Lamborghini Miura P400S – GT Spirit per Kyosho 1 : 12

GT Spirit ha presentato la sua Lamborghini Miura in scala 1:12. Il modello, è prodotto in collaborazione con Kyosho. La Miura P400 S (dove S sta per “Spinto”) è stata la prima variazione sul tema Miura: rispetto alla precedente versione la potenza passava da 350 a 37o CV a 7700 giri, il telaio presentava un ispessimento delle lamiere di 0,1 mm e verso la fine della produzione la S ottenne i freni autoventilanti sulle quattro ruote. Esteticamente cambiava soltanto per le cornici dei vetri, del parabrezza e dei fari cromate anziché nere e per i nuovi pneumatici Pirelli Cinturato 215/70 VR15, appositamente progettati per questa versione. La P400 S, prima di venir sostituita dalla versione SV, venne prodotta in soli 140 esemplari, il che la rende la versione più rara tra tutte le Miura.

GT Spirit has introduced its Lamborghini Miura in 1/12 scale, The model is produced in collaboration with Kyosho. The Miura P400 S (where S stands for “Spinto”) was the first variation on the Miura theme: compared to the previous version the power went from 350 to 37o CV at 7700 rpm, the frame sheets were thickened by 0.1 mm, and towards the end of production the S obtained self-ventilating brakes on all four wheels. Aesthetically it changed only for the chrome-plate frames of the glasses, the windshield and headlights instead of matt black, and for the new Pirelli Cinturato 215/70 VR15 tires, specially designed for this version. The P400 S, before being replaced by the SV version, was produced in only 140 units, which makes it the rarest version of all the Miura.

Il modello è di grande effetto e le dimensioni sono decisamente importanti, così come il peso. Il materiale di costruzione è la resina e come al solito non vi sono parti apribili. Il che è francamente un peccato, viste le dimensioni. Il logo GT Spirit compare solo sull’astuccio in cartoncino: il fondino della vettura è marchiato Kyosho, così come la confezione in polistirolo. Detto ciò, è lecito chiedersi perché Kyosho abbia voluto passare alla resina, quando tempo fa aveva prodotto una splendida Miura SV in die-cast, nella stessa scala, completamente apribile e ricchissima di dettagli; probabilmente anche solo una riedizione avrebbe fatto lievitare troppo i costi… peccato.


La nostra Miura 1:12 a confronto con la versione SV di AUTOart (1:18),
la P400 di Fabbri Editori (1:24) e la P400 di Solido serie 100 (1:43)

La prima cosa che si nota, una volta estratto il modello dalla confezione, è l’eccezionale qualità della verniciatura, che già normalmente è per GT Spirit una garanzia: ancora di più per un modello di queste dimensioni. Veramente splendida anche la tonalità del colore, che abbinato ai fascioni ed ai cerchioni alluminio rappresenta un insieme elegantissimo.

Nello stesso tempo, però, notiamo un particolare che sicuramente avrebbe potuto essere migliorato: si tratta delle cornici dei vetri, che non sono cromate ma semplicemente dipinte argento, oltre ad essere completamente piatte perché stampate sull’acetato del vetro. In particolare per il parabrezza, una cornice applicata a parte, in leggero rilievo e cromata, sarebbe stata la soluzione ideale, vista la scala.

Inoltre, notiamo anche una piccola ingenuità: sui vetri delle porte è presente, oltre a quella argento, anche una fascia nera che ricorda i moderni vetri incollati. Nella realtà, però, il bordo nero era creato dalla guarnizione in gomma posta dietro il vetro (privo di cornice superiore) sul quale il vetro stesso si appoggiava. Osservando il modello da lontano, non si nota più di tanto, ma da vicino sì. Anche in questo caso, si sarebbe potuto fare di meglio.


Osservando il modello frontalmente possiamo notare la buona riproduzione delle luci, piuttosto realistiche, in particolare i tipici fari di profondità inseriti nella calandra. Quest’ultima è stata giustamente realizzata con una griglia passante realizzata in fotoincisione. Le due griglie di sfiato sul cofano, caratteristiche di questa vettura, sono altrettanto passanti: in particolare la sinistra è dotata, come nella realtà, dell’incavo per sollevarla e lascia intravedere il tappo del serbatoio carburante.

Bene anche la coda, impreziosita dalla caratteristica griglia ad esagoni, ovviamente passante. Bella anche la fanaleria posteriore, della giusta profondità. I loghi sono resi con una fotoincisione adesiva di ottima qualità. Dalle alette a persiana del cofano si intravedono i coperchi dei filtri aria… che in realtà erano un po’ più alti, tanto da rendere molto difficoltosa la vista posteriore.

La vista laterale mette in evidenza la bellezza e la sinuosità della linea nata dal genio di Marcello Gandini. Belli i giochi di luce che si formano sulla lucidissima vernice. Si notano gli indicatori di direzione in plastica trasparente e i loghi Bertone in fotoincisione adesiva.


Belle anche le ruote, con pneumatici di giusta proporzione e cerchioni molto ben dettagliati, a parte la mancanza della valvola di gonfiaggio… che su un modello in 1:12 avrebbe dovuto esserci assolutamente. Comunque, nel complesso l’effetto non è male.

Ben dettagliati gli interni, con la strumentazione resa da ottime decals. Il colore rende molto bene l’effetto pelle. Avremmo però preferito il volante con razze fotoincise. Intendiamoci, così com’è non è male, ma sarebbe stato un tocco di classe in più.


La vista dall’alto ci mostra i sedili, ben profilati ed il tunnel centrale dettagliato, anche se ogni singolo particolare è stampato nella resina. Ancora una volta, vista la scala, avremmo apprezzato che i particolari quali la griglia del cambio, il posacenere, l’accendino fossero stati realizzati con particolari riportati. E ci colpisce la mancanza della moquette sul pavimento. Strano, visto che i modelli GT Spirit in scala 1:18 ne sono spesso provvisti.
Il fondo del modello non merita di essere fotografato perché, come ormai d’abitudine per le realizzazioni in resina, è assolutamente anonimo e privo di particolari.


Nel complesso, questa Miura S di GT Spirit è un bel modello, che fa un figurone una volta esposto in vetrina. Come detto, la scala “grande” rende più evidenti alcuni difettucci e piccole incongruenze che potrebbero infastidire i collezionisti più pignoli; certo è che il rapporto qualità/prezzo è decisamente vantaggioso, il che aiuta facilmente a “chiudere un occhio”…  e a godersi comunque la fantastica linea della mitica GT di Sant’Agata Bolognese!

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