La Ritmo del signor Attilio – OttOmobile 1 : 18

Probabilmente, guardando la foto che fa da copertina a questo articolo, avrete già capito che la Fiat Ritmo 75L in questione non è quella (rigorosamente celeste) del signor Attilio Pautasso, pensionato Fiat classe 1949, bensì quella con i colori Alitalia preparata per il Gruppo 2, condotta dal grande e compianto Attilio Bettega in coppia con Maurizio Perissinot al Rally di Monte Carlo 1979. In quegli anni, la Fiat correva e dominava il Mondiale Rally con la 131 Abarth nel Gruppo 4, ma partecipava anche con la modesta Ritmo 75 nel Gruppo 2 (vetture turismo speciali). Veniva utilizzata la versione con carrozzeria in allestimento 3 porte base (L) che, tra quelli disponibili, era la versione più rigida e leggera. Elaborato Abarth, il motore 1.5 litri monoalbero della Ritmo passava da 75 a oltre 150 cv, pochi rispetto alle vetture di categoria superiore, ma sufficienti per ben figurare in gara.

Probably, looking at the cover photo of this article, you will already have understood that the Fiat Ritmo 75L in question is not the one (strictly celestial) of Mr. Attilio Pautasso, a Fiat retired 1949 class, but the one with Alitalia colors prepared for the Group 2, led by the great and late Attilio Bettega paired with Maurizio Perissinot at the Monte Carlo Rally 1979. In those years, Fiat ran and dominated the World Rally Championship with the 131 Abarth in Group 4, but also participated with the modest Ritmo 75 in Group 2 (special tourism cars). The car used were the 3 doors base version (L) which, among those available, was the most rigid and light one. Elaborated by Abarth, the 1.5-liter single-shaft engine of the Ritmo went from 75 to over 150 hp, few compared to the higher-class cars, but enough to do well in the race.

La Ritmo era nata per sostituire l’ormai obsoleta 128 nella categoria delle berline compatte: rispetto alla progenitrice perdeva la coda diventando una due volumi dotata di portellone e notevole spazio interno; sfoggiava una linea innovativa, chiaramente ispirata da quella della concorrente Volkswagen Golf, della quale riprendeva il muso spiovente ed il montante posteriore massiccio, ma resa personale dall’alternanza di parti spigolose e tondeggianti e soprattutto dagli scudi paraurti in materiale plastico che inglobavano anche i fari. Un bel cambiamento rispetto alla classica e anonima 128, ma in quegli anni la Fiat aveva ancora il coraggio di osare… e anche se la Ritmo suscitò inizialmente qualche perplessità, fu un successo.
Questo modello ci viene proposto da OttOmobile, che ancora una volta si distingue per la scelta azzeccata del soggetto, oltre che per l’accuratezza della riproduzione. La linea è ottimamente riprodotta, con un’estrema cura dei particolari. Ottima anche la verniciatura e la posa delle numerose decals che compongono la livrea.
Nella vista laterale si apprezzano le proporzioni corrette del modello; forse solo il piccolo spoiler sul tetto, caratteristica peculiare della Ritmo avrebbe potuto essere maggiormente definito. Nella confezione viene fornita a parte la sottilissima antenna, in ogni caso facilissima da installare. Notevole la cura con cui sono stati resi i rivetti che fissano i parafanghi supplementari e lo spoiler.

Ben fatte anche le ruote, con i cerchioni racing dotati di bulloni di fissaggio dipinti in oro e la valvola di gonfiaggio stampata sul bordo. Forse sono un po’ troppo cromati rispetto alla realtà, ma stanno benissimo sul modello. Gli pneumatici stretti sono corretti, visto che il rally si svolse su fondi innevati. Buono il battistrada, ma come ormai d’abitudine per la maggior parte dei modelli in scala, sono del tuttto assenti le stampigliature sui fianchi dello pneumatico.


Nella vista ravvicinata si apprezzano meglio i già citati rivetti, evidenziati uno per uno con un tocco di argento. Da segnalare, sul parafango posteriore, il particolare del paraghiaia in materiale opaco. Notare anche il colore assolutamente corretto degli scudi paraurti.
Perfetta anche la fanaleria, sia anteriore che posteriore: OttOmobile difficilmente sbaglia, su questo particolare. Finalmente vediamo una targa italiana riprodotta in maniera corretta, con le giuste cifre e soprattutto con quella anteriore di giuste proporzioni. Bella la doppia marmitta che sporge da sotto al paraurti. Non manca il gancio traino.



Gli interni sono veramente ben fatti: anche se il colore dominante è il nero, possiamo vedere abbastanza bene i particolari tipici della versione L, con pannelli porta semplificati che lasciavano una sottile striscia di lamiera scoperta. Il roll-bar è ben riprodotto, troviamo la ruota di scorta, il pavimento ricoperto da un foglio di metallo zigrinato anti-scivolo, il cruscotto da corsa completamente modificato rispetto a quello di serie, con la complessa strumentazione resa con una decal (un po’ “piatta”, per la verità, ma accettabile). Belle le cinture di sicurezza in vero tessuto, con fibbie in fotoincisione; notevoli soprattuto considerando che, su alcuni modelli della concorrenza, venduti a prezzo maggiore, ultimamente si vedono le cinture riprodotte con decals applicate direttamente ai sedili! Per chi apprezza i particolari curiosi, notare il bollo di circolazione ed il tagliando dell’assicurazione perfettamente riprodotti  e applicati sul finestrino posteriore.
Insomma, anche questa volta OttOmobile ha fatto centro con un modello molto ben fatto e assai gradito dai collezionisti, tanto che in breve tempo è andato esaurito. Se il vostro rivenditore di fiducia avesse ancora una di queste belle Ritrmo 75 in vendita, non fatevela scappare, visto il prezzo contenuto: su internet se ne trovano già parecchie, offerte però a prezzo anche raddoppiato. Una vera instant-classic del modellismo!


La vera Ritmo 75 Gr. 2 in azione, in una foto d’epoca

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