L’AUTO DI TOPOLINO – Motorama

L’AUTO DI TOPOLINO – Motorama

Questa volta ci vogliamo dedicare a un divertente modellino di fantasia. Le auto dei personaggi dei fumetti, un tempo snobbate perché più adatte a un pubblico infantile, sono oggi rare da trovare in buone condizioni, con particolare riguardo alla bella serie di auto di Walt Disney della Politoys/Polistil che uscì attorno al 1970. Da qualche tempo, nelle vetrine dei negozi, è tornata una simpatica serie di automobiline ispirate ai personaggi Disney. La serie è prodotta dalla Motorama, che ha declinato questi modelli in tre scale: 1/24, 1/43 e 1/66 circa. Il “circa” è d’obbligo, in quanto ovviamente le auto riprodotte sono di fantasia, e alcune, come ad esempio l’auto di Paperone, sono più piccole delle altre (questioni di imballaggio).

trio

Esaminiamo dunque uno dei modelli della serie, l’auto di Topolino, nelle tre scale disponiblii. Il modello è caratterizzato dalla tipica verniciatura bicolore blu/rosso, ottenuta con l’alternanza di parti in metallo e plastica, con parti applicate ed altre semplicemente verniciate. I tre modelli sono praticamente identici, ovviamente con le semplificazioni imposte dal ridursi della scala. Un bel figurino in plastica morbida raffigurante Topolino completa i modelli, tranne quello in scala minore.

triocoda

Logicamente il modello più “coinvolgente” è quello in scala 1/24, dove i particolari sono più visibili ed i pezzi applicati sono maggiori. In questo modello le portiere sono apribili, e le ruote anteriori sono sterzanti (ma non comandate dal volante, per cui non restano in posizione una volta sterzate…). Il cruscotto è composto da una decal in “finto legno” e si possono notare l’autoradio, la leva del cambio e il volante con corona del clacson argentata.

cruscotto

Fanali, luci di posizione, fregio sul cofano e vari altri particolari sono applicati stampati, in plastiche di diverso colore, in modo da differenziarli senza bisogno di ricorrere alla vernice. Le ruote, per tutti e tre i modelli, sono in similgomma grigia, montate su cerchioni di un bel giallo brillante, esattamente come nel fumetto.

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E’ da dire che l’idea di produrre un modello della serie disneyana non è nuova: ci aveva già pensato, negli anni ’60 la Politoys, che aveva prodotto prima nella serie M, con ruote in gomma e poi nella serie W, con ruote veloci, una nutrita schiera di modelli Disney, che andavano dall’auto di Paperino a quella di Paperinik, dalla vettura elettrica di Nonna Papera a quella (inesistente nel fumetto) di Ezechiele Lupo, con tanto di rimorchio contenente i tre porcellini, passando per quella di Zio Paperone, Topolino, i Bassotti….

confronto

Approfittiamone quindi per confrontare, nella scala 1/43, questo modello con quello analogo di produzione Politoys. Si nota subito la differenza di scala: mentre il Motorama può essere catalogato come 1/43, il Politoys è più vicino all’1/32, anche se il personaggio a bordo è pressoché delle stesse dimensioni. Si nota anche la completa diversità della linea: ciò è dovuto al fatto che l’auto di Topolino non è mai stata caratterizzata in modo univoco dai vari disegnatori, al contrario di quella di Paperino (la mitica 313) che è sempre stata raffigurata, sia pur con alcune differenze, con linee tondeggianti, parafanghi bombati, calandra arrotondata con fanali sporgenti e i nipotini seduti nello sportello del baule (il cosiddetto “posto della suocera”). L‘unico dettaglio che accomuna i modelli di Topolino è la configurazione “cabriolet” della carrozzeria… il Motorama non si rifà però ad alcun disegno in particolare, sfoggiando una linea “retrò” con la calandra arrotondata e parafanghi che potremmo definire “ponton” mentre il modello Politoys, invece, si ispirava maggiormente alla vettura che si può ammirare in alcune tavole disegnate dal grande Romano Scarpa… la linea è più “moderna” con fari quadri, calandra orizzontale, due grandi pinne che caratterizzano la coda.

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Entrambi i modelli hanno ruote in gomma (nere per la Politoys) e non hanno parti apribili. Anche il modello più anziano sfrutta l’abbinata metallo/materiale plastico per ottenere la doppia colorazione, curiosamente invertita sul Motorama. Il modello “moderno” è ovviamente più definito e meglio stampato, ma il modello obsoleto è decisamente più pesante, visto l’impiego di uno spesso fondino in zamac, che nel Motorama è in plastica con una riproduzione di meccanica che fa pensare a un cambio “transaxle”.

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Mentre nel Motorama i fari ed i fanalini sono in plastica trasparente bianca o rossa, nel Politoys vi sono due semplici adesivi cromati. Insomma, al fascino dovuto alla condizione di “giocattolo d’epoca” ed ai ricordi di chi ci ha giocato, si contrappone un modellino simpatico, ben riuscito e di costruzione semplice ma robusta. Visto anche il prezzo particolarmente contenuto dell’intera serie, non dubitiamo che questa farà felici sia i bambini che i collezionisti di oggettistica legata al fumetto.

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