LA MOSTRA sulla Giordani al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna

Costruire giocattoli: la mostra sull’attività della Giordani al Museo del Patrimonio industriale di Bologna

Inaugurata il 9 Novembre del 2012, rimarrà aperta sino al 31 Maggio 2014 un’ interessante mostra che permette di vedere una bella panoramica dell’attività svolta dalla Giordani, azienda bolognese che ha origine dall’attività di fabbro di Giordani Raffaele, come risulta  da documenti risalenti al 1875. Quando venne ceduta l’attività di fabbro nel 1928, la ditta cercò un’altra sede e  continuó come produttore di giocattoli e carrozzine per bambini.

6. Auto Indianapolis Elettrica, Catalogo 1957 - Proprietà Famiglia Giordani

Il catalogo dell’Auto da Corsa Indianapolis del 1957

 

Nel 1932 la Giordani si trasferì in un grande stabilimento, sempre a Bologna, in via Nicolò Dell’Arca ed arrivò, nel 1941, ad avere una superficie di 11.600 mq,dei quali  6600 coperti, una dotazione di macchine moderne e 592 addetti. Durante il periodo della seconda guerra mondiale la Giordani venne inserita tra le aziende idonee alla produzione bellica e si dedicò alla produzione di paracapsule ed altri oggetti destinati all’esercito. Nel 1946 lo stabilimento, che era stato gravemente danneggiato dai bombardamenti, ebbe una bella rinascita, grazie all’acquisto di nuovi macchinari. La produzione venne notevolmente incrementata e nel 1961 venne trasferita nel nuovo grande stabilimento di Casalecchio di Reno, che copriva una superficie di 70.000 mq. Dopo un lungo e florido periodo la famiglia Giordani, a causa di problemi societari e di mercato, uscì dall’azienda. Il marchio Giordani è attualmente di proprietà del Gruppo Preziosi.

 

1. Triciclo, anni 20 - Proprietà Pino e Pina Pini-001

                                Triciclo per bambini anni 20 (Collezione Pini)

4. Ciclobalilla n. 1, anni 30 - Proprietà Piero e Pina Pini

Ciclobalilla degli anni 30 (Collezione Pini)

 

 

2. Auto Corsa Gran Premio Monza, Catalogo 1925 - Proprietà Famiglia Giordani

Auto Corsa Gran Premio Monza del 1925 (Archivio Famiglia Giordani)

Per quanto riguarda la produzione, dopo il  periodo iniziale dedicato alle carrozzine per bambini ed ai tricicli, si arriva alla proposta di auto con movimento a pedali, e dal legno e dal  vimini si passa alla lamiera stampata migliorando così notevolmente l’aspetto e la qualità. Dopo il trasferimento nel nuovo grande stabilimento, avvenuto ad imnizio degli anni ’30, arrivarono prodotti molto originali come l’Auto Aeroplano, il Carro Armato, la Ciclopattinetta (trasformabile rapidamente da bicicletta a monopattino) e la Ciclobalilla  dal grande successo, che era un bicicletta per bambini con il telaio in lamiera stampata in un sol pezzo, le ruotine stabilizzatrici e la possibilità di essere dotata di un sidecar. Anche le carrozzine sono particolarmente innovative per la linea elegante della scocca costruita in un corpo unico, la verniciatura scelta tra ben 15 colori, la tappezzeria completamente smontabile, la sospensione a balestre e le ruote muinite di cuscinetti a sfera.

 

7. Auto Corsa 103. Cartolina, 1961. Collezione Piero e Pina Pini

Auto Corsa 103 del 1961 (Collezione Pini)

Nel dopoguerra i nuovi cataloghi propongono passeggini dalle forme aerodinamiche con lo schienale regolabile in più posizioni e carrozzine tra le quali spiccava la Berlina, moto raffinata e fornita di capotta e parabrezza. In seguito, sempre per i passeggini e le carrozzine, vennero proposti articoli smontabili per un più agevole trasporto ed apparve la carrozzina Perla del 1957 che non aveva più la scocca in lamiera stampata, ma in tappezzeria trapuntata, il telaio cromato pieghevole per il trasporto in auto e la culla  asportabile e sostituibile con un passeggino. La Ciclobalilla venne sostituita dal Ciclo Giordani con il manubrio regolabile in altezza. I modelli di auto erano un buon numero e tra i più venduti citiamo l’ Auto Corsa, la Gran Prix e la Sport. Piuttosto avanzati erano il Reattore e l’Auto Elettrica T/E . In particolare l’Auto Elettrica, spinta da un motore elettrico alimentato da una batteria a 12V, era in grado di raggiungere una velocità di 8 km/h e di superare pendenze del 10%. Anche la bella Auto Corsa Indianapolis ebbe la sua variante elettrica che resterà in produzione sino alla fine degli anni ’60. Dopo il trasferimento avvenuto nel 1961 a Casalecchio di Reno,  gradualmente le grandi presse da lamiera vennero sostituite da macchine ad iniezione per i granuli di plastica. Gli anni ’70 furono gli anni del trionfo del materiale plastico, ma negli anni ’80, ad un forte calo del mercato a causa della scarsa natalità, si aggiunse una crisi societaria che portò alla fine della conduzione dell’azienda da parte della famiglia Giordani.

 

LA MOSTRA al MUSEO del  PATRIMONIO INDUSTRIALE di Bologna

Patrimonio Industriale 075

In primo piano l’Auto Baby Lusso del 1933 ed in secondo piano il triciclo realizzato dalla R.e.P. Giordani, Fabbri Meccanici, nel 1895

Patrimonio Industriale 031

Dal basso in senso orario Auto Tipo Corsa (GranPremio Monza) N.2 del 1925, Auto Aeroplano del 1932, modello di Reattore del 1954 utilizzato per la progettazione del giocattolo e Reattore tipo Extra lusso del 1955.

Patrimonio Industriale 216

La pubblicità della R. e P. Giordani, Fabbri Meccanici a Bologna, produttori di velocipedi, datata 1886

Patrimonio Industriale 288

Inquadratura di una parte della mostra dedicata alla produzione della Giordani nel periodo anteguerra

Patrimonio Industriale 100

Auto popolare del 1932 con carrozzeria in legno compensato, ruote a raggi con gomme, movimentazione a pedali

Patrimonio Industriale 106

Triciclo Baby n.1 del 1932 con telaio in ferro e pianale in legno di faggio

 Patrimonio Industriale 107

La Ciclopattinetta del 1932 con telaio in legno e movimentazione a pedali con catena

Patrimonio Industriale 095

Carrozzina Tipo 405 del 1931 con scocca in lamiera stampata e sospensioni

Patrimonio Industriale 125

Auto Gran Lusso 1 posto del 1932 con carrozzeria in legno compensato e parafanghi in lamiera stampata

Patrimonio Industriale 155

In primo piano un  particolare dell’Auto Gran Lusso del 1932

Patrimonio Industriale 123

Da sinistra il triciclo tipo B n. 2 del 1932 con telaio in profilato di ferro e l’Auto Baby Lusso n.2 del 1933, con carrozzeria in lamiera stampata

Patrimonio Industriale 119

Ciclobalilla del 1934con telaio in lamiera stampata in pezzo unico e ruote a scatto libero

Patrimonio Industriale 114

Da sinistra l’ Auto Corsa Lusso n. 2 del 1934,  realizzata in lamiera stampata e con radiatore nichelato e la Carrozzina per bambola Tipo Standard n2 del 1934 con scocca in lamiera

Patrimonio Industriale 139

Ciclobalilla n. 1 con sidecar del 1935, telaio in lamiera stampata, il sidecar ha la scocca in legno ed il telaio in tubi

Patrimonio Industriale 132

Carrozzina per bambola Tipo Gloria n.1 del 1935 realizzata in lamiera stampata

Patrimonio Industriale 137

Auto Roma Economica del 1936 con carrozzeria in lamiera stampata  ruote a disco con gomme

Patrimonio Industriale 286

La parte della mostra dedicata alla produzione del dopoguerra ed all’utilizzo della plastica e di motori elettrici

Patrimonio Industriale 280

Auto Sport Lusso del 1951 con carrozzeria in lamiera stampata e con una mascherina anteriore decisamente ispirata alle autovetture dell’Alfa Romeo. Il sedile era registrabile, i fari con lampadine funzionanti a batteria.A richiesta erano disponibile il carillon e l’antenna radio

Patrimonio Industriale 193

Ciclobalilla del 1947 con telaio in lamiera stampata, ruote a scatto libero con cerchi a razze  in lamiera stampata

Patrimonio Industriale 244

Un’inquadratura posteriore dell’Auto Sport Lusso del 1951.

Patrimonio Industriale 197

L’Auto Corsa n.1 Lusso del 1951 con carrozzeria in lamiera stampata. Il tipo lusso si distingueva per il numero da corsa e le gomme bianche

Patrimonio Industriale 220

Ciclo Ape Lusso del 1951 con telaio in lamiera stampata, movimentazione a pedali e riproduzione del motore

Patrimonio Industriale 289

Camioncino del 1951 in lamiera stampata con parabrezza smontabile e cassonetto posteriore con  portello di scarico

Patrimonio Industriale 276

Un’inquadratura della parte espositiva dedicata alle biciclette ed alle auto giocattolo del dopoguerra

Patrimonio Industriale 221

Giardinetta A “Doppio uso” del 1952 con carrozzeria in lamiera stampata, sospensione con molle a balestra, ed un aspetto che ricordava le auto dell’epoca con carrozzeria ad utilizzo promiscuo

Patrimonio Industriale 223

La Grand Prix Normale del 1952 con carrozzeria in lamiera stampata era piuttosto ispirata alle auto prodotte in quel periodo dall’americana Studebaker. L’auto giocattolo aveva il sedile imbottito ed i fanali funzionati a batteria. Il tipo Lusso aveva anche il clacson funzionante

Patrimonio Industriale 241

In primo piano il Triciclo Victor Cow Boy del 1961 con telaio e ruote in lamiera stampata. L’allestimento Cow Boy si distingueva per il rivestimento instile texano del manubrio, della sella e della pedana

Patrimonio Industriale 232

Auto Corsa indianapolis Lusso del 1957 con carrozzeria in lamiera stampata, ruote a raggi stampate e sedile imbottito. L’allestimento lusso prevedeva il parabrezza, gli specchietti retrovisivi,  clacson e due tubi di scappamento. Esisteva anche la variante elettrica

Patrimonio Industriale 237

L’Auto Sport 194 del 1962 con carrozzeria in lamiera, ruote cromate con raggi stampati e paraurti

Patrimonio Industriale 295

Una vista posteriore dell’Auto Sport 194 ed il triciclo Victor Cow Boy

Patrimonio Industriale 299

L’Auto Elettrica T/E del 1955 con carrozzeria in lamiera rialzabile per permettere l’accesso alle parti meccaniche.  Il telaio é tubolare il motore elettrico sviluppa una potenza di 1/10 HP ed alimentato da una batteria a 12 V. La velocità massima édi 8 km/h e non mancano le sospensioni telescopiche con molle a spirale

 

 

3. Copertina del Catalogo 1932 - Proprietà Famiglia Giordani

 Il catalogo del 1932 ((Archivio Famiglia Giordani)

5. Copertina del Catalogo 1942 - Proprietà Famiglia Giordani

Catalogo del 1942 (Archivio Famiglia Giordani)

La Mostra terminerà il 2 Febbraio 2014. I giorni e gli orari di visita  sino al 30 settembre 2013 sono i seguenti:da lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; dal 1° ottobre 2013 al 2 Febbraio 2014: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13; il sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18; la domenica dalle 15 alle 18. Attualmente il museo é in ferie e riaprirà il giorno 26 Agosto.

0. Logo Giordani-002

Il logo della Giordani

IL MUSEO DEL Patrimonio Industriale di Bologna..

Il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna é ospitato dalla Fornace da laterizi  Galotti, risalente alla seconda metà del secolo XIX. La collezione é articolata in cinque  sezioni: Nella Fornace, dedicata alla lavorazione dei laterizi ed alla fornace stessa; Imparare la macchina, con i modelli, le macchine e gli apparecchi dell’Istututo Aldini-Valeriani di Bologna; Per niente fragile riguardante l’industria bolognese del packaging; Prodotto a Bologna, che presenta una panoramica dell’attività produttiva bolognese a partire dai setifici del XV secolo; Dall’eccellenza al futuro, una panoramica delle tecnologie d’avanguardia dell’industria bolognese contemporanea.

Patrimonio Industriale 019

Il Museo del Patrimonio Industriale ha come sede la Fornace Galotti e l’indirizzo é via della Beverara 123, 40131 Bologna. I contatti sono : telefono 051-6356611; indirizzo di posta elettronica: museo.pat@comunebologna.it

Patrimonio Industriale 369

 La collezione di macchine esposta nella galleria del forno Hoffmann

Patrimonio Industriale 344

Da sinistra la motocicletta CM 175 Turismo del 1929 e le moto Minarelli da record del 1967

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