Il Rettile Americano – Dodge Viper RT/10 GTS – GT Spirit 1 : 18

È una sportiva americana, è una coupè dal muso smisurato e dalla coda cortissima, ha un motore enorme ed una coppia esagerata, é blu metallizzata con righe bianche ed ha il nome di un serpente velenoso: se chiedessi ad un gruppo di appassionati di quale auto si tratta, la risposta sarebbe sicuramente “la Cobra Daytona”!! E invece no, anche se indubbiamente la filosofia é la stessa. Si tratta infatti dell’auto meno politicamente corretta, più irrazionale, più “ignorante” ma anche più affascinante degli ultimi anni: la Dodge Viper RT/10 GTS, che riprende in pieno lo spirito delle Shelby Cobra e probabilmente proprio per questo si fregia del nome che ha.

It’s an American sport car, it’s a coupè with an immense nose and a very short tail, it has a huge engine and an exaggerated torque, it’s metallic blue with white stripes and has the name of a poisonous snake: if you ask a group of enthusiasts which car is it, the answer would surely be “the Cobra Daytona”!! But no, although undoubtedly the philosophy is the same. It is in fact the sport car less “politically correct”, more irrational, more “ignorant” but also more fascinating in recent years: the Dodge Viper RT / 10 GTS, which fully incorporates the spirit of Shelby Cobra, and probably for this reason brings the name it has.

Nata nel 1992 in versione Roadster, la Viper era (ed è tuttora, dopo tre serie e vari aggiornamenti) una vettura sportiva “atipica”, soprattutto confrontandola con la ipertecnologica produzione europea. Il telaio era in tubi d’acciaio, la carrozzeria in vetroresina, la trazione posteriore con motore piazzato anteriormente. Ed era proprio il motore la parte più assurda di questa vettura. Si trattava infatti di un V10 di ben 8 litri di cilindrata, in origine progettato per equipaggiare… autocarri! A trasformarlo in un motore sportivo ci pensarono i tecnici della Lamborghini (all’epoca di proprietà Chrysler) che lo alleggerirono notevolmente e lo migliorarono fino a fargli sviluppare 400 cv, con la mostruosa coppia motrice di 626 Nm a 3600 giri. La vettura, pesante circa 1500 kg, nonostante la sua “irruenza”, era completamente priva di qualsiasi aiuto elettronico!

Addirittura, per avere a bordo l’aria condizionata e gli air-bag, si dovette aspettare fino al 1996, quando venne presentata la versione coupé GTS, nella quale la potenza del motore aumentava fino a 450 cv (con 664 Nm di coppia a 3700 giri) e la velocità massima, che sulla roadster era di circa 265 km/h, cresceva di 20 km/h arrivando a 285. La coupé era caratterizzata da un leggero doppio rigonfiamento del tetto, per consentire al pilota di indossare il casco durante la guida: la Viper GTS divenne infatti immediatamente una delle auto più utilizzate dai privati nelle gare di accelerazione, su strada e per le Drift Race, tanto che la Chrysler si affrettò a realizzarne una versione GTS-R, con la quale partecipò al Campionato FIA GT, inizialmente nella classe GT2, (poi divenuta GT) vincendo 5 titoli costruttori dal 1997 al 2002, 2 titoli costruttori  American Le Mans Series (1999 e 2000), ottenendo 3 vittorie di classe alla 24 Ore di Le Mans (1998, 1999, 2000) e la vittoria assoluta della 24 ore di Daytona del 2000. Niente male per… un autocarro!

Gt Spirit ci propone un modello veramente ben riuscito: la verniciatura é di ottimo livello e da sola aumenta alla grande il fascino di questo modello. Inutile dire che la linea é pressoché perfetta, le proporzioni sono rispettate e l’assemblaggio é curatissimo. Un vero peccato che il modello sia senza parti aprinbili. Visto che questa specifica versione della Viper é stata ignorato dai produttori di alta gamma (solo Maisto e Bburago hanno riprodotto questa vettura in scala 1:18, con risultati mediocri), sarebbe stato bello poter accedere al motore ed agli interni…. ma accontentiamoci. Le ruote sono molto belle, i cerchi (ovviamente cromati) calzano pneumatici realistici e lasciano intravedere i dischi freno e relative pinze.

La fanaleria, sia anteriore che posteriore, é ben fatta. Sulla coda, si vede il marchio Viper in rosso, che nella vettura reale nasconde la terza luce di stop. Bello il doppio terminale di scarico che sporge dalla coda. Peccato soltanto che, trattandosi di un modello in resina, le aperture delle prese d’aria abbiano poca profondità e siano semplicemente verniciate in nero opaco.

Gli interni, come al solito poco visibili (anche perché neri) si rivelano comunque molto dettagliati. Il cruscotto presenta la strumentazione resa con decals ben leggibili, di colore bianco. Bella la colorazione dei sedili, che ricorda bene la pelle; notiamo le cinture di sicurezza realizzate in tessuto, con fibbie in fotoincisione. Manca la floccatura del pavimento, a quanto pare: ma non potendo aprire le porte, la cosa non ci disturba più di tanto.

La vista dall’alto evidenzia la particolare linea della vettura, con la parte posteriore larga e bombata che sembra incastrarsi nel lungo cofano motore. Notevole la cura con la quale sono state applicate le lunghe bande bianche. Simpatico anche il particolare del lunotto termico con le resistenze verticali, piuttosto inusuale.

Insomma, GT Spirit ha fatto centro ancora una volta. In un mercato saturo di doppioni e di modelli spesso troppo costosi, non riusciamo a credere come questo dinamico produttore francese riesca ogni volta a presentare modelli accurati e ben fatti ad un prezzo tanto concorrenziale. Per favore, continuate così!!

La Dodge Viper RT/10 GTS

 

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