Il tocco dello Scorpione – Fiat 131 Abarth Rally 1976 – Laudoracing 1 : 18

Quando, verso la metà degli anni 70, la Fiat decise di “pensionare” la 124 Abarth Rally, la scelta più logica sarebbe stata la berlinetta X1/9, già in avanzata fase di sviluppo (e già vincente); invece, la Fiat scelse una vettura che, per molti se non per tutti era lontana anni luce dal mondo delle corse: la 131, onesta vettura per famiglie diretta discendente dalla 124. Vero era che la 131 aveva già fatto da base per un prototipo da corsa, quella Abarth 031 che aveva vinto il  Giro d’Italia 1975, ma l’unica cosa in comune con la vettura di serie era (vagamente) la forma della carrozzeria.
Fiat scelse la 131 per la sua proverbiale affidabilità e perché una partecipazione alle corse avrebbe sicuramente spinto le vendite. Venne quindi interrotto anche lo sviluppo della Lancia Stratos (e in molti gridarono allo scandalo) per evitare “concorrenza” in casa e la 131 in versione tre porte venne affidata alle cure dell’Abarth, ormai reparto corse della Fiat, per renderla una vera vettura da competizione.

When, in the mid-70s, Fiat decided to “retire” the 124 Abarth Rally, the most logical choice would have been the X1 /9, already under development; instead, Fiat chose a car that,  for many if not for all, was light-years away from the racing world: the 131, an honest family car descending from 124. It was true that the 131 had already been the basis for a racing prototype, the Abarth 031 winning the 1975 Giro d’Italia, but the only thing in common with the production car was (vaguely) the shape of body.
Fiat chose the 131 for its proverbial reliability, and because a participation in the races would certainly push the production model sales. The development of the Lancia Stratos was also interrupted (and many shouted to the scandal) to avoid “competition” at home, and the 131 three-door version was entrusted to the Abarth, now Fiat’s racing department, to make it a real competition car.

La macchina ricevette un motore 2.0 litri, con testata a quattro valvole per cilindro e alimentazione a carburatori, che sviluppava 140 cv; il peso venne sensibilmente diminuito mediante l’uso di vetroresina e alluminio per i pannelli della carrozzeria, le sospensioni divennero indipendenti sulle quattro ruote (con il retrotreno ispirato a quello della X1/9),  l’aspetto divenne più grintoso con l’adozione di parafanghi allargati, spoiler e prese d’aria varie; i paraurti furono eliminati. La produzione dei 400 esemplari necessari per l’omologazione venne affidata a Bertone. La vettura, grazie anche al peso inferiore ai 1000 kg, aveva buone prestazioni (per l’epoca), raggiungendo i 190 km/h di velocità massima. Ovviamente la versione utilizzata per le corse aveva potenze ben superiori (fino a 230 cv!) grazie all’adozione dell’iniezione, parafanghi ancora più larghi, freni a disco di diametro differente tra anteriore e posteriore, e ruote diverse a seconda dell’impiego in gara. Alla fine la scelta della “berlina per famiglie” fu ottima, perché la 131 Abarth vinse ben tre campionati del mondo costruttori (1977, 1978, 1980) e due campionati piloti (1978 e 1980). Ma questa è un’altra storia.
Torniamo quindi al nostro modello, prodotto con la consueta perizia da Laudoracing Models, in scala 1:18. Il modello è in resina con carrozzeria senza aperture ed è disponibile in tre brillanti colori: rosso, come il nostro campione, blu “Francia” e giallo.
La verniciatura é uniforme e decisamente brillante e la linea è molto ben riprodotta: alla fine, nonostante le linee spigolose tipiche degli anni 70, le grandi superfici vetrate rendono piacevole l’insieme facendolo sembrare quasi una coupé, complice l’assenza dei paraurti.

La vista laterale mostra l’ottima rifinitura delle parti in nero opaco ed il perfetto posizionamento dei “vetri”. Belli i cerchioni, che riproducono fedelmente i Cromodora originali, del giusto diametro gli pneumatici, anche se il battistrada é un po’ troppo “racing”. Non mancano il logo Bertone e lo Scorpione sul montante del tetto. Belli anche gli specchietti, specifici per questa vettura: segnaliamo che nella confezione ne viene fornita una coppia di ricambio.

Molto ben fatta e realistica la fanaleria, sia anteriore che posteriore; la presa d’aria sotto la calandra ha la griglia passante. Non manca il piccolo gancio traino sul muso. Le targhe sono delle giuste dimensioni e notiamo anche che le due luci targa sono argentate nella parte interna.

Gli interni sono riprodotti fedelmente: il cruscotto riprende quella della berlina di serie (cosa che fu oggetto di critiche ai tempi), mentre il volante é il tipico tre razze Abarth. Anche i pannelli della porta sono quelli della berlina, mentre i sedili specifici, più avvolgenti, presentano il tipico rivestimento a quadretti con banda centrale in tinta con gli esterni. La finitura é però un po’ troppo lucida, e ricorda più la finta pelle che il tessuto utilizzato in realtà. Notiamo che mancano le cinture di sicurezza.

Il fondo del modello presenta una riproduzione della meccanica abbozzata ma non troppo: si può osservare persino la particolare struttura della sospensione posteriore.
Insomma, anche con questa 131 Abarth Laudoracing ci ha dimostrato di saper lavorare bene e con cura, scegliendo sempre dei soggetti molto graditi dai collezionisti: oltre tutto ad un prezzo abbordabile per la maggior parte delle tasche. Molto bene!

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