Il destino di un’utilitaria

La Fiat 500 è stata un’utilitaria dal destino vermente particolare, in quanto la sua attuale reincarnazione è stato un successo di vendite, pur con prezzi non particolarmente popolari.  L’antenata, presentata il 4 luglio del 1957, ebbe parecchi problemi prima di imporsi e cosa incredibile, la variante base fu oggetto di una riduzione di prezzo e la casa madre rimborsó con un assegno circolare tutti gli acquirenti dell’auto al prezzo iniziale. Negli anni ’60 la Fiat 500 era diventata in Italia (non cosí all’estero) molto popolare ed aveva sostituito numerosi scooter e per chi se lo poteva permettere, faceva le veci della seconda auto per i percorsi cittadini. Tra i giovani neopatentati diventò di moda per la 500 F, il colore blu scuro e pochi resistettero alla tentazione di togliere le calotte coprimozzo. Ma allora i colori di moda non erano pagati a parte, anzi nessun colore si pagava in più del prezzo di listino. Ora ahimé l’unico colore che non si paga é di solito un pastello “sfigato”. Ho fatto una breve ricerca ed ho notato che solo la Mercedes-Benz propone per la serie C due colori alla moda senza supplemento. Poveri noi automobilisti, ora siamo costretti a pagare a parte un colore della carrozzeria decente. Ma sino a quando saremo così disponibili ad accettare questi balzelli? Ed ora parliamo di modellismo: i prezzi sono sempre elevati e non sempre la qualitá é soddisfacente. E le nuove generazioni di collezionisti dove sono? Le sparute presenze alla manifestazioni del settore non mi fanno pensare ad un radioso futuro. Non mi resta che sperare che si avveri quello che un tempo era un mio sogno, avere un giovane collaboratore che, durante le fiere del settore, svitasse quelle odiate viti delle basette in modo da potere effettuare delle buone fotografie da pubblicare. La mia gavetta inizió con un noto direttore di pubblicazione ed allora uno dei miei compiti ero quello di addetto allo svitamento. Ma ora, con i capelli bianchi, continuo ad effettuare quella noiosa operazione senza che ci sia un giovane supporto. Colgo l’occasione per indicare un indirizzo di posta elettronica  (sono stufoooo di sentire da tutti indirizzo mail..) che permette ai nostri lettori di contattare direttamente la redazione: piccolegrandiruote@gmail.com. Vi invito cari lettori ad usarlo in quanto in questa era di contatti ed informazioni continue la corrispondenza latita. Scordavo un particolare: parlando della tanto amata Fiat 500 mi sono rifiutato di utilizzare il termine “icona”strautilizzato da numerosi colleghi che hanno perso il gusto di utilizzare in modo vario le parole della nostra lingua. Ma cosa si puó pensare di chi é ormai abituato da anni ad acquistare il pane quotidiano surgelato dei supermercati ed ha scordato il sapore del pane vero?

The Fiat 500 was a popular car with a very special destiny  because its current reincarnation was a sales success, even with not particularly popular prices. The ancestor, presented on July 4, 1957, had several problems before imposing itself and incredible as it was, the base model was subject to a price reduction and the factory repaid all early car buyers with a circular check the difference to the initial price. In the ’60 years the 500 had become very popular in Italy (not so much abroad) and had replaced many scooters and to those who could afford it became the second car for city use. Among the young drivers became fashionable the 500 F in dark blue color and few resisted the temptation to remove the caps. But it was a time where the fashion colors were not paid separately, and no color was paid more in the price list. Today, alas, the only color that you do not pay is usually a “disadvantaged” pastel. I did a little research and I noticed that only the Mercedes-Benz proposes to the C series in two stylish colors at no extra charge. Poor us motorists! We are now forced to pay off for a decent body color. But how long will we be able to accept these supplements?  And now we talk about model in scale: prices are always high and not always their quality is satisfactory. And where is the new generation of collectors? The sparute presence in fairs and swap meets does not make me think of a radiant future. All I have to do is to hope that you come across what once was my dream: having a young collaborator who, during the fairs, wiped out those hated screws off the base plate so that they could make good photographs to be published. My apprenticeship was with a well-known publisher, and then one of my jobs was to clerk unscrewing. But now, with white hair, I keep doing that boring operation without any young support. I take the opportunity to indicate an E-mail address (I’m fed up to hear from all mail address ..) which allows our readers to contact the editorial office directly: piccolegrandiruote@gmail.com. I invite you dear readers to use it, as in this era of contacts and continuous information the correspondence is not frequent. I forgot a detail: talking about the beloved Fiat 500 I refused to use the word “icon”, misused by many colleagues who have lost the taste of using the words of our language in a varied way. But what can we think about who is now accustomed to buy frozen bread in a supermarket and has completely forgotten the taste of true fresh bread?

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