I 50 ANNI DELLA JAGUAR ‘E’ TYPE

Jaguar E-Type coupé, Burago, 1/18
La Jaguar XK-E del 1961 al Salone di Ginevra del 2011
Quando il 15 marzo 1961 venne aperto al pubblico il Salone Internazionale di Ginevra l’attrazione più grande fu senz’altro la Jaguar XK-E, conosciuta anche come E-type (talora anche XKE). La sua estetica rivoluzionaria e senza tempo fa sì che sia ammirata ancora oggi, tanto che in occasione dei suoi 50 anni lo stesso esemplare (venduto all’epoca a uno zurighese e tutt’ora in circolazione) sia tornato sotto le volte del Palexpo e abbia attratto gli sguardi dei visitatori ora come allora.

Jaguar E-Type spider 1a serie (tre tergicristalli), AutoArt, 1/18

Cruscotto del modello AutoArt in scala 1:18

Matchbox 1-75 series Jaguar E, 1/66
Disegnata da Malcom Sayer e disponibile in versione spider e coupé a due posti, ne furono prodotte, nei 14 anni in cui rimase in catalogo, oltre 72.000, buona parte delle quali vendute negli USA. Merito del perfetto equilibrio tra estetica, meccanica e prestazioni, unite a un prezzo d’acquisto più basso della maggior parte delle concorrenti.
Enzo Ferrari la definì“L’auto più bella mai costruita”.
La prima serie (1961-68) montava inizialmente un 6 cilindri di 3,8 litri derivato da quello della XK150, con una potenza di 265 CV in grado di raggiungere i 240 Km/h, nonostante il cambio Moss non fosse propriamente all’altezza. Nel 1965 la cilindrata venne aumentata a 4,2 litri con un nuovo cambio Jaguar a 4 marce interamente sincronizzato (inizialmente la prima non lo era) e i sedili furono resi più confortevoli. Piuttosto caratteristici, nelle prime Jaguar E-type, erano le tre piccole spazzole del tergicristallo, poi tornate ad essere soltanto due.

Jaguar E-Type coupé, Spot-On, 1/42
Nel 1966 alle versioni in commercio fu aggiunto il coupé 2+2, con passo maggiorato, linea del padiglione modificata, per poter ospitare due posti di fortuna posteriori. La spider rimase esclusivamente a due soli posti. La 2+2 poteva essere equipaggiata con cambio automatico.
La seconda serie venne prodotta solo dal 1969 al 1970, e si differenziava per dettagli, quali paraurti e lampeggiatori di dimensioni maggiori, una presa d’aria anteriore più grande e un motore depotenziato nelle vetture destinate agli USA per ridurre le emissioni inquinanti: la potenza in questo caso crollava ad appena 175 CV e fu causa di scontento dei proprietari. Quando la cilindrata del motore fu portata a 4,2 litri i fari persero le carenature di plastica trasparente.

Jaguar E coupé, Bandai tinplate, 1/20 circa
Nella terza serie (1971-75) le differenze estetiche furono più evidenti, in particolare le luci posteriori furono spostate sotto al paraurti, e la presa d’aria del motore venne rivestita da una griglia massiccia e cromata. Su questa serie venne introdotto il nuovo motore a 12 cilindri (a V) di 5,3 litri, con impianto di scarico a quattro terminali posteriori. Il 12 cilindri riportava la potenza a 272 CV a 5850 giri, ridando alla nuova serie le prestazioni che la precedente non aveva.
La versione spider fu costruita anch’essa sullo stesso pianale del Coupé 2+2 e il coupé a due soli posti venne tolto dal listino.

Jaguar E V12 spider e coupé 2+2, AutoArt, 1/43
I MODELLI
Non si può dire che di fronte a tanta vettura la risposta dei fabbricanti sia stata immediata. Sì, é vero: una Jaguar E-type spider fu riprodotta quasi subito sia dalla Dinky Toys che dalla Corgi Toys, ma stranamente ne vennero fuori due modelli non eccezionali e in scala 1/45 circa. Solo la Spot-On se ne uscì con un bel coupé dal cofano anteriore apribile nella sua tipica scala 1/42. Gli altri modelli arrivarono alla spicciolata. Dapprima un discreto coupé della Matchbox in scala piccola, poi il capolavoro della danese Tekno. Questo modello, interamente apribile, stupì per la sua bellezza e per un gadget innovativo: il suo sterzo, brevettato, era costruito in modo che la vettura, nella sterzata, si inclinasse dalla parte giusta come la vera, sotto l’effetto del rollio.


Jaguar E-Type spider, Tekno, 1/43
Poi fu la volta della Politoys, che produsse un discreto spider con hardtop (fisso) in fiberglass con fondino di metallo. La stessa vettura venne anche venduta colorata di rosa come l’auto della cantante Rita Pavone (che però aveva un coupé).

Jaguar E V12 coupé 2+2, Majorette, 1/66

Jaguar E di Rita Pavone, Politoys Fibreglass, 1/43

Jaguar E-Type coupé, Norev, 1/43

Jaguar E-Type coupé, KDN, 1/43
Anche la Norev mise in cantiere una E coupé: il suo stampo fu utlizzato in Cecoslovacchia dalla KDN ed era ancora in catalogo poco tempo fa. Anche la francese Minialuxe realizzò un buon modello della E coupé in plastica in scala 1:43 e lo stesso stampo, qualche anno dopo, fu inserito nel programma della Eligor che utilizzò il metallo. Fra i giocattoli ricordiamo quello della Bandai, e quelli, piuttosto recenti, fatti in Cina dalla MF, peraltro anche piuttosto belli. Quando uscì la coupé 2+2 la Corgi Toys fu l’unica del suo periodo a riprodurla. Non solo, ma ne aggiornò i dettagli quando arrivò il motore a 12 cilindri: peccato che ne abbia pensionato le belle ruotine a raggi in cambio delle orribili ruote veloci. La Majorette commercializzò una riproduzione nella consueta scala 1/66, mentre Burago puntò alla E coupé a due posti in scala 1/18, presto seguita dalla Tonka Polistil che ne fece una spider, ma in scala 1/16.

Jaguar E-Type coupé, burago, 1/18

Jaguar E-Type spider, Tonka-Polistil, 1/16

Jaguar E V12 coupé 2+2,Corgi Toys, 1/43

Jaguar E coupé e spider, MF tinplate, 1/18 circa
Il fascino della E continuò ad ammaliare molti costruttori per lungo tempo dopo che l’auto vera era stata sostituita dalla scialba e impersonale XJS. La Box Model mise in campo uno dei più bei modelli in scala 1/43 e lo stesso modello, quando si divisero i soci, fece parte del programma della Best Model. Anche l’inglese Corgi si interessò nuovamente al soggetto E type producendo un nuovo stampo ed un nuovo modello, questa volta nella scala giusta, ma sempre in versione spider. L’orientale AutoArt preferì la E-Type con il 12 cilindri e lo miniaturizzò sia in scala 1:43 che in scala 1:18; la E V 12 piacque anche alla Ricko che ne approntò una spider, nella scala 1/87 ed alla Yatming che pure esse mise in catalogo una spider, ma in scala 1:18. La stessa Dinky, ormai senza più l’amato “Toys” perché il marchio era stato semplificato ed era divenuto solo una serie collaterale dei modelli della Matchbox, tornò a riprodurre una spider.

Jaguar E V12 spider, Ricko, 1/87

Jaguar E Tour de France, Best, 1/43

Jaguar E di Diabolik, il famoso personaggio dei fumetti, Best, 1/43

Jaguar E-Type spider, Matchbox serie Dinky, 1/43
Molto realistica é la riproduzione della Jaguar E prima serie negli allestimenti spider e coupé che sarà presto proposta dall’Autoart in scala 1:18. Consci di tralasciare molte altre belle riproduzioni per ragioni di spazio, ricordiamo anche il ritorno alla grande della Jaguar E della High Speed, proposta in ben tre rapporti di riduzione: 1/43, 1/72 e 1/87. Piuttosto recente ed apprezzabile é la riproduzione in scala 1:43 della coupè prima serie ad opera della Ixo.

Jaguar E V12 spider, Yatming, 1/18





