Ferrari Enzo Test Monza 2003 – Mattel Hot Wheels Elite 1 : 18

Durante l’estate del 2003, la Ferrari ha condotto una sessione di tre giorni di test privati nell’autodromo di Monza. In pista, condotta da Andrea Bartolini, girava una strana “Enzo”, caratterizzata da un look molto “spartano” con la carrozzeria nera opaco e una grande ala in fibra di carbonio. Nella parte posteriore, sotto l’ala, era stato montato un grande radiatore supplementare, col chiaro intento di smaltire una maggiore quantità di calore rispetto alla versione stradale. Erano state inoltre rimosse le luci posteriori, gli indicatori di direzione ed oscurati i fari. Si trattava logicamente di una vettura-laboratorio, utilizzata dalla Ferrari per lo sviluppo della meccanica, dell’aerodinamica e soprattutto delle gomme Pirelli destinate alla Maserati MC12. Il modello di questa vettura ci viene proposto ora, in scala 1:18, da Mattel Hot Wheels nella serie Elite.

Foto di Andrea Torchio

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Il modello si presenta, come l’originale, verniciato in nero opaco e la livrea è arricchita dai soli loghi Pirelli. Le portiere ed il cofano anteriore sono apribili, il cofano posteriore, confezionato a parte, è completamente asportabile. Anche il grosso alettone è confezionato a parte e va montato in un secondo tempo. Una volta assemblato il modello notiamo una certa imprecisione nel montaggio delle portiere e del cofano motore, che non copiano perfettamente, lasciando qualche fessura: strano, perché Elite solitamente ci ha abituato a ben altro. Probabilmente il nero opaco evidenzia i piccoli difetti.

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Si nota subito anche la mancanza dei finestrini laterali (peraltro assenti anche sulla versione stradale della “Enzo”). Assenza accentuata, a nostro avviso, proprio dalla verniciatura nera opaca del modello. Tra l’altro, le porte si potrebbero aprire agevolmente anche se ci fossero i vetri, come per esempio sulla FXX prodotta sempre da Elite.

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La linea è comunque ben riprodotta e la verniciatura é uniforme. Il muso, oltre ai fari oscurati, presenta un grosso spoiler maggiorato e l’anello del gancio per il traino. Il tergicristallo è realizzato con la fotoincisione. Sullo specchietto retrovisore di sinistra è montata una piccola antenna radio.

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Gli interni sono completamente diversi da quelli della “Enzo” stradale: a parte la mancanza del sedile del passeggero, il cruscotto è stato interamente spogliato, conservando solo una consolle centrale con la strumentazione essenziale. Niente moquette, niente rivestimenti. Il bel sedile del pilota, realizzato in un materiale che imita bene il tessuto “tecnico”, è dotato di cinture di sicurezza in vera stoffa con fibbie fotoincise. Il volante di serie ha lasciato il posto ad un volante racing. Le parti di carbonio a vista sono state realizzate, come consuetudine per Elite, non con tampografie ma con una “tramatura” stampata sulla plastica, soluzione abbastanza efficace.

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Asportando il cofano posteriore (che ha un solo perno di tenuta centrale e che quindi risulta un po’ instabile) si può osservare una buona riproduzione del poderoso propulsore a 12 cilindri, completo della maggior parte dei cablaggi e riprodotto con colori molto realistici.  Anche qui, la fibra di carbonio è resa stampata nella plastica. Fa eccezione il coperchio dell’iniezione, tampografato e dotato di cavallino rampante cromato.

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L’alettone è anch’esso stampato con effetto carbonio, presenta i fori  per la regolazione dell’ala ed il grosso radiatore supplementare è dotato di tubi per la circolazione dell’olio.

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Molto bella la coda, dove spiccano le sottili reticelle fotoincise che chiudono tutti gli sfiati dell’aria, lasciando intravedere la meccanica. Bellissimi anche i grossi tubi di scarico “racing” di colore bianco.

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Le ruote calzano realistici pneumatici slick e cerchioni “Speedline Corse”, come si evince dalla  tampografia su una delle razze: bello il particolare del bullone centrale verniciato di rosso sul lato destro e di blu sul sinistro. I freni a disco sono perfettamente visibili così come le pinze marchiate Brembo. La carreggiata anteriore, però, è un po’ troppo larga, tanto che le ruote sporgono di qualche millimetro dalla carrozzeria. Anche le ruote posteriori presentano un gioco di alcuni millimetri sul loro asse, che le porta a sporgere dalla carrozzeria da un lato o dall’altro quando si maneggia il modello.

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Il fondo della vettura è completamente carenato come sulla vettura reale e non presenta particolari degni di nota, visto che le parti meccaniche sono completamente nascoste alla vista.

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Concludendo, questa “Enzo” è un modello interessante, che presenta particolari di ottima fattura uniti però a piccole trascuratezze  Prossimamente Elite presenterà anche la versione Test Fiorano 2004.

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La vera “Enzo” con accanto il pilota Andrea Bertolini,
che ringraziamo per averci concesso l’uso della foto.

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