La Mini Miniera presenta la nuova serie Auto Cult in scala 1:43

L’ AutoCult é un’azienda tedesca con un programma molto diverso da quello degli altri produttori. Il programma produttivo che riguarda modelli unici, prototipi e marchi quasi dimenticati é rivolto ad un determinato target di appassionati di automodelli. La collezione che é in scala 1:43  inizia con soggetti streamliners (come Schlörwagen), con Micro Auto (come Alca Volpe) e con prototipi (come Alamagny) sino a coprire 12 tematiche diverse.  Il programma prevede la proposta di  5-6 riproduzioni in scala al mese (e solo uno per tematica) per evitare un eccesso di offerta. Ogni modello è in serie limitata di 333 pezzi e sarà disponibile in un solo colore. Per l’Italia il distributore esclusivo sarà La Mini Miniera che collabora attivamente con Auto Cult. Auto Cult produrrà per Mini Miniera la nuovissima serie Vintage Cars della quale vi daremo maggiori informazioni tra qualche mese .

AutoCult is a German company with a very different program from that of other producers. The production program that covers unique models, prototypes and trademarks almost forgotten is addressed to a specific target of fans of cars. The collection in 1:43 scale begins with subjects streamliners (as Schlörwagen), with Micro Cars (as Alca Volpe) and prototypes (as Alamagny) until it covers 12 different topics. The program includes the proposal to 5-6 scale reproductions month (and only one per topic) to avoid oversupply. Each model is limited edition of 333 pcs. and will be available in only one color. The exclusive distributor for Italy will be La Mini Miniera who works closely with Auto Cult that will produce the new series for Mini Miniera “Vintage Cars” which will give you more information in a few months.
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Alca volpe
Il 30 marzo 1947 la società milanese “ALCA” (Anonima Lombarda Cabotaggio Aereo) ha presentato la Alca Volpe per la prima volta a Roma con la pertecipazione di Erminio Macario, un comico italiano noto e popolare in quel momento. La Volpe era lunga solo 2,5 metri, larga 1,02 metri e pesava solo 135 kg. Era equipaggiata con un motore con una cilindrata di 124 centimetri cubi. Il motore sviluppava una potenza massima di 6 CV al regime di 5000 giri/min La velocità massima era circa 60-70 km / h ed il consumo di 3,0 litri per 100 chilometri. La Volpe piacque molto ai potenziali clienti al punto che molti di loro la pagarono in anticipo per poterla avere. L’‘azienda incassó più di 300 milioni di lire (circa 6 milioni di euro in questo momento). Tuttavia il denaro non venne mai investito nella produzione in quanto il responsabile sparì con tutto il denaro. Questo naturalmente causò la bancarotta della ALCA e la società venne liquidata. Vennero prodotti solo 6 esemplari della Volpe , ma solo alcuni dei sei modelli sono sopravvissuti e sono attualmente conservati in qualche museo ed in qualche collezione privata.

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Alca volpe

On March 30, 1947 the Milan company “A.L.C.A” (Anonima Lombarda Cabotaggio Aereo) presented the Alca Volpe for the first time in Rome by Erminio Macario, a well-known and popular Italian comedian at that time. The Volpe (= fox) was only 2,5 meters long, 1,02 meter wide and weighed only 135 kg. The back was slightly pointed and equipped with a 124-cubic centimeter engine. The engine could rev to 5.000 rmp and generated 6 hp. The maximum speed was about 60-70 km/h and had a consumption of 3,0 liters per 100 kilometers. The Volpe delighted so many customers that they paid in advance to ensure that production would start for the small roadster. Therefore, the company earned more than 300 million lira (around 6 million Euros at the present time)! However the money never flowed into production as the responsible persons disappeared with all the money. This of course caused ALCA to fall into bankruptcy, and the company was liquidated. Amid this scandal, six cars actually made it off the production line, but only a few of the original six models have survived.

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Schlörwagen Göttinger Ei

Alla Fiera IAA di Berlino del 1939 venne presentato il prototipo della Schlörwagen. Il progettista era Karl Schlör di Westhofen-Dirnstein (1911-1997), un ingegnere tedesco e  l’autovettura era stata sviluppata presso l’Istituto di ricerca aerodinamica (AVA) di Göttingen. L’ obiettivo era ridurre al minimo il consumo di carburante ispirandosi alla costruzione delle ali degli aerei. Il suo prototipo, costruito con il soprannome di “uovo di Göttingen”  sul telaio di una Mercedes-Benz 170 H, riuscì a consumare  il 20% – 40% in meno di carburante rispetto al modello di serie. L’ingegnere affermò cha la velocità massima era di circa il 30% al 40% più elevata del previsto. Tutto questo è stato ottenuto con una carrozzeria snella che copriva quasi completamente le ruote, ma a differenza di altre auto che vennero progettate in seguito, per ottenere un basso consumo, il Schörwagen aveva uno spazio interno sufficiente per trasportare tutta una famiglia. I finestrini erano completamente integrati alla carrozzeria ed il pianale era completamente chiuso. Il risultato finale era un coefficiente aerodinamico di 0,186 nelle misurazioni dell’epoca, ma in una prova successiva condotta dai tecnici della VW nel 1970 con una replica, venne rilevato  un coefficiente aerodinamico di solo 0,150. Alcuni prototipi moderni erano esteticamente più gradevoli, tuttavia non potevano offrire lo stesso spazio interno della Schlörwagen. Confrontandola con degli autoveicoli di oggi con una abitabilità simile, il coefficiente di resistenza é per i progetti moderni 0,240-0,300. Tuttavia, per due ragioni la Schlörwagen non arrivò alla produzione di serie: con il suo basso coefficiente di resistenza aerodinamica la Schlörwagen era troppo sensibile al vento laterale e questo rendeva molto difficile il controllo dell’auto. Inoltre la linea molto perticolare della carrozzeria non incontrava i gusti del pubblico. Durante la seconda guerra mondiale il prototipo Schlörwagen rimase un auto sperimentale ed in seguito venne smontata. Karl Schlör dopo la guerra tentò invano di ritornare al suo progetto cercando l’appoggio dell”amministrazione militare britannica. Purtroppo il suo prototipo non é mai stati ritrovato.

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Schlörwagen Göttinger Ei
Ahead of his time, was at the IAA exhibition in Berlin of Schlörwagen, a prototype, introduced in 1939. Karl Schlör of Westhofen-Dirnstein (1911-1997), a German engineer, this car developed at the Aerodynamic Research Institute (AVA) in Göttingen. His goal was to minimize the fuel consumption by oriented itself with the construction of the body of the aircraft wings. And he succeeded! His prototype, built with the nickname “Göttingen egg” on the chassis of a Mercedes-Benz 170 H, had 20% – 40% less fuel than its series model. The engineer even said a higher top speed of about 30% to 40% expected. All this has been achieved by its streamlined body, which almost covered the entire wheel, – as opposed to later fuel-efficient cars, aerodynamic prototypes and record vehicles, the Schörwagen even offered enough space for the whole family. The windows were fully integrated into a uniform surface of aluminum and the underbody was completely closed, which had a great impact. The end result was a drag coefficient of 0.186 in the former measurements, but in a later test with a replica of the VW technicians in the 1970s, a drag coefficient of 0.150 was found. Some modern prototypes were better in the meantime, however, they could not offer the same space as the Schlörwagen. Comparing today’s vehicles with similar space, so is the drag coefficient from 0.240 to 0.300.Nevertheless, for two reasons made it the Schlörwagen from prototypes not in serial production: The shape and the form again!With its low drag coefficient of Schlörwagen reacted very strongly against crosswinds. That made it so hard or even dangerous to control the car. In addition, the people were not yet ready for such a design. Although the intrinsic values ??of the car were decisive, then the body was considered to be very funny and ugly.During the Second World War, the Schlörwagen remained an experiment cars and was dismantled later. Karl Schlör tried after the war in vain his car by the British military administration to get back. The whereabouts of the car, unfortunately, nothing is known.
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Schlörwagen Göttinger Ei
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Alamagny
Europa nel 1946: L’economia è ancora alle prese con gli effetti della seconda guerra mondiale e le persone sono alla ricerca di mezzi di  trasporto a prezzi accessibili, in quanto quasi tutti i veicoli sono stati distrutti. La autovetture Micro a basso prezzo sono la soluzione! Marcel Alamagny, un ex ingegnere della Renault, ha creato un veicolo molto insolito. Marcel ha l’idea di posizionare il sedile posteriore rivolto all’indietro, l’asse principale e il motore al centro, le altre due ruote alle estremità e collegate tra loro nella sterzatura: il risultato è stato la nascita di un telaio a forma di diamante. Marcel Alamagny ha costruito un corpo morbido e rotondo, che aveva quasi due estremità identiche. Naturalmente, il progetto completo aveva seguito le linee della nuova architettura. Qual’ era la parte anteriore e quale la parte posteriore? Dovevi guardare due volte. Lo stesso valeva per le porte. Per entrare nel veicolo, la parte anteriore e posteriore del corpo dovevano essere ribaltate. Due anni dopo, nella primavera del 1948, il prototipo venne finalmente svelato in una mostra al pubblico. La lunghezza dell’ Alamagny era 3.420 millimetri, larghezza 1.600 millimetri e l’altezza 1.320 millimetri. Il prototipo Alamagny permetteva il trasporto di quattro persone e per la propulsione utlizzava il motore della Simca 5 posizionato al centro e sviluppante una potenza di 13 CV. Si riteneva che potesse raggiungere una velocità massima di 85 km /h. La  storia ha riservato un finale triste all’ing. Alamagny, dal momento che il suo progetto non ebbe nessu seguito. Il prototipo venne smontato e da allora se ne sono perse le tracce.
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Alamagny
Europe in 1946: The economy is still struggling with the impact of World War II and people are looking for affordable transportation, as almost all vehicles were destroyed. Micro cars for little money are the solution! Marcel Alamagny, a former engineer from Renault, created a very unusual vehicle. Marcel has to position the idea of the rear seat facing backwards. It is the first time that such an idea has been implemented and thus was so space-saving as possible. Then he decided to place the main axis and the motor in the middle and attach two more wheels front and rear: the result was the birth of the diamond-shaped chassis layout.Marcel Alamagny built a soft and round body, which had almost two identical ends. Of course, the complete design followed the lines of the new architecture. What was the front and which the back? You had to look twice, haha. The same was true of the doors. To get into the vehicle, the front and rear part of the body had to be folded. Two years later, in the spring of 1948, the prototype was finally unveiled at an exhibition to the public. The length of Alamagny was 3,420 mm, width 1,600 mm and height 1,320 mm. The Alamagny offered a safe journey of up to four people, had 13 hp and was equipped with a Simca 5 engine. We were told that this diamond-shaped car could reach a top speed of up to 85 km / h. Today it’s much more interesting to know than in the past, that very little space was needed to turn the Alamagny. Because of the diamond-shaped layout, this turning maneuvers could be carried out with a radius of less than four meters.The story had an unhappy ending for Mr. Alamagny, since the concept of the diamond-shaped chassis never made it into production. The  rototype was probably disassembled and it is assumed that no part of the body still exists and by the accessories.
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Alamagny
Per informazioni sui modelli in scala della Autocult contattare la Mini Miniera. Contatti tel 0171344420 oppure info@miniminiera.com – sito web www.miniminiera.com
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