La stellina mancante

Autocult é un giovane marchio, condotto da un vero esperto del settore automodelli e ció lo si comprende dalle scelte veramente particolari  riguardo i soggetti da riprodurre. Inutile dire che in questo caso possiamo parlare di vera “cultura” nella storia dei veicoli a motore. Non poteva sfuggire ad Autocult l’idea di miniaturizzare un’auto italiana veramente rara e che pur non avendo avuto successo é stata importante per la nostra maggiore azienda nazionale: l’Autobianchi Stellina presentata nel 1963. I collezionisti italiani avrebbero dovuto richiedere subito una maggiore produzione e prenotare questa auto in miniatura che non é mai stata riprodotta da nessuno. E chiederla anche in altre colorazioni e nella variante a tetto aperto. Invece la scarsa sensibilitá nazionale riguardante la storia dell’auto ha dimostrato ancora di essere ben presente.

Autocult is a young brand, led by a true expert in the field of model car in scale, and this can be understood from the very particular choices  regarding the subjects to be played. Needless to say that in this case we can speak of true “culture” in the history of motor vehicles. He could not escape Autocult to the idea of miniaturizing an italian car really rare and who have not been successful but has been important for our senior national company: the Autobianchi Stellina presented in 1963.The Italian collectors were to apply immediately increased production and book this miniature car that has never been reproduced in scale  by anyone. And also it is requested in other colors and in the open-top variant. Instead the poor national sensitivity regarding the car’s history has again proven to be very present.

 

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Un dettaglio del frontale dell’Autobianchi Stellina di Autocult in scala 1:43. Da notare la finezza della scritta autobianchi. 

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La vista di tre quarti anteriore del modello in scala di Autocult che ha scelto di riprodurre la variante con hardtop. La riproduzione del pianale é decisamente migliorabile, ma questo é un problema comune a tutte le riproduzioni artigianali in resina

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Anche la riproduzione dell’interno é piuttosto accurata: non mancano la maniglietta di sostegno sul cruscotto lato passeggero, lo specchietto retrovisivo interno, la pedaliera, le leve del cambio e del freno a mano,  le leve e le maniglie sul pannello della porta

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Il dettaglio del posteriore permette di apprezzare la scritta 800 che indica l’ultima serie della Stellina

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La Fiat 600 D della Norev  accanto alla Stellina di Autocult. La Stellina adottava gli organi meccanici della Fiat 600 D pianale compreso

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In alto da sinistra le sorelle: Autobianchi Bianchina Panoramica in scala 1:43 in metallo ed in scala 1:41 in plastica, entrambe prodotte dalla Politoys.

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In alto la riproduzione della Fiat 850 spider della Mercury in metallo in scala 1:43. In pratica la stellina anticipó l’esordio nelle auto sportive di modesta cilindrata da parte del gruppo Fiat

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La molto rara Fiat 850 spider della Diapet Yonezawa accanto alla Stellina di Autocult

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Altamente raccomandabile ai collezionisti il libro realizzato dalla Autocult che riunisce tutte le uscite del 2015, raccontando per ogni auto riprodotta la storia che é sempre molto interessante

Highly recommended to collectors of the book published by Autocult that brings together all the outputs of 2015, telling the story reproduced for each car that is always interesting

Note Storiche

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L’Autobianchi Stellina venne presentata nel 1963 al salone de”Automobile di Torino ed  utilizzava il pianale e gli organi meccanici della Fiat 600 D senza alcun potenziamento. La carrozzeria era in fibra di vetro fissata su di un telaio ad armatura scatolare in lamiera saldata. I montanti del prabrezza, il cruscotto, le ceniere delle portiere ed i paraurti erano fissati direttamente al telaio scatolare metallico che rinforzava il pianale.  Le prestazioni modeste (la velocitá massima dichiarata era di 115 km/h) ed il prezzo elevato non permisero di arrivare al successo, ma neppure ad una produzione rilevante. I rivestimenti interni erano in finta pelle ed a richiesta era possibile avere gli pneumatici con la fascia laterale bianca. In pratica mi viene in mente un detto francese: le ramage ne vaut pas le plumage (in pratica quando l’aspetto estetico non corrisponde alla sostanza). Nel 1965 venne presentata la Stellina 800 che grazie ad un piccolo incremento della cilindrata aveva un potenza lievemente maggiore.  In totale vennero prodotte soltanto 502 Stellina e di conseguenza si tratta di un’auto divenuta molto rara.

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Per informazioni sui modelli in scala prodotti dalla Autocult contattare la Mini Miniera. Contatti tel 0171344420 oppure miniminierasas@gmail.com– sito web www.miniminiera.com

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