Fiat 600 coupe’ VIOTTI in scala 1:43 di Matrix

La Carrozzeria Viotti nasceva negli anni Venti, grazie all’intraprendenza del ventenne Vittorino Viotti e del suo socio Tolfo. Una storia lunga più di quarant’anni, con successi di critica e pubblico.

Nel dopoguerra Viotti inventa la «Giardinetta» e c’é un brevetto che attesta che questa parola, oggi di uso comune per designare una Station Wagon, sia stata creata da Viotti per designare le sue vetture destinate ad uso promiscuo, così necessarie nel dopoguerra, per favorire gli artigiani che le usavano da carico lungo la settimana e poi per la famiglia alla domenica.

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Ben proporzionato è il modello della Fiat-Abarth 600 Viotti di Matrix, in scala 1:43

Quando il boom economico portò a una sempre maggiore diffusione dell’automobile e le maggiori Case iniziarono a produrre in proprio le “Giardinette” chiamandole con altri nomi come “Familiari” o “Giardiniere” ecco che Viotti trovò nuova linfa nell’allestire piccole fuoriserie sui telai più diffusi del tempo. Particolarmente riuscita fu una coupé a due posti su telaio Fiat 600, che venne venduta in parecchie unità e chi ha oggi i capelli grigi ne ricorda parecchie in giro, specie a Torino.

Fiat 600 coupé Viotti bb

Si poteva avere anche la versione con meccanica potenziata Abarth.

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E’ la versione prescelta da Matrix per la sua deliziosa miniatura che non mancherà di attirare le attenzioni dei collezionisti italiani.

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Proposta in una colorazione pastello con bicolore verde metallizzato oppure in argento con bicolore rosso scuro, il modellino Matrix si fa notare per la linea molto “centrata” e parecchi dettagli di grande finezza.

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Belli gli interni, dove si intravede il tipico cruscottino della 600 di serie e belle le ruote, col marchio Fiat (leggibile) sul gallettone.

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Qualche leggera sbavatura nelle zone di demarcazione del colore e le targhe di Torino non coerenti con l’anno della vettura (1956-57, mentre le targhe sono del 1959), sono dettagli che possono sfuggire agli occhi meno esperti.

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sul frontale la targa appare spostata un po’ in alto

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La coda della 600 Viotti, con marmitta Abarth in vista

Bello infine, per un modello di questo tipo, il pianale, che richiama a grandi linee quello della vera 600, con la balestra trasversale anteriore e il gruppo motore-cambio posteriore, dotato di marmitta Abarth come si conviene ad una vettura marcata Fiat-Abarth come questa.

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Curioso infine come per un modello così piccolo siano state adoperate ben quattro viti per fissare il pianale, ma in ogni caso sono fuori vista.

Matrix Fiat 600 Viotti

Un modello da inserire onorevolmente in ogni collezione d’auto italiane e che non costa nemmeno una follia. Semmai l’imbarazzo è quello di scegliere la tinta: sono belli entrambi gli accostamenti di colore…

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La 600 Viotti allo stand Abarth del Salone di Ginevra  1956

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