KESS Siata Spring: il modello che mancava

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Se c’era ancora un modello che mancava alle nostre collezioni, questo era la Siata Spring, un simpatico spiderino in stile retrò basato sulla economica meccanica della Fiat 850.

E adesso c’é.

Con occhio attento a quanto offre il mercato, Kess ha messo in produzione proprio la Siata Spring, nelle due varianti aperta e con capote alzata.

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L’auto vera apparve nel 1967. Si rifaceva agli spider inglesi degli anni ’50, in particolare le MG TF, reinterpretate in salsa nostrana e sull’ affidabile meccanica della Fiat 850 Super, che consentiva prestazioni brillanti (oltre 125 Km/h di velocità massima) senza penalizzare i costi di esercizio. Nel 1968 la Fiat presentó la 850 Special con un motore potenziato e la Siata mise in produzione anche un modello con il nuovo propulsore

La Siata, veterana azienda torinese, produttrice di auto elaborate o con carrozzerie speciali su base Fiat, ma anche di moto e furgoncini, stretta nella morsa dei giganti dell’auto, stava lottando per sopravvivere. Nel 1965 lanciò un sondaggio di mercato da cui emerse la voglia di una piccola spider dal gusto inglese. Il sondaggio era corretto e l’auto era giusta al momento giusto.

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Fu un successo che rinverdì il nome Siata non solo in Italia, ma lo proiettò in Francia, dove la Spring vendette parecchio, Germania, Olanda e perfino negli Stati Uniti.

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Un semplice foglietto pubblicitario della Siata Spring per gli USA

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Il simpatico musetto della Spring come appare su un opuscolo olandese.

Siata SpringIl finto radiatore della Spring è perfettamente catturato nel modello Kess

Con sole 50.000 lire in più era possibile ottenere un aspetto ancora più retrò montando delle speciali ruote a raggi che era possibile imbullonare ai mozzi di serie senza modifiche aggiuntive, mentre con una cifra simile era disponibile anche un piccolo hardtop per l’inverno.

Nonostante i 3500 esemplari venduti, la Siata passò alla storia nel 1970 e la Spring sarebbe morta lì se la sua linea di montaggio non avesse trovato una seconda giovinezza in Sardegna, con la neo-costituita Società O.R.S.A. che ne aveva rilevato anche scorte e ricambi. Al momento dell’entrata in produzione la Fiat 850 era stata sostituita dalla 127 e allora i pianali e la meccanica cominciarono ad arrivare dalla Seat spagnola, dove nel frattempo si montava un motore di 903cc che era lo stesso delle versioni coupé e spider delle ultime 850 italiane. Con 47 cv e i freni a disco la piccola Spring avrebbe potuto avere ancora vita lunga se la crisi petrolifera del 1973 non avesse gettato nel panico gli acquirenti e creato difficoltà nelle esportazioni.

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Pare che in totale ORSA non sia riuscita a superare le 150 vetture finite prima di gettare la spugna nel 1975 e convertirsi alla produzione di veicoli antincendio poi rilevati da Baribbi, noto specialista del settore.

Il modello della Kess è molto ben riuscito e le foto lo dimostrano. Disponibile in versione aperta o chiusa, nei colori giallo per la prima e bianco per la seconda, proprio come sul catalogo dell’epoca, non potrà che far piacere ai collezionisti nostrani. Esiste anche un modello nella variante aperta  verniciato in rosso, in una serie limitatata di a 42 esemplari 

Soprattutto indovinate sono le proporzioni generali, come si può anche osservare nella vista dall’alto.

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Ogni dettaglio è molto curato, dai piccoli stemmi sulle fiancate, alle predelle con i profilati antigraffio, al cofano motore con le griglie d’areazione dipinte che danno l’idea della profondità, al delicatissimo portapacchi posteriore in metallo fotoinciso.

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Per le ruote sono state scelte quelle a raggi che, seppure opzionali, davano all’auto vera quel tocco di sportività in più. Per essere perfette dovrebbero essere un po’ meno a filo dei parafanghi.

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