La scoperta dell’America – Ferrari 275 gtb/4 Spyder Nart KK-Scale 1/18

Era il 1966 quando, al Salone di Parigi, venne presentata la Ferrari 275 GTB/4, ultima evoluzione della berlinetta nata nel 1964. La novità principale era rappresentata da quel /4 nella sigla: per la prima volta, infatti, una Ferrari stradale adottava la distribuzione bialbero, con 4 alberi a camme (2 per bancata).  La potenza era di circa 280 cv a 8000 giri/min. Esteticamente la presenza del nuovo propulsore era immediatamente percepibile dal nuovo cofano motore, ora dotato di una “gobba” centrale. Contemporaneamente alla presentazione della nuova vettura, però, la Ferrari interrompeva la produzione della 275 GTS, versione scoperta della 275 GTB. La spyder era meno potente della berlinetta (260 cv) e aveva qualche differenza nella trasmissione, in virtù della maggior propensione al turismo: ma quello che cambiava maggiormente era la linea, sempre disegnata da Pininfarina ma totalmente diversa da quella della coupé. La GTS era infatti molto più classica, meno muscolosa, più orientata verso i canoni “classici” delle Ferrari che l’avevano preceduta, in particolare la 250 California. Forse proprio per questo Luigi Chinetti, ex pilota e (soprattutto) dinamico responsabile della N.A.R.T. (North American Racing Team)  nonché importatore della Ferrari per il Nord America,  chiese ad Enzo Ferrari di allestire una serie di spyder basate sulla carrozzeria della berlinetta, in modo da soddisfare i suoi clienti più esigenti. Ferrari acconsentì, ma solo 10 esemplari della nuova vettura furono prodotti: 9 finirono subito negli USA, per clienti del calibro di Steve McQueen o Eddie Smith, una sola restò in Europa. Nel corso degli anni a venire molti possessori di coupé non resistettero alla tentazione di “tagliare” il tetto alle loro vetture per farsi allestire una replica della Spyder Nart, a ribadire l’enorme successo che ebbe la vettura, diventata immediatamente una delle auto più desiderabili al mondo.

The year was 1966 when, at the Paris Motor Show, the Ferrari 275 GTB/4 was presented, as the latest evolution of the berlinetta born in 1964. The main novelty was represented by that /4 in the acronym: for the first time, in fact, a Ferrari road car adopted the twin-shaft distribution, with 4 camshafts (2 per bank). The power was around 280 hp at 8000 rpm. Aesthetically, the presence of the new engine was immediately perceptible by the new engine bonnet, now equipped with a central “hump”. At the same time as the presentation of the new car, however, Ferrari interrupted the production of the 275 GTS, the open version of the 275 GTB. The spyder was less powerful than the sedan (260 hp) and had some difference in transmission, due to lower performance and greater propensity to tourism, but what changed the most was the line, always designed by Pininfarina but totally different from that of the coupé. The GTS was in fact much more classical, less muscular, more oriented towards the “classic” canons of the Ferrari that had preceded it, in particular the 250 California. Perhaps for this reason Luigi Chinetti, ex-pilot and (above all) dynamic manager of N.A.R.T. (North American Racing Team) as well as Ferrari’s importer for North America, he asked Enzo Ferrari to set up a series of spyder based on the body of the berlinetta, in order to satisfy its most demanding customers. Ferrari agreed, but only 10 units of the new car were produced: 9 ended up in the USA, for customers of the caliber of Steve McQueen or Eddie Smith, only one remained in Europe. Over the years to come many owners of coupé didn’t resist the temptation to “cut” the roof to their cars to get a replica of the Spyder Nart, to reiterate the huge success that the car, immediately became one of the most desirable cars in the world.

Sembra incredibile che fino ad ora nessun produttore di automodelli abbia pensato di riprodurre questa magnifica vettura in scala 1:18; certo esiste il modello artigianale di BBR (splendido) in tiratura limitatissima il cui prezzo però non è alla portata di tutte le tasche. Fortunatamente per noi appassionati ci ha pensato KK-Scale, azienda tedesca che produce (in Cina) modelli in scala 1:18 sia in resina che in die-cast; privi di aperture, ma caratterizzati da una buona qualità costruttiva e soprattutto da un prezzo più che abbordabile. Non fa eccezione questa Ferrari 275 GTB74 Spyder Nart che presentiamo.
Il modello è disponibile, oltre al giallo, anche nel classico rosso ed in un blu scuro molto elegante. La carrozzeria è in metallo con parti in plastica. la caratteristica che spicca immediatamente è la presenza delle ruote anteriori sterzanti (anche se nel nostro modello il movimento è limitato) e delle sospensioni funzionanti: non male, in un mondo ormai ricco di riproduzioni in resina con ruote fisse! 

La linea è ben riprodotta e la verniciatura è ottima, per nulla spessa nonstante il giallo, colore notoriamente “difficile”. Oltre a sterzo e sospensioni, il modello è fornito anche di capottina in versione chiusa: ben fatta, con una superficie opaca abbastanza realistica e che soprattutto calza perfettamente, rendendo piacevole il modello anche in versione coperta. I tergicristalli hanno il braccio un po’ spesso ma sono di dimensione corretta; a colpo d’occhio paiono piccoli, ma solo perché le estremità sono dipinte in nero a simulare la gomma. Notiamo uno strano sviluppo appuntito della cornice del parabrezza, in corrispondenza con lo specchio retrovisore… difetto del nostro modello, o dello stampo?

Nonostante si tratti di un modello “economico” le ruote sono dotate di cerchioni con raggi in fotoincisione: nulla per cui gridare al miracolo, ma l’aspetto è decisamente piacevole. Gli pneumatici, dalla spalla altissima, hanno il fianco completamente liscio ma presentano un battistrada dal disegno realistico. Bene anche per le feritoie di sfiato laterali, non passanti ma accuratamente dipinte in nero. Le maniglie delle portiere sono piuttosto fini ed applicate a parte, così come i lampeggianti laterali. 

La fanaleria, sia anteriore che posteriore, è ben riprodotta. Bene anche le calotte di protezione dei fari anteriori, anche se a causa della loro forma tendono all’effetto “lente di ingrandimento” sotto alcune angolazioni. La cornice del parabrezza è un poco semplificata, essendo assenti le guarnizioni nere. La calandra è realizzata in un unico pezzo di plastica nera e si presenta chiusa (come d’altra parte sulla maggior parte dei modelli in resina) ma è abbellita da un cavallino in fotoincisione; lo stesso che troviamo anche sullo specchio di coda, contrapposto allo stemma della NART. Anche qui troviamo la maniglia del cofano applicata a parte: peccato che non sia stato fatto la medesima cosa anche per i cardini esterni del baule, soltanto verniciati in argento.

Gli interni sono la parte che maggiomente denunciano l’economicità del modellino: anche se tutto è al suo posto, l’aspetto generale è un po’ sottotono. Alcune finiture sono state semplificate e lo notiamo dalla mancanza di qualche cromatura sul cruscotto, dalla mancanza della moquette e dall’aspetto generale delle plastiche. Il volante, comunque, è piuttosto fine, ed anche la strumentazione è ben riprodotta. Nel complesso l’insieme è in linea con la fascia di prezzo del modello.

Modello che, comunque, mantiene un aspetto decisamente piacevole, come possiamo vedere dalla foto presa dall’alto: buone proporzioni, verniciatura lucida, buone finiture. Il fondino, in plastica, presenta una sommaria riproduzione della meccanica ma ha una inaspettata precisione riservata ai bracci delle sospensioni, che, come già detto, sono funzionanti.

Nel complesso KK-Scale ha fatto un ottimo lavoro: non ne avevamo dubbi, viste anche le buone prove dei precedenti modelli Ferrari realizzati da questa marca. Certo, alcuni particolari sarebbero migliorabili, ma vista la facilità di smontaggio del modello un qualsiasi bravo bricoleur ha la possibilità, con poco sforzo, di migliorare una base già di buon livello. Quindi, complimenti a KK-Scale e grazie ancora all’amico Guido Agosta per averci fornito il modello.

La splendida Ferrari 275 GTB/4 NART in scala 1:1

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