FORD ESCORT II 1.3 1975 – MINICHAMPS 1/18

Nel mondo dell’automodellismo da collezione capita raramente di vedere utilitare o vetture “comuni”: normalmente i soggetti da riprodurre vengono scelti tra le auto sportive, di lusso, di alto design o con una valenza storica accentuata. Capita così che autovetture del passato, all’epoca diffusissime sulle strade, ma ormai quasi scomparse, vengano dimenticate dai collezionisti e restino completamente sconosciute ai giovani. Recentemente, le riproduzioni di alcune di queste auto ”cenerentola” sono state messe in vendita all’interno di serie reperibili nelle edicole, generalmente in scala 1:43 o, al massimo, in scala 1:24. Nella scala 1:18, alcuni modelli “popolari” sono stati riscoperti (con discreto successo) da alcuni giovani e dinamici marchi artigianali francesi, che ne hanno presentato delle ottime riproduzioni in resina. Nel pressofuso, gravato da maggiori costi per gli stampi, si preferisce ancora andare sul sicuro con modelli più appetibili, e quindi sempre con le solite sportive, SUV, ecc. ecc. Fortunatamente, ogni tanto c’è chi osa andare controcorrente: é il caso della Minichamps, che ha presentato in scala 1:18, la riproduzione in metallo pressofuso e completamente apribile, della Ford Escort seconda serie.

FORD-ESCORT-copertinaDire che questa Escort fosse una bella macchina, é sinceramente impossibile. La linea, curata dalla filiale tedesca della Ford, riprendeva quella della Escort prima serie, disegnata dalla filiale inglese, squadrandone le linee secondo la moda dell’epoca (siamo alla metà degli anni ’70), mantenendo i tre volumi ma dando alla coda un andamento fortemente spiovente che faceva sembrare la vettura quasi una fastback. Le carreggiate strette e le ruote piccole contribuivano a rendere l’insieme piuttosto sgraziato.

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La vettura ebbe comunque una buona diffusione in Europa, grazie anche alla buona abitabilità ed all’ampia gamma di motorizzazioni a quattro cilindri che andavano da 940 a 2000 cc ed alla varietà degli allestimenti (ben sei: base, L, GL, Ghia, Sport e RS) a due porte, quattro porte e station wagon a tre porte. La Minichamps ha comunque riprodotto bene i volumi della vettura, scegliendo tra tutte la 1.3 L a tre porte, in un brillante rosso arancione (piuttosto “tedesco”, in verità) molto lucido e ben steso, abbinandolo con sobri interni neri.

FORD-ESCORT-fiancodxFORD-ESCORT-fiancosxIl modello è piuttosto spoglio, ma i principali particolari, come la fanaleria e le cornici dei vetri, sono ben fatti. Non ci sono parti in fotoincisione, ma tutti i particolari sono riportati, dalle maniglie delle portiere al tappo del serbatoio. Peccato per la mancanza dei vetri delle portiere, che avrebbero dato un aspetto più reale al modello.

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Le decorazioni sono rese con semplici tampografie. Stranamente, anche il bottone di apertura del bagagliaio è tampografato e non in rilievo. Le ruote presentano cerchi ben fatti e pneumatici dal disegno realistico.

FORD-ESCORT-interni

Gli interni, molto spartani, sono tutti in plastica nera: l’effetto non è male, ma il pavimento non è rivestito di moquette. Ci sono comunque le cinture di sicurezza, realizzate in tessuto. Qualche sbavatura di fusione si può trovare sul cruscotto e la decal riproducente l’autoradio è stata posata in maniera un po’ imprecisa, ma sono piccolezze.

FORD-ESCORT-apertaIl portabagagli è completamente privo di rivestimento, salvo un tappetino sul fondo. Sul lato destro, è riconoscibile il serbatoio del carburante.

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Aprendo il cofano motore si può osservare una buona riproduzione del 4 cilindri da 59 cv, che “naviga” nel grande vano motore… rispetto alle auto di oggi, col cofano pieno di coperchi in plastica, centraline e quant’altro, e fa quasi tenerezza. I colori non sono male, e i principali cablaggi sono presenti.

FORD-ESCORT-fondoIl fondo del modello ci presenta una buona riproduzione della meccanica, con sospensioni, trasmissione, differenziale e il ponte rigido posteriore, soluzione già superata all’epoca e surclassata dalle concorrenti (Fiat 128, Volkswagen Golf, ecc.) a trazione anteriore.

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Insomma, questa Escort è un modello piuttosto particolare, simpatico ed interessante proprio per la sua linea sgraziata e un po’ banale, tipica di una certa epoca. Un modello sicuramente gradito a chi ne ha posseduta una vera, e magari anche a chi, appassionato di modelli “racing”, volesse fare una sorta di confronto mettendola accanto alle varie versioni corsaiole della Escort, prodotte da Minichamps nella stessa scala.

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La Ford Escort L in una foto ufficilale

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