Lancia Astura IV Serie Ministeriale – Starline 1 : 43

L’Astura Ministeriale fu voluta nel 1938 da Benito Mussolini in persona, in occasione della visita di Hitler in Italia, avvenuta per la stipula del Patto d’Acciaio. Lo scopo, vista la risonanza internazionale dell’evento, era di sottolineare la potenza italiana anche per mezzo di un’auto unica per sfarzosità, eleganza e… dimensioni. L’obbiettivo fu senz’altro raggiunto ed a testimonianza restano foto d’epoca e filmati che mostrano le monumentali Astura in parata in mezzo ad ali di folla, con a bordo il re Vittorio Emanuele III, Mussolini e Hitler. Viste le considerevoli dimensioni dell’abitacolo, leggenda vuole che il re si fosse fatto montare sul sedile una sorta di sgabello, che gli consentisse di essere seduto più in alto per poter meglio salutare….

Foto di Andrea Torchio

Lancia-Astura_copertinaLa vettura aveva una meccanica molto sofisticata: montava un motore 8 cilindri a V stretto, (tipica impostazione Lancia) di 2.972 cc. montato su supporti elastici per non trasferire le vibrazioni all’autotelaio. Ad ogni accensione, un meccanismo provvedeva a ripulire il filtro dell’olio, per aumentare la durata del motore. Nel telaio, un apposito impianto comandato dall’autista provvedeva a lubrificare le parti d’attrito. La potenza di 82 cv era sufficiente a spingere le oltre due tonnellate della vettura, lunga circa sei metri (con un interasse di 3.300 mm) ad una velocità massima prossima ai 130 km/h.

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La Lancia Astura Ministeriale venne costruita in pochissimi esemplari (probabilmente quattro o sei, il dato non è certo) da tre diversi carrozzieri: Boneschi, Pinin Farina, e Stabilimenti Farina. Nonostante ciò le vetture, salvo piccoli particolari, erano praticamente identiche. Attualmente, quattro vetture sono sopravvissute: una, perfettamente restaurata, era di proprietà di Bernie Ecclestone, ed è stata recentemente offerta ad un’asta; una si trova in Nord Italia, e dovrebbe essere quella esposta lo scorso anno alla Fiera di Padova; la terza, appartenente ad un collezionista italiano, è in fase di restauro, e l’ultima si trova negli Stati Uniti, dove è stata riverniciata in un improbabile rosso bordeaux.
E proprio di quest’ultima vettura ci occupiamo oggi, esaminando il modello recentemente immesso sul mercato da Starline Models nella scala 1:43. Ovviamente è disponibile anche la versione in un più consono colore nero. È possibile anche acquistare le versioni con a bordo i figurini (semplici ma d’effetto) di Mussolini o di Vittorio Emanuele III, completate da due autisti.

 

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In tutte le versioni, Starline ha riprodotto la vettura, carrozzata da Pinin Farina, della collezione Ecclestone: lo testimonia anche la targa. La versione rossa, con interni chiari, è senz’altro migliore dal punto di vista “fotografico”, perché ci consente di visualizzare meglio la linea ed i particolari degli interni, ma purtroppo non è del tutto corretta sia per quanto riguarda il colore (che sulla vettura reale è più scuro) sia per il modello, probabilmente carrozzato Boneschi e differente in alcuni particolari: ad esempio la posizione dei fendinebbia, posizionati a filo del paraurti, la forma dei paraurti stessi, più massicci, il disegno delle coppe ruota, più elaborato e la presenza di un solo portatarga posteriore, dal lato destro, e non due come nel modello esaminato.

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In ogni caso il modello si presenta molto bene: la linea è ben riprodotta, la vernice è uniforme e le ruote sono di dimensione corretta. Le cromature sono brillanti e le tampografie argentate sul corpo vettura sono  eseguite con precisione. Le maniglie delle portiere sono applicate, così come il portapacchi ed i paraurti (il paraurti  posteriore dovrebbe essere privo di rostri). Non mancano i tergicristalli e le due aste portabandiera ai lati del muso, certo un po’ spesse ma che non disturbano. Sulle coperture delle ruote di scorta, però, sono stati omessi i tipici specchietti retrovisori di forma tonda. Belli i vetri laterali semiabbassati, con cornicetta cromata.
La riproduzione della fanaleria anteriore si potrebbe migliorare in quanto fari presentano un perno di fissaggio piuttosto evidente ed i fendinebbia sono resi da una semplice pennellata di colore trasparente,  invece che con una lente gialla applicata.

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Gli interni sono semplici, ma ben riprodotti: non mancano le tasche portaoggetti sulle portiere, le varie manovelle per abbassare i vetri laterali, dipinte in argento, la lunga maniglia per sostenere gli occupanti quando viaggiano in piedi ed i due strapuntini ripiegati collocati sulla paratia divisoria dell’abitacolo, ovviamente dotata di vetro di separazione; la parte superiore dell’abitacolo presenta una linea più scura che simula il legno.

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Gli amanti del bricolage potranno rifinire l’insieme dipingendo con una tonalità di colore più scura il pavimento ed evidenziando con un tocco di argento i posacenere in alto, sui pannelli ai lati del sedile. Il posto guida ha un volante abbastanza fine, la leva del cambio e la pedaliera; il cruscotto, nella realtà in metallo lucido, è dipinto in argento. Gli strumenti sono privi di decal.

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Il fondo del modellino presenta una sommaria riproduzione degli organi meccanici, ma i due tubi di scarico cromati sono applicati a parte.

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Nel complesso, soprattutto considerando il prezzo, la qualità e le finiture del modello sono più che accettabili, ed il giudizio è buono: con questa Lancia Astura Ministeriale  la Starline offre la possibilità di colmare, con una spesa ragionevole, un vuoto nelle vetrine degli appassionati Lancisti e dei collezionisti di autovetture di rappresentanza.

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