La preferita di Paul – Porsche 911 Carrera 3.0 – Solido 1 : 18

Sicuramente, tra chi ha letto il titolo di questa recensione, ci sarà qualcuno che si chiederà chi diavolo è questo Paul… mistero svelato: si tratta di Paul Frére, pilota, giornalista, scrittore da tutti considerato il maggior esperto mondiale di Porsche, che definì questa vettura “la migliore 911 di sempre”, oltre tutto avendone posseduta e guidata una per decenni. Nata nel 1976, la 911 3.0 adottava il motore da 2994 cm³ derivato da quello della rara Carrera RS 3.0, che era anche lo stesso della Turbo (senza però il compressore). La carrozzeria era riconoscibile per i parafanghi posteriori allargati e, con i suoi 200 cv, aveva prestazioni simili a quelle della mitica RS 2.7, risultando però più “educata” e quindi più fruibile anche da piloti non esperti. Certo, oggi i 200 cv, l’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,1 secondi e i 236 km/h di velocità massima sono alla portata di parecchie vetture “medie” in versione sportiva, ma all’epoca erano un lusso per pochi.

Surely, among those who have read the title of this review, there will be someone who will wonder who this Paul can be … mystery revealed: it is Paul Frére, driver, journalist, writer, considered by all the greatest Porsche expert in the world, who called this car “the best 911 ever”, above all having owned and driven one for decades. Born in 1976, the 911 3.0 adopted the 2994 cm³ engine derived from that of the rare Carrera RS 3.0, which was also the same as the Turbo (without the compressor, however). The bodywork was recognizable by the widened rear fenders and, with its 200 hp, it had performances similar to those of the legendary RS 2.7, resulting however more “educated” and therefore more usable even by non-expert drivers. Of course, today the 200 hp, the acceleration from 0 to 100 km / h in 6.1 seconds and the 236 km / h of maximum speed are within reach of several “medium” cars in the sports version, but at the time they were a luxury for few.

Solido ha recentemente presentato una buona riproduzione della 911, in due versioni: la prima, di colore bronzo metallizzato, è la 911 3.2 del 1984; la seconda, che esaminiamo qui, è la versione Carrera 3.0 del 1977. Notare che sul sito Solido si fa un po’ di confusione, perché le date sono invertite. E, a dire il vero, la bronzo sembra più una SC del 1978, vista la mancanza dei fari supplementari integrati nello spoiler e lo stesso vale per la blu metallica, che ha fari supplementari ed ala posteriore (optional all’epoca) ma non presenta i lavafari a uncino tipici della 3.0, eliminati sulla SC. Potrebbe quindi essere una SC customizzata o anch’essa una 3.2, con i faretti di forma errata. Ma francamente, non è il caso di spaccare il capello in quattro.

Vista la sovrabbondanza di modelli Porsche in tutte le scale non è che sentissimo troppo la mancanza di questo modello, ma è anche vero che in questa fascia di prezzo le 911 dotate di “bumpers” sono ben poche, visto che gli unici modelli disponibili (in pressofuso) sono di AutoArt e Minichamps, ai quali si uniscono parecchi modelli in resina. Ma, come già detto, i prezzi sono ben diversi. Quindi possiamo sicuramente affermare che Solido ha fatto bene.

Dobbiamo ammettere che la Porsche 911 di Solido è un modello piacevole, perché è ben fatta, ben verniciata, ha un buon livello di dettaglio, i vetri laterali, ed è una delle poche a sfoggiare l’ala posteriore “turbo look”, all’epoca diffusissima su queste vetture.  Inoltre costa veramente poco ed ha anche le porte apribili su cerniere realistiche. Cosa volere di più?

La linea è veramente ben riprodotta e sia l’ala posteriore che la decal che corre sulla fiancata fanno un figurone.  La vernice blu metallizzata, definita Minerva Blue, è brillante, uniforme e molto lucida, oltre ad essere priva di difetti. E’ giusto sottolineare che il tono di colore, dal vivo, si presenta leggermente più scuro che nelle fotografie.

Bella, anche se decisamente “personalizzata”, la scelta di montare sul modello dei cerchioni Fuchs neri con canale oro, che stanno benissimo con la vernice blu metallizzata. E sono anche accurati, con le razze bicolore e i bulloni argentati. Non mancano i dischi freno con relativa pinza.

Rispetto alla versione bronzo, che ha gli interni bicolore marrone/nero, questa Carrera ha gli interni completamente neri, in plastica non verniciata: l’aspetto è un po’ povero ma,  sempre considerando lo sforzo economico, il dettaglio è buono. Manca ovviamente la moquette, l’uso dei colori è limitato, però ogni cosa è al suo posto e persino la pedaliera è applicata. Un bravo amante del fai-da-te potrà sicuramente ottenere ottimi risultati.

Nessun appunto anche sulla vista anteriore/posteriore: la fanaleria è ben fatta e realistica, in particolare quella di coda. Sono finiti i tempi degli atroci perni di fissaggio al centro del faro… anche per i modelli economici. Il logo Carrera sul cofano posteriore, reso con una decal, è piazzato troppo in basso e dovrebbe essere nero.

A riprova della cura impiegata da Solido nelle sue riproduzioni, facciamo notare la griglia di aerazione del motore. E’ un unico pezzo di plastica stampata, certo, ma è comunque molto fine.

Ed ecco la Carrera 3.0 in scala 1/1: come già detto, il nostro modellino la riproduce in maniera quasi perfetta. Notare i succitati lavafari a uncino sul paraurti anteriore: verranno eliminati sul successivo modello SC, in favore di più convenzionali lavafari con uggello a filo del paraurti.

La vista tre quarti posteriore è forse la migliore per la Carrera, e questo modellino rende benissimo l’idea. Ancora una volta, il team Solido ha fatto un lavoro egregio, aiutando i collezionisti a colmare un vuoto nella propria raccolta di modelli, con uno sforzo economico assai contenuto. Molto bene!

Per informazioni sui modelli in scala prodotti dalla Solido potete contattare la Mini Miniera, distributore per l’Italia, ai seguenti  recapiti: Contatti tel 0171344420 oppure miniminierasas@gmail.com– sito web www.miniminiera.com.

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