromarcia. Una procedura che nobilitava il modello ma era obiettivamente costosa perché necessitava tre diversi passaggi. Nella quarta versione della Flavia, Mercury decise per una semplificazione: la ripartizione delle luci fu eliminata in modo da ricavare una piccola superficie liscia, sopra la quale il colore delle luci era realizzato con una più semplice decalcomania, più rapida da applicare.

Come d’uso per la Casa torinese, la Flavia era disponibile in diversi colori, fra i quali azzurro, bluette, turchese, verde acqua, verde chiaro, bianco, avorio, grigio chiaro, grigio medio e rosso.

composizione Flavia

Le due targhe a confronto: a sinistra quella della prima Flavia, a destra quella del 4°tipo, che evidenzia anche le luci posteriori con decals. In mezzo le decals originali Mercury per la Flavia

Fondino Flavia 2

Le tre varianti del fondino: in alto quello cromato delle prime versioni

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Alcuni dei molti colori disponibili per il modellino Mercury

MERCURY – FIAT 1300 e 1500

01 Mercury 1300-1500

Non trascorse molto tempo dalla presentazione dell’auto vera che la Mercury mise in commercio la “sua” Fiat 1300. Uscì col n°9 nella serie in scala 1/48 e con il passare del tempo subì alcune modificazioni. I primi modelli, infatti, avevano un fondino (comprendente i paraurti) molto semplice, piatto, con la scritta Fiat 1300 al centro e cromato. Il modellino era inoltre dotato di finestrini in plastica trasparente, riproduzione degli interni e molleggio.

02 Fondino Fiat 1300-1500 03 i tre tipi di ruote

Le ruote erano incastrate sugli assi e avevano cerchioni sagomati. Sul finire dell’anno successivo il modellino ricevette un nuovo fondino che recava un accenno di riproduzione della parte meccanica, e la scritta 1300 divenne più piccola e sistemata in un angolo in basso. Il telaio era generalmente verniciato in nero opaco con i paraurti (sempre in un pezzo unico col fondino) dipinti in argento, con le ruote ancora incastrate nei cerchioni, che però erano torniti lisci. Nel 1964 inspiegabilmente la vettura venne ribattezzata “Fiat 1500”. Per fare ciò la Mercury cambiò completamente le iscrizioni e i disegni della scatolina di cartone.

scatoline Fiat 1300-1500 laterali Fiat 1300-1500

04 Targa 1300-1500

Il modellino rimase essenzialmente il medesimo, ma si distingueva dalla Fiat 1300 per l’assenza delle 4 viti riportate sulla targa posteriore. Inoltre la scritta 1300 risultava abrasa dal telaio e non sostituita da quella 1500. Il telaio con i paraurti, per semplicità produttiva, era solitamente dipinto interamente d’argento (al fine di evitare la doppia verniciatura nera opaca e argento), mentre le ruote gommate avevano assi passanti con chiodino ribattuto. Il telaio argento con le ruote tornite lisce ed asse passante avevano sicuramente equipaggiato anche le ultime “1300”. La Mercury non si limitava a una o due sole livree come altri produttori di modellini del tempo. Infatti anche la 1300-1500 era disponibile in molti colori che andavano dal bianco al grigio chiaro, grigio topo, celeste, bluette, verde chiaro, avorio e rosso, a cui si aggiunsero nel 1964 il blu pavone, e due tinte metallizzate: il grigio e il blu.

05 Mercury 1500 Polizia

Con il numero di catalogo 35 la Fiat fu proposta a partire dal 1963 anche come vettura della Polizia stradale, nel classico colore verde oliva delle auto di pubblica sicurezza in Italia a quell’epoca. Il modellino però recava gli stessi fondini delle 1300-1500 normali, perciò con inciso il loro n°9 e la scritta “Fiat 1300” e poi solo “Fiat” dell’altro modello.

06 Fiat 1500 Polizia

Era dotato di antenna e lampeggiatore blu sul tetto, 4 decalcomanie (sulle fiancate e sui cofani), più una piccola targa a fondo bianco con scritta “Polizia” in colore rosso e i numeri 2977 in nero, come sulle vere targhe delle auto della Polizia. Questo modellino fu prodotto in minori quantitativi e risulta essere più difficile da trovare rispetto alla normale berlina.

A titolo di curiosità il prezzo originale del modellino della Fiat 1300 era di 550 lire, 600 per la versione Polizia.

 

 

La Kaiser di GAMA

Ecco un modello che non è facile trovare, nemmeno sui libri di storia della Gama. Sarà perché il produttore dell’auto vera è stata una meteora nel panorama automobilistico (meno di 10 anni di vita), sarà perché, appunto, quando il modello, che riproduce una Kaiser del 1951, apparve sul mercato la marca americana aveva già imboccato la china discendente dalla quale non si sarebbe più rialzata.

Gama Kaiser (R)

Il modello, fabbricato in Germania dalla Gama, é una discreta riproduzione in plastica dell’auto reale, con fondino metallico e motore a frizione. Ruote metalliche gommate e interni in latta litografata con volante in plastica riportato.. La scala approssimativa è compresa tra l’1/28 e l’1/30. L’esemplare illustrato reca sul tetto delle tracce di decalcomanie che fanno pensare a una versione dei pompieri.

 

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